È finita a Vicenza la fuga di Luciano Donadio, 60 anni, considerato dagli investigatori il boss della ramificazione veneta del clan dei Casalesi. L’uomo, che deve scontare una pena di 30 anni di reclusione, è stato intercettato e arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Venezia nei pressi del carcere della città veneta, dove avrebbe avuto intenzione di presentarsi spontaneamente alle autorità. Proprio in quell’istituto penitenziario si trova già detenuto uno dei suoi figli, destinatario dello stesso provvedimento restrittivo emesso nei confronti del padre.
Donadio era riuscito a sottrarsi alla cattura durante l’operazione che aveva portato all’esecuzione di provvedimenti restrittivi nei confronti di 24 persone, già condannate dalla Corte d’Appello di Venezia nel giugno 2025. Insieme a lui era sfuggito all’arresto anche un cittadino albanese. La polizia ha quindi avviato una serrata attività investigativa per individuare gli spostamenti del sessantenne e ricostruire la rete dei suoi contatti.
Il boss dei Casalesi rintracciato vicino al carcere di Vicenza
La svolta è arrivata grazie alle indagini della Squadra Mobile di Venezia, diretta da Eugenio Masino, che ha lavorato in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo, la Squadra Mobile di Caserta e i colleghi di Vicenza. Le attività, coordinate dalla Procura generale della Repubblica di Venezia, hanno permesso agli investigatori di localizzare Donadio attraverso accertamenti e intercettazioni.
Dalle verifiche è emerso che il ricercato avrebbe mantenuto contatti con le persone a lui più vicine e manifestato l’intenzione di costituirsi presso il carcere vicentino. Un elemento che ha consentito alla polizia di concentrare le ricerche nelle vicinanze dell’istituto penitenziario.
Gli agenti lo hanno individuato in un’area di pertinenza del carcere, prima che potesse formalizzare la propria intenzione di consegnarsi. In collaborazione con la Polizia Penitenziaria, lo hanno quindi accompagnato negli uffici della Polizia di Stato per gli adempimenti previsti.
Trent’anni di carcere e il ruolo nel clan radicato a Eraclea
Luciano Donadio è ritenuto dagli investigatori una figura di vertice della struttura criminale riconducibile al clan dei Casalesi che aveva consolidato la propria presenza nel Veneto orientale, soprattutto nel territorio di Eraclea, in provincia di Venezia.
La vicenda giudiziaria si inserisce nell’attività di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata campana nel tessuto economico e sociale del Nordest. Le indagini hanno riguardato una rete di soggetti collegati alla presenza del clan nel territorio veneto, con un procedimento culminato nelle condanne pronunciate dalla Corte d’Appello lagunare.
La pena di 30 anni che Donadio deve scontare rappresenta uno degli elementi più rilevanti dell’operazione. L’arresto consente infatti di dare esecuzione al provvedimento restrittivo al quale il sessantenne era riuscito inizialmente a sottrarsi.
Il figlio già detenuto nello stesso istituto penitenziario
Un particolare significativo riguarda la scelta del luogo nel quale Donadio avrebbe voluto costituirsi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sessantenne aveva individuato proprio il carcere di Vicenza, dove si trova già recluso uno dei suoi figli.
Anche quest’ultimo figura tra i destinatari dei provvedimenti coercitivi emessi nell’ambito della medesima vicenda giudiziaria. Gli investigatori hanno raccolto elementi sull’intenzione del padre di raggiungere l’istituto attraverso l’analisi dei contatti mantenuti con la cerchia familiare.
Non è stato chiarito se la presenza del figlio abbia influito sulla scelta del carcere oppure se Donadio avesse individuato quella struttura per altre ragioni.
L’operazione della polizia e la fine della fuga
Il coordinamento tra le diverse articolazioni della Polizia di Stato ha consentito di individuare il ricercato e procedere all’arresto senza che riuscisse nuovamente a sottrarsi alle autorità.
La Squadra Mobile di Venezia ha operato in costante raccordo informativo con quella di Vicenza, mentre il Servizio Centrale Operativo e gli investigatori di Caserta hanno fornito supporto alle ricerche. La Procura generale veneziana ha coordinato le attività finalizzate all’esecuzione della pena.
Per Luciano Donadio si aprono ora le porte del carcere di Vicenza, dove sconterà la condanna a 30 anni di reclusione. Si chiude così la fuga dell’uomo indicato dagli inquirenti come il principale riferimento della presenza dei Casalesi nell’area di Eraclea.







