Il corpo di Francesca Ercolini continua a fornire elementi decisivi per fare luce sulla sua scomparsa. La seconda autopsia, eseguita dal medico legale Vittorio Fineschi, ha rilevato una frattura sul collo della donna che risulta poco compatibile con l’ipotesi dell’impiccaggione, suggerendo piuttosto un’azione di strangolamento.
Il dato si inserisce nella linea investigativa intrapresa dalla Procura de L’Aquila, competente per i magistrati in servizio nelle Marche, che procede per l’ipotesi di reato di omicidio. Il marito avvocato Lorenzo Ruggeri e un amico poliziotto trovarono priva di vita la vittima, cinquantunenne originaria di Campobasso e presidente della seconda sezione civile del tribunale di Ancona, il 26 dicembre 2022 nella sua abitazione nel centro di Pesaro, dove risiedeva con il coniuge e il figlio diciassettenne.
Le prime indagini con l’ipotesi di suicidio della Ercolini
A rinvenire il corpo furono il marito e un suo amico poliziotto, i quali sostennero che la donna si fosse tolta la vita impiccandosi con un foulard alla ringhiera della scala interna, versione confermata in prima battuta anche dal figlio. All’arrivo dei soccorsi la salma si trovava adagiata sul pavimento.
Le prime verifiche condotte nell’immediato avallarono la tesi del gesto volontario, una ricostruzione a cui la madre della vittima, Carmela Fusco, non ha mai creduto. Grazie all’iniziativa della donna e del suo legale si è giunti alla riapertura del fascicolo, che vede attualmente iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio sia il marito che l’amico agente di polizia. Anche il medico che effettuò la prima autopsia risulta indagato per depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio insieme al marito della vittima e a quattro esponenti delle forze dell’ordine.
Gli accertamenti tecnici e le simulazioni del Ris
Gli accertamenti svolti durante l’incidente probatorio si sono conclusi e il giudice per le indagini preliminari Marco Billi ha fissato per il 5 novembre il termine per la consegna delle perizie del Ris e del consulente medico legale, programmando l’udienza di confronto tra le parti per il 20 novembre.
L’esito degli accertamenti dovrà chiarire definitivamente la dinamica del decesso. Oltre alla frattura riscontrata di recente e ai lividi riconducibili a una possibile difesa della donna, le analisi precedenti avevano già evidenziato come il solco netto sul collo fosse poco compatibile con un foulard e più idoneo a una corda o a un laccio. Gli investigatori ipotizzano che la lesione possa essere stata provocata dal cavo elettrico di una lampada sequestrata nella casa. I rilievi del Ris hanno inoltre compreso simulazioni con un manichino per verificare la tenuta dei tessuti e la fattibilità dei movimenti necessari all’impiccaggione.







