Caso Sangiuliano-Boccia, colpo di scena: Ranucci chiamato come testimone dall’ex ministro. Cosa dirà sull’amica Maria Rosaria?

Ranucci, Boccia e Sangiuliano

Il processo Sangiuliano-Boccia comincia con un colpo di scena che rischia di trasformare il dibattimento giudiziario anche in un clamoroso cortocircuito mediatico. Secondo quanto anticipato da Le Iene, Gennaro Sangiuliano avrebbe chiamato Sigfrido Ranucci come testimone nel processo contro Maria Rosaria Boccia.

Una scelta sorprendente soprattutto per il rapporto che lega Ranucci proprio alla donna che siede sul banco degli imputati. Boccia non ha mai nascosto la propria vicinanza al giornalista, anzi negli ultimi mesi l’ha raccontata pubblicamente definendolo una persona alla quale vuole bene, un amico appartenente al suo «cerchio magico». Un rapporto diventato persino il cuore di un libro appena pubblicato dall’imprenditrice: “Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste”.

E adesso proprio Ranucci potrebbe essere chiamato a deporre su richiesta dell’uomo che accusa Boccia.

Sangiuliano chiama Ranucci: il testimone che nessuno si aspettava

La prima udienza del processo contro Maria Rosaria Boccia è fissata per oggi, 6 ottobre, davanti al Tribunale di Roma. L’imprenditrice è stata rinviata a giudizio con diverse accuse, tra cui stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione nei confronti dell’ex ministro della Cultura.

Sangiuliano si è costituito parte civile insieme alla moglie Federica Corsini e all’ex capo di gabinetto del ministero Francesco Gilioli.

È in questo quadro che arriva l’indiscrezione destinata a fare rumore. Secondo Le Iene, nell’elenco dei testimoni indicati da Sangiuliano comparirebbe infatti Sigfrido Ranucci.

La domanda diventa inevitabile: su quali circostanze l’ex ministro vuole che il giornalista riferisca davanti al giudice?

Boccia e Ranucci, dall’incontro durante il caso Sangiuliano al «cerchio magico»

Il rapporto tra Maria Rosaria Boccia e Ranucci nasce proprio nel settembre 2024, quando esplode il caso che porterà alle dimissioni di Sangiuliano dal ministero della Cultura. Da un iniziale rapporto legato all’attività giornalistica sarebbe nata, secondo quanto raccontato dalla stessa Boccia, una vera amicizia.

L’imprenditrice ha parlato pubblicamente di un uomo che frequenta e sente spesso, arrivando a definirlo «meraviglioso». Nel libro pubblicato poche settimane fa racconta quasi due anni di telefonate, videochiamate, incontri, confidenze e discussioni con il giornalista. È proprio Boccia ad avergli attribuito il soprannome di «Superman».

La vicinanza tra i due rende quindi particolarmente interessante la scelta processuale attribuita a Sangiuliano. Se Ranucci verrà effettivamente ammesso e chiamato a testimoniare, dovrà naturalmente rispondere alle domande sui fatti oggetto della sua deposizione, indipendentemente dai rapporti personali con una delle parti.

Ranucci potrebbe testimoniare nel processo contro la sua amica

Ed è qui che il caso assume contorni singolari. Da una parte c’è Maria Rosaria Boccia, che negli ultimi mesi ha difeso pubblicamente Ranucci e ha raccontato nei dettagli il loro rapporto. Dall’altra c’è Gennaro Sangiuliano, che secondo l’indiscrezione decide di chiamare proprio quel giornalista come proprio testimone.

Non significa naturalmente che Ranucci sia un “testimone contro Boccia” nel senso sostanziale del termine: un testimone deve riferire ciò che conosce e rispondere alle domande sulle circostanze ammesse dal giudice. Ma politicamente e mediaticamente la fotografia resta potentissima.

C’è poi un ulteriore elemento che rende la vicenda ancora più intricata. Il rapporto tra Ranucci e il caso Sangiuliano non nasce oggi: nel dicembre 2024 Report trasmise anche l’audio di una conversazione privata tra l’allora ministro e la moglie, vicenda che ha successivamente prodotto altri sviluppi giudiziari.

Adesso tutte quelle traiettorie rischiano di incrociarsi in un’aula di tribunale.

La domanda, dunque, non riguarda soltanto se Sigfrido Ranucci testimonierà, ma soprattutto che cosa potrà raccontare. Perché l’uomo indicato, secondo Le Iene, da Sangiuliano come testimone è contemporaneamente quello che Maria Rosaria Boccia ha scelto come protagonista di un libro dedicato alla loro amicizia.

E il processo è appena cominciato.