A Napoli le ore trascorrono nell’attesa e le lunghe file invadono i pochi distributori ancora riforniti da Mugnano fino a Pozzuoli, passando per Pianura e il centro città. Gli automobilisti affrontano spostamenti estenuanti nei comuni limitrofi pur di trovare benzina o gasolio. Le pompe vuote aumentano e la mancata consegna delle forniture trasforma la ricerca di carburante in un’odissea di ore. Le vetture in coda occupano intere corsie, provocando pesanti blocchi alla circolazione stradale.
I cittadini cercano di fare il pieno con la speranza che le scorte non terminino prima del proprio turno. Molti automobilisti restano a secco e ricominciano la ricerca verso altri impianti, mentre diverse persone spingono a mano il proprio scooter arrivato a riserva nei pressi delle stazioni di servizio.
Caccia al carburante e speculazioni sui prezzi della benzina
La corsa al rifornimento esaurisce rapidamente ogni scorta residua, comprese quelle di Gpl. Gli utenti cercano informazioni e conferme sui social network, confrontandosi nei gruppi provinciali per individuare gli impianti aperti. Parallelamente cresce la rabbia per le speculazioni sui prezzi: diversi automobilisti denunciano impennate dei costi, con distributori che vendono il diesel a 2,799 euro al litro e la benzina a 2,499 euro, a fronte di medie nazionali nettamente inferiori.
Con i blocchi rischio per i servizi d’emergenza
La situazione nelle altre città del Sud non è diversa da quella di Napoli, L’associazione sanitaria Nessuno Tocchi Ippocrate solleva grande preoccupazione per il trasporto sanitario. Il rappresentante Manuel Ruggiero, pur comprendendo le ragioni della mobilitazione, chiede di garantire il passaggio immediato delle cisterne per evitare il blocco totale dei soccorsi, dei trasporti per i pazienti in dialisi, dei trasferimenti interospedalieri e dei mezzi del 118. Il blocco rischia di compromettere le cure e l’accesso ai trattamenti salvavita per tantissimi malati.
Aeroporti del Sud senza cherosene e ritardi nelle spedizioni
Le ripercussioni del fermo arrivano fino alle strutture aeroportuali del Mezzogiorno. Gli scali di Crotone e Reggio Calabria soffrono per la totale assenza di Jet A1 e benzina aeronautica. Negli aeroporti di Bari, Catania e Palermo le riserve di cherosene mostrano forti limitazioni, costringendo i piloti ad atterrare con scorte supplementari d’imbarco.
Anche la logistica dei pacchi subisce rallentamenti diffusi. Poste Italiane e Amazon Italia segnalano ritardi e disagi nelle consegne in Campania, Calabria, Sicilia e Puglia. Confetra conferma difficoltà crescenti nell’approvvigionamento dei beni primari e sanitari, al punto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per scortare i carichi più urgenti.
Spaccatura tra i trasportatori ai blocchi e le richieste al Governo
Mentre le principali sigle dell’autotrasporto chiedono un intervento risolutivo al ministro Piantedosi per liberare i blocchi stradali, il fronte dei lavoratori in Sicilia si presenta diviso. Il Comitato trasportatori siciliani sceglie la tregua dopo l’incontro con il ministro Matteo Salvini, mentre l’associazione Aias guidata da Giuseppe Richichi annuncia il proseguimento della protesta a oltranza con presidi a Catania e Messina, richiedendo contributi straordinari sul gasolio e sostegni economici per il settore.
Piani straordinari e l’appello dei primi cittadini
La prefettura di Napoli predispone un piano straordinario di garanzia per far circolare i mezzi che trasportano beni di prima necessità, farmaci e carburanti. Nel frattempo i sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, richiedono con urgenza un’anticipazione del tavolo di confronto con il governo per scongiurare l’ulteriore aggravamento dell’emergenza sociale, della gestione dei rifiuti e dei trasporti pubblici nell’intero Mezzogiorno.







