Andrea Sempio non può restare indagato all’infinito per l’omicidio di Chiara Poggi. È questa la posizione espressa dall’avvocata Angela Taccia, che assiste il 38enne insieme al collega Liborio Cataliotti. All’uscita dal tribunale di Pavia, la legale ha affrontato il tema del possibile rinvio a giudizio, spiegando perché la difesa ritenga necessario arrivare finalmente a una decisione giudiziaria.
«Andrea Sempio non può essere indagato a vita, tanto vale andare a processo e accertare una volta per tutte la realtà dei fatti, perché se no non vive più», ha dichiarato Taccia.
Parole che arrivano mentre l’inchiesta sul delitto di Garlasco si avvicina a un possibile passaggio decisivo. La difesa considera ormai concreta l’eventualità che la Procura chieda di processare Sempio, nuovamente coinvolto nelle indagini sull’assassinio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.
Andrea Sempio verso il rinvio a giudizio: «Molto probabile»
Angela Taccia non nasconde le proprie aspettative sulle prossime mosse degli inquirenti. Interpellata sulla possibilità di una richiesta di rinvio a giudizio, l’avvocata l’ha definita «molto probabile».
Una previsione che non equivale, naturalmente, a una decisione già presa dalla Procura. Saranno i magistrati a stabilire come procedere e, nell’eventualità di una richiesta di processo, spetterà al giudice dell’udienza preliminare valutare se disporre il giudizio.
Per i difensori di Sempio, intanto, la prospettiva di affrontare un processo appare preferibile al protrarsi di una condizione di incertezza che, secondo Taccia, sta compromettendo la vita del loro assistito.
Garlasco, la difesa di Sempio valuta anche il rito abbreviato
Resta aperta la questione della strategia processuale. La difesa non ha ancora deciso se orientarsi verso il rito ordinario oppure valutare la possibilità di chiedere il rito abbreviato.
«Ci riuniremo e capiremo i passi da fare», ha spiegato Taccia, precisando che ogni scelta sarà compiuta soltanto dopo l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
La legale ha inoltre riferito di aver avviato approfondimenti sulla possibilità di accedere al rito abbreviato, considerando le differenze tra la disciplina vigente all’epoca del delitto e quella attuale. Una questione giuridica rilevante, poiché la normativa oggi esclude il rito abbreviato per i delitti puniti con l’ergastolo, mentre al momento dell’omicidio di Chiara Poggi la disciplina era diversa.
«Può essere tutto, può essere niente», ha osservato Taccia, evitando di anticipare conclusioni prima di aver completato le verifiche.
Processo Sempio, l’udienza preliminare potrebbe arrivare nella primavera 2027
Sul calendario dei prossimi passaggi giudiziari è intervenuto anche Liborio Cataliotti, che ha ipotizzato la primavera del 2027 come possibile periodo per l’udienza preliminare.
Una previsione sulla quale Angela Taccia ha preferito mantenere la massima cautela. «Mi servirebbe la sfera di cristallo», ha commentato, sottolineando che al momento non esiste alcuna data ufficiale.
La tempistica dipenderà dalle decisioni della Procura e dai successivi adempimenti processuali. Per ora, dunque, il rinvio a giudizio resta una possibilità considerata probabile dagli stessi difensori, mentre l’eventuale udienza nella primavera del 2027 è soltanto un’ipotesi.







