Dal ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump ha effettuato più operazioni in Borsa di tutti i parlamentari del Congresso messi insieme. Secondo un’analisi delle dichiarazioni depositate condotta da Bloomberg, tra il rientro e la fine di giugno il presidente o i suoi gestori finanziari hanno realizzato quasi ventottomila e settecento transazioni in diciassette mesi, contro le diciannovemila e quattrocento dei deputati e le duemilanovecento dei senatori nello stesso periodo.
Il dato alimenta un dibattito già acceso sul rapporto tra potere politico e attività finanziaria, soprattutto perché Trump si è dichiarato favorevole al divieto di acquisto di azioni per senatori e deputati, misura approvata alla Camera dai repubblicani e che non riguarda il presidente.
La gestione diretta degli investimenti
Nel 2026 l’operatività finanziaria personale di Trump è diventata oggetto di polemiche per la rottura con la prassi del blind trust, tradizionalmente adottata dai presidenti per evitare conflitti di interesse. Il tycoon ha gestito direttamente migliaia di compravendite di titoli di Stato e azioni, ampliando il proprio portafoglio in modo significativo rispetto al primo mandato, quando le dichiarazioni riguardavano principalmente beni immobiliari e attività private.
Le operazioni più rilevanti
Tra le transazioni più significative del 2026 figurano movimenti su titoli Dell, effettuati pochi giorni prima della visita del fondatore Michael Dell alla Casa Bianca, su Berkshire Hathaway, la società di investimento guidata da Warren Buffett, su Palantir, fondata da Pieter Thiel, su Texas Instruments e su SpaceX, la compagnia aerospaziale recentemente quotata da Elon Musk.
La frequenza delle operazioni è altrettanto rilevante: Trump è l’unico presidente statunitense ad aver dichiarato attività di trading attivo su singole azioni, con una media di circa ottanta transazioni per ogni giornata di Borsa.
Le accuse di conflitto di interessi
Nonostante Trump sostenga che non vi sia alcun conflitto di interessi, l’impennata delle sue attività finanziarie ha sollevato interrogativi sulle norme relative ad aggiotaggio e insider trading. I repubblicani stanno trasformando l’opposizione allo stop al trading dei parlamentari in un tema centrale per le elezioni di metà mandato. Alla convention del Gop di Dallas, la deputata Anna Paulina Luna ha ribadito che il popolo americano deve poter verificare che gli eletti servano l’interesse pubblico e non quello personale.
Il divieto sull’acquisto di azioni votato alla Camera riguarda membri del Congresso, coniugi e figli a carico, ma non il presidente. Una scelta che lascia Trump libero di operare sui mercati pur disponendo di informazioni riservate dell’intelligence e della cap







