La famiglia di Chiara Poggi sceglie di non partecipare allo scontro tra la Procura di Pavia e la difesa di Andrea Sempio. I legali dei familiari della ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 hanno deciso che non presenteranno memorie né contro-consulenze in risposta agli ultimi accertamenti degli investigatori. Una scelta che arriva mentre si avvicina la scadenza del 18 ottobre, termine entro il quale le parti potranno depositare le proprie osservazioni dopo la chiusura delle indagini.
A confermarlo è stato l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, che assiste la famiglia insieme al collega Francesco Compagna. La posizione dei Poggi rimane quella già espressa nelle scorse settimane: per l’omicidio di Chiara esiste una sentenza definitiva che ha individuato in Alberto Stasi il responsabile, mentre la nuova inchiesta su Sempio dovrà ancora affrontare il vaglio della magistratura.
I Poggi non presenteranno memorie e consulenze alla Procura
La decisione riguarda gli ultimi approfondimenti scientifici condotti nell’ambito dell’indagine su Andrea Sempio, unico indagato nel nuovo procedimento per l’omicidio di Chiara Poggi.
Entro il 18 ottobre, la difesa di Sempio potrà depositare le proprie osservazioni sulle consulenze dei pubblici ministeri, comprese quelle relative alla traccia 33 e alla ricostruzione dei tempi del delitto.
Gli avvocati della famiglia Poggi, invece, non presenteranno ulteriori elaborati tecnici. La scelta non comporta una valutazione sulle singole prove raccolte dagli investigatori, ma conferma la volontà dei familiari di non assumere un ruolo attivo nel confronto tra accusa e difesa in questa fase.
La famiglia aveva già comunicato che non intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico di Sempio, qualora la Procura chiedesse e ottenesse il rinvio a giudizio.
Il padre di Chiara: «A noi la giustizia ha dato un colpevole ed è Stasi»
A spiegare la posizione della famiglia era stato lo stesso padre di Chiara, intervenuto recentemente sul nuovo corso delle indagini.
«Non intendo dire nulla su questa nuova indagine: non ci siamo intestarditi, come dice qualcuno, a noi la giustizia ha dato un colpevole ed è Stasi. Se poi la giustizia dovesse darci un nuovo colpevole, ne prenderemo atto. Ma al momento è solo un’indagine».
Parole che chiariscono come i familiari non intendano trasformare il nuovo procedimento in una battaglia personale contro Andrea Sempio.
La condanna definitiva di Alberto Stasi rappresenta, allo stato attuale, il punto di riferimento giudiziario della famiglia. Allo stesso tempo, il padre di Chiara non esclude di prendere atto di eventuali conclusioni diverse, qualora emergessero da un nuovo percorso processuale.
È una posizione che distingue nettamente il ruolo dei familiari da quello degli investigatori, chiamati invece a verificare le nuove ipotesi sull’omicidio.
La scelta dei Poggi mentre Taccia attacca la Procura
La decisione arriva in un momento particolarmente acceso dell’inchiesta. Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio insieme a Liborio Cataliotti, ha accusato la Procura di Pavia di essere già convinta della responsabilità del suo assistito.
«È indubbio che la Procura di Pavia sia assolutamente convinta che l’assassino di Chiara Poggi sia Andrea Sempio», ha dichiarato la legale, rivendicando una strategia difensiva particolarmente combattiva.
«Se giocano duro loro, giochiamo duro anche noi», ha aggiunto, spiegando anche la scelta di Sempio di non sottoporsi alla consulenza psichiatrica.
Mentre i difensori preparano le osservazioni tecniche per contestare gli elementi raccolti dagli inquirenti, i legali dei Poggi hanno quindi deciso di non depositare alcuna replica.
Il 18 ottobre e il possibile processo ad Andrea Sempio
La prossima scadenza riguarda il deposito delle consulenze della difesa. Successivamente, la Procura potrà valutare se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio.
Tra gli elementi al centro dell’indagine figurano l’impronta individuata sul muro delle scale della cantina e la nuova valutazione medico-legale dei tempi dell’aggressione. La difesa di Sempio sta lavorando per contestare le conclusioni dei consulenti dell’accusa.
L’eventuale processo aprirebbe un nuovo capitolo giudiziario su un delitto per il quale Alberto Stasi sta già scontando una condanna definitiva.
La famiglia Poggi, però, ha scelto di attendere le decisioni della magistratura senza presentare ulteriori consulenze e senza costituirsi parte civile. Una linea che il padre di Chiara ha riassunto con una distinzione precisa: oggi esiste una sentenza definitiva, mentre quella su Sempio è ancora un’indagine.







