Nel delitto di Garlasco anche la misura di una scarpa potrebbe diventare un elemento importante della nuova battaglia giudiziaria. L’impronta rinvenuta nella villetta di Chiara Poggi, tradizionalmente associata a una calzatura numero 42, potrebbe infatti corrispondere a una misura inferiore, forse un 40. A sollevare il dubbio è Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio, che durante un collegamento televisivo ha anticipato alcuni degli approfondimenti condotti dal consulente della difesa. Non esiste ancora una conclusione definitiva, ma la questione potrebbe entrare nella nuova memoria tecnica che i legali stanno preparando.
La differenza tra le due misure non è un dettaglio trascurabile, soprattutto in un’indagine nella quale le impronte costituiscono uno degli elementi utilizzati per ricostruire i movimenti dell’aggressore. Occorre però distinguere tra la misura commerciale di una scarpa e le dimensioni di un’impronta, che possono dipendere dal modello, dalla superficie e dalle condizioni in cui è stata lasciata. Per questo la valutazione richiede un esame tecnico approfondito e non può basarsi soltanto sulla lunghezza apparente del segno.
Garlasco, Angela Taccia mette in dubbio il numero 42 dell’impronta
Intervenendo a La vita in diretta, Angela Taccia ha spiegato che il consulente della difesa, De Angelis, continua a manifestare perplessità sull’attribuzione della misura 42. Secondo quanto riferito dalla legale, gli approfondimenti potrebbero portare a una valutazione differente, compatibile con una calzatura numero 40. L’avvocata ha però evitato di anticipare ulteriori dettagli, precisando che il lavoro tecnico è ancora in corso.
La cautela è necessaria perché l’eventuale revisione della misura non identifica automaticamente chi abbia lasciato l’impronta. Anche se i consulenti arrivassero a una conclusione diversa rispetto alle valutazioni precedenti, occorrerebbe stabilire quanto il dato sia attendibile e quale relazione abbia con gli altri elementi raccolti sulla scena del crimine. La nuova analisi potrebbe quindi modificare l’interpretazione di un indizio, senza trasformarlo necessariamente in una prova individualizzante.
La difesa di Andrea Sempio prepara una nuova relazione entro il 18 ottobre
Gli avvocati Angela Taccia e Massimo Cataliotti stanno lavorando con i propri consulenti per completare le controdeduzioni tecniche da depositare entro il 18 ottobre. La difesa intende affrontare gli accertamenti scientifici emersi nella nuova inchiesta, concentrandosi sulle questioni che riguardano direttamente la posizione di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio aggravato di Chiara Poggi.
Parallelamente proseguono le investigazioni difensive e gli approfondimenti testimoniali. La strategia dei legali consiste nel verificare la solidità delle ricostruzioni investigative, senza limitarsi alla discussione pubblica sui reperti del 2007. Sempio ha sempre respinto le accuse e resta tutelato dalla presunzione di innocenza. Le valutazioni sulla misura dell’impronta, per il momento, rappresentano una posizione tecnica della difesa e non un risultato condiviso da tutte le parti.
Le parole di Taccia sui genitori di Chiara Poggi: «Hanno già sofferto troppo»
Durante l’intervento televisivo, Angela Taccia ha commentato anche le dichiarazioni rilasciate dai genitori di Chiara Poggi a Verissimo. I familiari della vittima hanno ribadito la propria fiducia nella giustizia e nella sentenza definitiva, pur dichiarandosi disponibili a prendere atto di eventuali nuovi accertamenti che dovessero modificare il quadro giudiziario.
L’avvocata ha scelto di non esprimere giudizi sulla loro posizione, sottolineando la sofferenza affrontata dalla famiglia in questi diciannove anni. Taccia ha richiamato la necessità di rispettare il dolore dei genitori di Chiara, soprattutto davanti alla continua esposizione mediatica del caso. Una presa di posizione che distingue il confronto processuale, destinato a proseguire nelle sedi competenti, dalle valutazioni personali sui familiari della vittima.
Alberto Stasi e la revisione del processo: i legali esaminano le nuove carte
Mentre la difesa di Sempio prepara la propria relazione, anche gli avvocati di Alberto Stasi continuano a esaminare il materiale acquisito nella nuova indagine. Giada Bocellari e Antonio De Rensis stanno valutando documenti, risultati di laboratorio e testimonianze che potrebbero essere utilizzati per sostenere una futura richiesta di revisione della condanna definitiva a sedici anni.
I tempi del deposito restano incerti perché i legali intendono completare l’esame delle carte prima di rivolgersi alla Corte d’Appello di Brescia. Secondo la difesa, dalla documentazione starebbero emergendo elementi favorevoli a Stasi, ma sarà necessario verificarne la rilevanza giuridica e la capacità di incidere sulla ricostruzione accolta nelle sentenze.
La possibile revisione della misura dell’impronta si inserisce così in un quadro di accertamenti ancora aperto, nel quale ogni nuovo risultato deve essere confrontato con le prove già disponibili. Il passaggio decisivo arriverà con il deposito delle conclusioni tecniche, quando sarà possibile comprendere se il dubbio sollevato da Angela Taccia abbia un fondamento scientifico sufficiente per modificare le valutazioni precedenti.







