Cinque milioni di euro. È questa la cifra che Alfonso Signorini chiede a Google come risarcimento per le conseguenze della diffusione su YouTube dei video di Fabrizio Corona dedicati al presunto «sistema» che avrebbe ruotato intorno al Grande Fratello.
La battaglia iniziata con le puntate di Falsissimo si sposta così sul terreno civile e apre contemporaneamente uno squarcio sulla vita privata e sui conti dell’ex conduttore del reality. Negli atti depositati davanti al Tribunale di Milano compaiono infatti una perizia psichiatrica sulle conseguenze che la vicenda avrebbe avuto su Signorini e persino le cifre del suo contratto con Mediaset: almeno 1,2 milioni di euro all’anno.
Signorini contro Google: chiesti 5 milioni di danni
La causa è stata promossa contro Google, proprietaria di YouTube, alla quale i legali di Signorini contestano di non essere intervenuta con sufficiente tempestività per eliminare i filmati e impedirne la successiva diffusione attraverso nuovi caricamenti.
Il caso nasce dalle puntate di Falsissimo nelle quali Corona aveva lanciato pesantissime accuse contro Signorini, parlando di un presunto meccanismo di favori sessuali che avrebbe coinvolto aspiranti concorrenti del Grande Fratello.
Accuse che hanno provocato una durissima battaglia giudiziaria e che Signorini contesta.
Secondo la sua difesa, la permanenza e la circolazione dei video avrebbero prodotto conseguenze enormi sulla reputazione, sulla vita personale e sulla capacità professionale del giornalista. Da qui la richiesta monstre: 5 milioni di euro.
«Attacchi di panico, ansia e sintomi post-traumatici»
Nelle carte depositate dai suoi avvocati compare anche una perizia specialistica utilizzata per documentare le conseguenze psicologiche della vicenda.
La diagnosi riportata negli atti parla di un «quadro psicopatologico di rilevante entità», con sindrome ansioso-depressiva, manifestazioni fobico-sociali, episodi compatibili con attacchi di panico e sintomatologia di area post-traumatica.
Signorini avrebbe progressivamente abbandonato la propria esposizione pubblica, disattivando i profili social, cancellando eventi e allontanandosi dal circuito mediatico.
Una scelta arrivata dopo una carriera trascorsa esattamente nella direzione opposta: televisione, giornali, eventi e social avevano fatto di lui uno dei personaggi più riconoscibili del mondo dello spettacolo italiano.
Spunta il contratto Mediaset: 1,2 milioni di euro l’anno
Ed è proprio per dimostrare quale fosse il valore economico di quella notorietà che la causa ha fatto emergere uno dei particolari più curiosi dell’intera vicenda: quanto guadagnava Signorini con Mediaset.
Prima dell’autosospensione, il suo contratto avrebbe previsto un corrispettivo minimo garantito di 1,2 milioni di euro all’anno.
Non basta. Di quella cifra, ben 480mila euro sarebbero stati legati allo sfruttamento dei diritti d’immagine.
Numeri che i legali utilizzano per quantificare il valore commerciale e reputazionale del loro assistito prima dell’esplosione del caso Corona e quindi il danno che, secondo la loro tesi, avrebbe subito.
La battaglia sui video di Falsissimo finisce così per svelare anche quanto valesse Signorini per il Biscione: 100mila euro al mese di compenso medio garantito, considerando semplicemente il valore annuale del contratto.
Corona, YouTube e la battaglia che arriva in tribunale
La contestazione nei confronti di Google parte dal 15 dicembre 2025, quando venne diffuso il primo episodio della trasmissione di Corona.
Secondo la difesa di Signorini, nonostante diffide e segnalazioni degli indirizzi dei contenuti contestati, la piattaforma non avrebbe adottato misure sufficientemente efficaci per impedire che il materiale tornasse a circolare.
La vicenda giudiziaria ha già attraversato diversi passaggi e adesso la partita principale si giocherà davanti al Tribunale di Milano, dove l’udienza è fissata per il prossimo 20 dicembre.
Sarà Google a dover presentare le proprie difese rispetto alla richiesta milionaria avanzata dal giornalista.
Una causa nata dai video di Corona che adesso mette insieme tutto: reputazione, salute, televisione e soprattutto moltissimi soldi. Cinque milioni quelli chiesti a Google, 1,2 milioni quelli garantiti ogni anno dal contratto Mediaset.
E per Alfonso Signorini la battaglia più pesante potrebbe essere appena cominciata.







