Daniela Santanchè, nuovo rinvio nel processo per la presunta truffa all’Inps: udienza a febbraio, la Consulta decide sulle prove di Visibilia

Daniela Santanchè

Il procedimento per la presunta truffa aggravata all’Inps che coinvolge Daniela Santanchè subisce un nuovo rinvio. La giudice Tiziana Gueli ha fissato l’udienza preliminare al 3 febbraio 2027. Prima di procedere, il Tribunale di Milano attende gli sviluppi del conflitto di attribuzione che il Senato ha sollevato davanti alla Corte costituzionale. La controversia riguarda alcune conversazioni private e comunicazioni elettroniche dell’ex ministra del Turismo. Intanto, la Procura continua a sostenere l’accusa relativa alla gestione della cassa integrazione Covid nelle società Visibilia.

Santanchè, il Tribunale rinvia l’udienza preliminare al 3 febbraio

La decisione del 14 ottobre allunga ulteriormente i tempi del procedimento che coinvolge Santanchè e altri indagati, tra i quali il compagno Dimitri Kunz. I pubblici ministeri Maria Giuseppina Gravina e Luigi Luzi coordinano l’inchiesta sulla gestione degli ammortizzatori sociali durante l’emergenza sanitaria.

Secondo l’accusa, Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria avrebbero ottenuto contributi pubblici senza rispettare le condizioni previste dalla normativa. La Procura ritiene che alcuni dipendenti abbiano continuato a lavorare nonostante la loro collocazione formale in cassa integrazione a zero ore.

Il rinvio non riguarda il merito delle contestazioni. Il giudice deve prima chiarire quali documenti potranno entrare nel fascicolo e quali garanzie costituzionali trovino applicazione.

Santanchè e Visibilia, il nodo delle registrazioni e delle email

Il Senato ha sollevato un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta per contestare l’acquisizione di alcune comunicazioni della parlamentare. Al centro della controversia figurano registrazioni di conversazioni private e messaggi di posta elettronica.

La difesa sostiene che la Procura avrebbe dovuto chiedere preventivamente l’autorizzazione parlamentare. Senza quel passaggio, secondo i legali, gli investigatori non potrebbero utilizzare il materiale nel procedimento.

La Corte costituzionale dovrà chiarire i limiti delle garanzie parlamentari e le conseguenze dell’acquisizione contestata. La sua decisione potrebbe incidere sulla documentazione che il giudice potrà esaminare.

La questione resta distinta dall’accertamento delle responsabilità penali. Un’eventuale esclusione di alcune prove, infatti, non equivale automaticamente a una pronuncia di innocenza o di colpevolezza.

Santanchè, l’accusa: 13 dipendenti al lavoro durante la cassa integrazione

La Procura contesta un presunto danno all’Inps superiore a 126mila euro. L’ipotesi investigativa riguarda 13 dipendenti delle società Visibilia, che avrebbero continuato a svolgere le proprie mansioni durante la cassa integrazione Covid.

Secondo gli inquirenti, le aziende avrebbero collocato formalmente i lavoratori in cassa integrazione a zero ore senza informarli della loro effettiva posizione. I dipendenti avrebbero quindi proseguito l’attività mentre le società beneficiavano dei contributi pubblici.

Gli episodi contestati coprono il periodo compreso tra maggio 2020 e febbraio 2022. L’accusa sostiene che Santanchè e gli altri indagati fossero consapevoli delle modalità con cui le società gestivano gli ammortizzatori sociali.

Il procedimento dovrà verificare queste ipotesi attraverso gli elementi che supereranno il vaglio giudiziario. Per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza.

Santanchè, gli altri procedimenti giudiziari tra Visibilia e Ki Group-Bioera

La vicenda della cassa integrazione rappresenta soltanto uno dei filoni giudiziari che coinvolgono l’ex ministra. A Milano prosegue anche il processo sul presunto falso in bilancio di Visibilia.

Un’altra inchiesta riguarda invece le società Ki Group e Bioera. In questo caso la Procura ipotizza reati di bancarotta, falso in bilancio e truffa allo Stato. Il fascicolo coinvolge 16 persone, tra cui Santanchè e l’ex compagno Canio Mazzaro.

Gli inquirenti hanno concluso le indagini e si preparano a valutare la richiesta di rinvio a giudizio. I diversi procedimenti seguono percorsi autonomi e riguardano contestazioni differenti.

Per il caso della cassa integrazione, la prossima data resta il 3 febbraio 2027. La ripresa dell’udienza dipenderà dagli sviluppi davanti alla Corte costituzionale e dalle conseguenze che la decisione avrà sulle prove contestate.