Il celebre rapper americano Macklemore è stato fatto fuori dallo show di Ed Sheeran che lo vedeva come artista d’apertura negli Stati Uniti. Il motivo? Aver pronunciato dal palco la frase “Palestina libera” e manifestato aperto sostegno alla popolazione di Gaza. A rivelare i retroscena della cacciata è stato lo stesso rapper attraverso un dettagliato sfogo social.
Il ricatto
Stando al racconto di Macklemore — che aveva già aperto due date e avrebbe dovuto esibirsi in altri otto appuntamenti —, a innescare il blocco è stato Robert Kraft, potente proprietario del Gillette Stadium nei pressi di Boston. Kraft avrebbe posto un aut-aut perentorio ad Ed Sheeran: nessun permesso di esibirsi insieme sul palco del suo impianto. Un ultimatum subito replicato dai gestori di altri grandi stadi americani, pronti ad annullare le intere date del tour britannico pur di silenziare il rapper. A mettere l’artista sotto i riflettori era stata anche la cantante Pink, che dopo lo show del 4 settembre al MetLife Stadium di New York aveva ricondiviso un post accusando Macklemore di fare “propaganda anti-israeliana”.
Il botta e risposta tra Ed Sheeran e Macklemore
Macklemore, da anni in prima linea per la causa palestinese (a cui ha dedicato anche il brano d’impatto “Hind’s Hall” per sostenere le proteste universitarie alla Columbia), ha spiegato di essere legato a Ed Sheeran da oltre 13 anni di amicizia. Ciononostante, il cantante britannico ha preferito mantenere la propria linea storicamente apolitica.
Nel corso di un duro confronto privato, Sheeran avrebbe confidato al collega di trovarsi in una situazione estremamente complessa, sottolineando che “le parole ‘Palestina libera’ e la bandiera palestinese risultano dolorose per molte persone”. Alla contro-obiezione di Macklemore — secondo cui nulla può essere considerato più offensivo del massacro di migliaia di bambini a Gaza —, Sheeran avrebbe tagliato corto: “Io non prendo posizione”.







