David 2026: stravince il film “Le città di pianura”, Sorrentino esce ancora una volta a mani vuote

Se qualcuno avesse predetto un simile scenario solo dodici mesi fa, sarebbe stato probabilmente liquidato come un visionario o un provocatore. Eppure, la notte dei David di Donatello al Teatro 23 di Cinecittà ha consegnato la statuetta come Miglior Film a Le città di pianura“. L’opera di Francesco Sossai non si è limitata a vincere, ha letteralmente dominato la cerimonia, portando a casa ben 8 statuette e lasciando nell’ombra i volti più noti del grande cinema italiano.

Lo schiaffo a Sorrentino

Il dato che più colpisce, e che sta già facendo discutere i critici, è il clamoroso paradosso che ha visto protagonista Paolo Sorrentino. Il suo film, “La Grazia”, si era presentato ai nastri di partenza con il peso di ben 14 nomination. Tuttavia, il regista premio Oscar ha lasciato il Teatro 23 di Cinecittà a notte fonda a mani completamente vuote. Era accaduto anche lo scorso anno con “Parthenope”. Il film aveva dominato le nomination (ben 15) e alla fine della fiera non ha portato a casa neanche una statuetta.

Al suo posto, ha trionfato una produzione autenticamente indipendente, girata tra le nebbie e i silenzi della pianura veneta. Un film a basso budget, lontano dai salotti romani, che ha saputo parlare al cuore della giuria. Nonostante la presenza nel cast di volti noti come Andrea Pennacchi e Roberto Citran (qui in ruoli di supporto), la pellicola ha scommesso tutto sulla forza della sua scrittura e sull’intensità dei suoi protagonisti, dimostrando che il grande cinema non necessita sempre di capitali immensi per imporsi.

Pioggia di David per Francesco Sossai

Trionfa dunque “Le città di pianura” e Francesco Sossai è il re indiscusso della notte più attesa del cinema italiano. Sossai si aggiudica ben 8 statuette: Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale, quest’ultima condivisa con Adriano Candiago (premiato anche per il miglior casting). Il film ha conquistando anche il David per il Miglior Film, Miglior Produzione e Miglior Montaggio, curato da Paolo Cottignola.

A coronare l’impresa è arrivato il riconoscimento per Sergio Romano, la cui prova attoriale è stata giudicata la migliore dell’anno, e quello per la Miglior Canzone Originale, con il brano “Ti” firmato da Marco Spigariol, in arte Krano, che ha saputo dare voce all’anima rurale e malinconica del film.