Famiglia nel bosco, la figlia ricoverata senza la madre: esplode il caso della bimba sola in ospedale. La mamma sostiene di non essere stata avvertita subito. Le visite consentite soltanto sotto sorveglianza. E una nuova polemica che riaccende il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”.
La vicenda riguarda una delle gemelle di 7 anni di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia che per anni ha vissuto isolata nei boschi di Palmoli, in Abruzzo, insieme ai tre figli. Domenica sera la piccola ha accusato una crisi respiratoria all’interno della casa di accoglienza di Vasto dove vive con i fratelli dopo il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Le educatrici hanno disposto il ricovero urgente e cercato immediatamente il padre Nathan Trevallion. Ma il cellulare dell’uomo risultava spento. La madre, Catherine Birmingham, invece non sarebbe stata contattata, nonostante — sostiene la difesa — fosse perfettamente raggiungibile telefonicamente.
Famiglia nel bosco, la figlia ricoverata senza la madre: “Non è stata avvertita”
A sollevare il caso è ora Tonino Cantelmi, psichiatra vicino alla famiglia e consulente della difesa, che parla apertamente di gestione “insensibile” della situazione.
“Nessuno ha pensato di chiamare Catherine, il cui cellulare era raggiungibile”, attacca Cantelmi. “Sono tre notti che accanto alla bambina ricoverata non ci sono i genitori”.
Secondo il medico, alla coppia viene consentito di vedere la figlia solo alla presenza obbligatoria di un’operatrice della casa famiglia, senza alcuna possibilità di restare da soli con la bambina.
Una situazione che ha trasformato il ricovero della piccola in un nuovo terreno di scontro tra difesa, strutture di accoglienza e istituzioni.
Il nodo delle visite controllate
Cantelmi insiste soprattutto su un punto: Nathan Trevallion e Catherine Birmingham non sono accusati di violenze o abusi sui figli.
“Non sono delinquenti né abusatori e risultano sani di mente secondo la perizia”, sottolinea lo psichiatra. “In una situazione simile dovrebbero essere i genitori a stare vicino alla bambina”.
Lo stesso Cantelmi racconta di aver chiesto tramite gli avvocati l’autorizzazione a parlare con la primaria del reparto, senza però ricevere risposta.
La bambina ricoverata per problemi respiratori
La piccola, secondo quanto spiegato dai medici, soffrirebbe già di una patologia respiratoria pregressa. Le sarebbe stata data una prognosi di una settimana.
Già in passato, la casa famiglia aveva segnalato problemi polmonari nei tre bambini, cresciuti per anni in una casa umida e con infissi inadeguati nel bosco di Palmoli.
Le condizioni della bambina, precisano i sanitari, non sarebbero comunque gravi.
Lo scontro tra le garanti dell’infanzia
La vicenda ha provocato anche uno scontro istituzionale tra la garante nazionale dell’infanzia Marina Terragni e la garante regionale abruzzese Alessandra De Febis.
Terragni ha espresso forte preoccupazione per il fatto che la bambina ricoverata non possa avere accanto i genitori liberamente.
“La vicinanza materna è un presidio importantissimo per la serenità dei bambini ricoverati e favorisce una risposta efficace alle cure”, ha scritto in una nota.
La garante nazionale cita inoltre i documenti del ministero della Salute e la Carta europea dei bambini in ospedale, secondo cui dovrebbe essere garantita la continuità della relazione tra genitori e figli durante tutta la degenza.
“Tutto sotto controllo”
Di parere completamente diverso Alessandra De Febis, garante regionale per l’infanzia dell’Abruzzo.
“I genitori sono stati informati tempestivamente del ricovero disposto in via precauzionale”, sostiene. “Entrambi hanno fatto regolarmente visita alla piccola tutti i giorni. La situazione è sotto controllo”.
La De Febis ha anche criticato la collega nazionale per aver diffuso dettagli che potrebbero compromettere la privacy della minore.
Una vicenda che continua a dividere
Il caso della famiglia Trevallion-Birmingham continua così a spaccare opinione pubblica ed esperti.
Da una parte chi ritiene che i bambini debbano restare protetti all’interno delle strutture predisposte dal Tribunale. Dall’altra chi considera ormai eccessive le restrizioni imposte a due genitori che, almeno secondo le perizie, non avrebbero disturbi psichiatrici né comportamenti violenti.
E adesso, nel pieno di questa battaglia, c’è una bambina di 7 anni ricoverata in ospedale. Senza poter avere accanto mamma e papà liberamente.







