Uno squillo alle 9.58, poi oltre un’ora senza comunicazioni. Un sms alle 11.10, una telefonata alle 11.25 e quindi una serie di contatti con gli amici fino alle 12.18. I tabulati telefonici attribuiti ad Andrea Sempio riportano ancora una volta l’attenzione sulle ore cruciali del 13 agosto 2007, la mattina in cui Chiara Poggi venne assassinata nella villetta di via Pascoli a Garlasco.
A ricostruire la sequenza è stato Milo Infante durante Ore 11, concentrandosi sulle chiamate, sugli sms e soprattutto sulle celle telefoniche agganciate dal cellulare. Secondo quanto mostrato in trasmissione, nella fascia analizzata il telefono di Sempio risulta collegato a celle riferibili all’area di Garlasco. Il dato diventa interessante se confrontato con il racconto fornito da Sempio sui propri movimenti di quella mattina, quando disse di essersi recato a Vigevano.
Lo squillo delle 9.58 e poi il silenzio fino alle 11.10
La sequenza comincia alle 9.58. Dal cellulare attribuito a Sempio parte uno squillo verso Mattia Capra, suo amico. L’orario coincide con il momento nel quale, secondo la ricostruzione dello stesso Sempio, il giovane si preparava a lasciare casa per andare a Vigevano.
Dopo quello squillo, nei dati illustrati in trasmissione non compare altra attività fino alle 11.10, quando il telefono riceve un sms. È una finestra temporale di un’ora e dodici minuti che coincide con una parte importante degli spostamenti raccontati dal giovane.
Il tabulato, naturalmente, registra le comunicazioni e non permette da solo di ricostruire che cosa abbia fatto una persona durante il periodo nel quale il telefono rimane inattivo. Ma proprio il confronto tra orari, celle e dichiarazioni diventa uno degli elementi sui quali si concentra la nuova lettura della mattina del delitto.
Alle 11.25 una telefonata partita dalla casa di Sempio
Dopo l’sms delle 11.10 arriva un altro dato significativo. Alle 11.25 viene effettuata una chiamata che, secondo quanto illustrato a Ore 11, sarebbe partita con certezza dall’abitazione di Sempio. Pochi minuti dopo, intorno alle 11.30, il telefono registra un’altra comunicazione della durata di circa quaranta secondi. La sequenza continua poi attraverso alcuni messaggi scambiati con Roberto Freddi, indicato come un altro amico di Andrea.
Alle 12.17 compare invece una telefonata di 33 secondi verso Mattia Capra, lo stesso destinatario dello squillo delle 9.58. Un minuto dopo, alle 12.18, parte un altro messaggio destinato a Freddi. In poco più di due ore emerge quindi una rete di contatti con due amici, interrotta proprio dalla lunga pausa che segue lo squillo delle 9.58.
Che cosa contenevano quei messaggi?
È qui che nasce uno degli interrogativi sollevati durante la trasmissione. Che cosa si dissero Sempio e i suoi amici quella mattina? Si trattava semplicemente delle normali comunicazioni tra ragazzi oppure quei contatti erano legati a qualcosa di particolare accaduto nelle stesse ore?
I tabulati non possono fornire questa risposta. Mostrano che una telefonata o un messaggio sono partiti o arrivati, ma non permettono di conoscere il contenuto degli sms né il motivo delle chiamate. Per ricostruirlo servirebbero altri elementi documentali oppure le testimonianze delle persone coinvolte nelle conversazioni. Proprio per questo la successione degli orari può indicare una pista da approfondire, ma da sola non permette di attribuire un significato alle comunicazioni.
Le celle di Garlasco e il viaggio raccontato verso Vigevano
Rimane poi il nodo delle celle telefoniche. Secondo quanto mostrato a Ore 11, durante la fascia oraria analizzata il cellulare attribuito a Sempio aggancia celle compatibili con l’area di Garlasco. Anche questo elemento ha però un limite tecnico preciso: una cella individua un’area nella quale si trova il dispositivo, non un punto esatto. Non permette quindi di collocare automaticamente il telefono in una strada, davanti a un edificio o all’interno di un’abitazione.
Esiste inoltre un’altra distinzione fondamentale: il tabulato fotografa l’attività di un dispositivo telefonico, ma non dimostra automaticamente chi lo avesse materialmente in mano in ogni momento. I dati assumono così valore soprattutto se messi in relazione con il resto della ricostruzione: lo squillo delle 9.58, il viaggio dichiarato verso Vigevano, il silenzio telefonico fino alle 11.10, la chiamata delle 11.25 attribuita all’abitazione e i successivi contatti con Capra e Freddi.
A diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, anche una successione di vecchi squilli, telefonate e sms torna quindi sotto la lente. E ancora una volta, nel caso Garlasco, sono gli orari di quella mattina a chiedere di essere ricostruiti minuto per minuto.







