Il sangue sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi torna al centro del caso Garlasco, ma questa volta a provocare lo scontro sono le parole di chi quelle indagini le dirigeva. Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, sostiene che il materiale biologico individuato sui pedali non fosse sangue, mentre alcuni documenti ufficiali redatti dagli stessi carabinieri indicavano proprio il sangue di Chiara Poggi come l’ipotesi scientificamente sostenibile. Una contraddizione sulla quale interviene Antonio De Rensis, avvocato di Stasi, con un’accusa pesantissima: «Qualcuno mente, qualcuno mente, qualcuno mente».
Il legale ha commentato le dichiarazioni di Garofano durante la trasmissione Ignoto X, condotta da Pino Rinaldi, dopo che erano stati letti alcuni passaggi delle relazioni scientifiche del 2007 e del 2008. Per De Rensis, quelle affermazioni potrebbero aprire nuovi scenari nella ricostruzione degli accertamenti effettuati dopo l’omicidio di Chiara Poggi.
Garofano sostiene che sui pedali non ci fosse sangue
La polemica nasce dalle dichiarazioni rilasciate da Garofano il 14 ottobre, durante Cinque minuti, la trasmissione di Bruno Vespa. L’ex comandante del Ris ha difeso il lavoro del capitano Marino, spiegando che gli esiti delle analisi erano stati valutati complessivamente.
Secondo Garofano, il materiale biologico individuato sui pedali era attribuibile a Chiara Poggi, ma non si trattava di sangue. L’ex ufficiale ha aggiunto: «Noi non abbiamo mai parlato però di sangue, ma abbiamo sempre concluso dicendo che con elevata probabilità fosse sangue».
Una formulazione che ha attirato l’attenzione soprattutto alla luce delle relazioni scientifiche successive. Garofano ha inoltre dichiarato di presumere di essere stato a conoscenza dei risultati delle analisi effettuate il 19 e il 20 settembre 2007.
Alla domanda se ritenesse di aver commesso errori, la risposta è stata categorica: «No, assolutamente no». L’ex comandante ha rivendicato l’onestà del lavoro svolto dai Ris, respingendo le critiche rivolte agli investigatori.
I documenti dei Ris smentiscono la ricostruzione di Garofano?
Durante Ignoto X, Pino Rinaldi ha letto alcuni documenti ufficiali che sembrano difficilmente conciliabili con le dichiarazioni televisive dell’ex comandante.
In una relazione successiva al 24 settembre 2007 si legge che l’ispezione aveva individuato su entrambi i pedali «micro tracce di consistenza ematica». Un documento del 26 settembre faceva inoltre riferimento al profilo genetico della vittima ottenuto dal campione denominato BUP.
Ancora più esplicita la relazione tecnica dei Ris dell’11 settembre 2008, nella quale si affermava che attribuire il fluido biologico del campione BUP al sangue della vittima rappresentava «l’unica ipotesi scientificamente sostenibile».
Il contrasto riguarda dunque il modo in cui venne qualificato il materiale biologico e la certezza attribuita alla sua natura. Nei documenti citati si parlava di tracce ematiche e di sangue della vittima, mentre Garofano ha ora sostenuto che il materiale non fosse sangue.
De Rensis contro Garofano
La reazione dell’avvocato Antonio De Rensis è stata durissima. Il legale ha accolto le dichiarazioni dell’ex comandante come un elemento potenzialmente favorevole alla ricostruzione difensiva.
«Le dichiarazioni del dottor Garofano, espresse ieri davanti alle telecamere, diverse rispetto a quelle brevi espresse davanti al procuratore aggiunto Civardi, rappresentano per me musica, una melodia bellissima», ha affermato.
De Rensis ha poi spostato l’attenzione su un’altra questione: le due analisi negative effettuate il 20 settembre 2007, successive a un risultato positivo che aveva destato particolare interesse.
Il legale sostiene che i consulenti della difesa dell’epoca, Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri, non abbiano mai avuto conoscenza di quelle repliche negative. Una circostanza che, secondo De Rensis, sarebbe confermata anche dalla documentazione ufficiale.
«Qualcuno mente, qualcuno mente, qualcuno mente», ha ripetuto l’avvocato, annunciando che Avato e Fabbri confermeranno davanti ai pubblici ministeri di non aver mai visto quei risultati.
De Rensis riapre il caso delle analisi negative del 20 settembre
Il nodo investigativo riguarda la successione degli accertamenti sui pedali. De Rensis ha ricordato il risultato del 19 settembre, caratterizzato da un quantitativo di DNA particolarmente elevato, seguito dalle due repliche negative del giorno successivo.
Secondo il legale, anche il colonnello Colin avrebbe riferito, nelle sommarie informazioni testimoniali, di essere rimasto sorpreso dall’abbondanza del materiale genetico individuato.
Per la difesa di Stasi, la questione riguarda soprattutto la mancata conoscenza delle successive analisi negative da parte dei consulenti. Se avessero potuto esaminare quei risultati, sostiene De Rensis, la valutazione scientifica del materiale rinvenuto sui pedali avrebbe potuto essere contestata già nel 2007.
«Il generale Garofano apre uno scenario interessantissimo», ha concluso l’avvocato. Le sue parole concentrano l’attenzione su due aspetti delle vecchie indagini: la discordanza tra le dichiarazioni attuali dell’ex comandante e le relazioni dei Ris, e la ricostruzione di chi conoscesse effettivamente i risultati negativi delle analisi effettuate il 20 settembre.







