L’eventuale rinvio a giudizio di Andrea Sempio non significherà automaticamente la riapertura del processo ad Alberto Stasi. È uno dei principali equivoci che rischiano di accompagnare la nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi.
La Procura di Pavia ha chiuso le indagini indicando Sempio come presunto responsabile dell’omicidio e ricostruendo una dinamica che, secondo gli inquirenti, escluderebbe la presenza di Alberto Stasi sulla scena del crimine. Se il giudice dell’udienza preliminare dovesse accogliere la richiesta della Procura, si aprirebbe un nuovo processo destinato ad accertare la responsabilità dell’attuale indagato.
Questo, però, non comporta automaticamente la revisione della sentenza definitiva che nel 2015 ha condannato Alberto Stasi.
Processo a Sempio e revisione di Stasi seguono regole diverse
I due procedimenti hanno finalità completamente differenti.
L’eventuale processo ad Andrea Sempio servirà a stabilire se le prove raccolte dalla Procura siano sufficienti per sostenere un’accusa in dibattimento e, successivamente, per arrivare a una eventuale condanna o assoluzione.
La revisione della condanna di Alberto Stasi segue invece una disciplina completamente diversa. Si tratta di un rimedio straordinario previsto dall’ordinamento per mettere in discussione una sentenza ormai definitiva, ma soltanto in presenza di presupposti rigorosi stabiliti dalla legge.
Non basta quindi che un’altra persona venga processata per ottenere automaticamente la riapertura del giudizio nei confronti di Stasi.
Le nuove prove saranno il vero banco di prova
Perché la revisione possa essere ammessa occorrerà dimostrare che esistano elementi nuovi, rilevanti e potenzialmente decisivi, capaci di incidere concretamente sul quadro probatorio che portò alla condanna definitiva.
Sarà quindi la Corte d’Appello competente a valutare autonomamente il materiale investigativo raccolto dalla Procura di Pavia, stabilendo se quelle novità siano realmente idonee a giustificare un nuovo processo.
La semplice apertura del procedimento nei confronti di Andrea Sempio non rappresenta, di per sé, un requisito sufficiente.
I due percorsi potrebbero procedere in parallelo
Esiste anche un’altra possibilità.
Il processo a Sempio e l’eventuale richiesta di revisione della condanna di Stasi potrebbero svilupparsi contemporaneamente, senza che uno debba necessariamente attendere la conclusione dell’altro.
La difesa dell’ex studente della Bocconi potrebbe infatti decidere di presentare la richiesta di revisione anche prima della definizione del nuovo processo, chiedendo ai giudici di valutare immediatamente il peso delle nuove risultanze investigative.
Al contrario, la Corte potrebbe anche ritenere opportuno attendere gli sviluppi del procedimento a carico di Sempio prima di pronunciarsi.
Saranno le scelte processuali delle parti e le decisioni dei giudici a determinare i tempi.
Una fase decisiva per il caso Garlasco
Per la prima volta dopo quasi vent’anni, il delitto di Garlasco potrebbe dunque vivere due percorsi giudiziari distinti ma destinati a intrecciarsi.
Da una parte il procedimento che potrebbe portare Andrea Sempio davanti a un tribunale; dall’altra l’eventuale tentativo della difesa di Alberto Stasi di ottenere la revisione della condanna definitiva.
Due vicende autonome sotto il profilo processuale, ma inevitabilmente destinate a confrontarsi con lo stesso obiettivo: verificare se i nuovi elementi raccolti dalla Procura siano davvero in grado di modificare il quadro giudiziario costruito negli ultimi diciannove anni attorno all’omicidio di Chiara Poggi.







