Alla presentazione del suo libro Oltre, Francesco Totti racconta alcuni passaggi della sua vita davanti ad un Teatro Brancaccio gremito. L’ex capitano della Roma passa dalle risate per una visita medica che avrebbe volentieri evitato alle lacrime per il padre Enzo, scomparso nel 2020. In mezzo, le parole sul futuro in giallorosso, il ricordo di Sinisa Mihajlovic e una battuta a Gian Piero Gasperini. Una serata in cui il Pupone mostra il lato più ironico, ma anche quello più fragile.
Totti racconta la visita alla prostata
Il momento più esilarante arriva quando Francesco ripercorre una visita alla prostata alla quale si era sottoposto dopo essere stato convinto da Vito Scala, l’amico che definisce un fratello maggiore.
Totti non ha mai nascosto di avere poca simpatia per punture, controlli e visite mediche. Il racconto si trasforma rapidamente in uno sketch, tra paura, tentativi di sottrarsi alla visita e una descrizione decisamente colorita della posizione che gli era stata chiesta dal medico.
«Come alzo a gamba? Io chiudo a gamba, stavo così. Tra un po’ sembravo un paguro, hai visto i paguri?», racconta, facendo immaginare al pubblico la scena. Poi arriva il momento più delicato dell’esame, che Totti descrive con la sua consueta ironia: «Alla fine piano piano entra, eh, e mi si chiude la bocca. Dice: “Uh, non puoi capire, sono morto”. Gli ho mostrato che dieci minuti cos’è stato».
Poi afferma: «Però è risaputo, camminavo tipo i Pinguini, hai capito? Stavo sulla moto col ghiaccio dietro».
Totti chiarisce sull’AS Roma
Dalle risate si passa a uno dei temi che continuano ad alimentare la curiosità dei tifosi: un possibile ritorno di Totti nella Roma. L’ex numero dieci non chiude la porta ai colori che hanno segnato la sua carriera, ma ricorda che per costruire un progetto serve la volontà di entrambe le parti.
«In genere quando ti incontri l’incontro avviene in due, non da solo», osserva, lasciando intendere che il confronto auspicato non si è concretizzato come avrebbe voluto. La sua posizione è chiara: «O le cose si fanno insieme, o non si fanno».
Non manca, però, un augurio alla società: «Spero che i Friedkin vadano il più lontano possibile». E soprattutto resta intatto il legame con la squadra: «Io sto dietro le quinte, ma per la Roma ci sto sempre».
Gasperini chiama in video e Totti lo punge
Al Brancaccio arriva anche un ospite speciale in videochiamata: Gian Piero Gasperini. Il suo intervento viene accolto da un lungo applauso e offre l’occasione per parlare della Roma e del ritorno in Champions League. Totti ringrazia il tecnico per aver riportato la squadra su quel palcoscenico: «Roma merita quel palcoscenico e grazie a te che ci hai riportato lì». Gasperini ricambia raccontando l’emozione vissuta nella Capitale: «Vedere così tanto entusiasmo in questa città è stato qualcosa di emozionante».
Il tono diventa subito più leggero quando si parla della prossima partita. Il tecnico dà appuntamento a Francesco per la sfida contro lo Slovan Bratislava, ma la risposta dell’ex capitano è tutta da ridere: «Va bene, se trovo i biglietti vengo». Sul tema scudetto, invece, Totti invita a non correre troppo: «Pensiamo a domani». Resta la promessa di una cena insieme, poi arriva la stoccata finale al mister: «Stasera leggi il libro mister, tanto non hai niente da fare».
Lacrime di dolore per papà Enzo
Durante la presentazione al Brancaccio, Francesco Totti parla di papà Enzo come del punto di riferimento della famiglia, un uomo che gli ha insegnato il rispetto e l’educazione soprattutto attraverso i gesti quotidiani.
Tra i ricordi più cari ci sono le visite a Trigoria con la pizza per i giocatori e i magazzinieri e i viaggi in camper per raggiungerlo durante i ritiri. Piccole attenzioni che, con il passare degli anni, hanno assunto un significato ancora più profondo.
«Non ti faceva mancare niente, ti amava e non te lo diceva», racconta Totti. Poi la voce si spezza. L’ex capitano ammette quanto la perdita continui a pesare: «Quando è andato via mi sono sentito perso». La confessione più dolorosa arriva poco dopo: «Pagherei oro per avercelo vicino e dirgli gli voglio bene».
Totti parla dei figli
Dopo aver ricordato il padre, Francesco si sofferma anche sul proprio ruolo di genitore. Il discorso si sposta sui figli e sul desiderio di mantenere con loro un rapporto sempre più vicino, nonostante le difficoltà attraversate.
«So che loro sono innamorati pazzi di me», dice, riconoscendo in alcuni loro atteggiamenti una somiglianza con il rapporto che lui stesso aveva con Enzo.
È un passaggio più intimo, nel quale il ricordo della famiglia d’origine si intreccia con quella che Totti ha costruito. Il campione lascia spazio al padre, consapevole che mostrare i sentimenti non è sempre semplice, anche quando l’affetto è fortissimo.
Il ricordo di Sinisa Mihajlovic
Tra i momenti più intensi della presentazione c’è anche il ricordo di Sinisa Mihajlovic, l’amico con cui Totti aveva condiviso molto più del calcio. In sala è presente anche la figlia dell’ex calciatore e allenatore.
Francesco torna agli anni in cui accompagnava Sinisa in giro per Roma, tanto da definirsi il suo «tassinaro». Un’immagine che racconta la confidenza e la quotidianità di un rapporto rimasto speciale.
«Chiunque conosceva Sinisa sa che era un ragazzo d’oro», ricorda, prima di aggiungere parole cariche di affetto: «Per me oggi lui è ancora qui. Una persona così non può andare via, deve rimanere qui con noi».
Gli amici ritrovati dopo il calcio
La serata al Brancaccio riunisce anche altri protagonisti della storia calcistica di Totti. Carlo Ancelotti interviene con un videomessaggio e rende omaggio soprattutto alla fedeltà dimostrata dall’ex capitano nel corso della carriera.
«Sei stato un campione straordinario soprattutto di fedeltà», dice l’allenatore. Totti risponde ricordando che sarebbe stato bello lavorare insieme, ma aggiunge con ironia una condizione: «Doveva venire lui a Roma perché da un’altra non si poteva».
C’è spazio anche per Vincent Candela, che ricorda quanto fosse stato difficile per Francesco affrontare la fine della carriera. «Vederlo triste dopo il suo addio non era bello», racconta.
Oggi, però, il padel ha restituito ai due amici occasioni per stare insieme, divertirsi e viaggiare. Candela lo conferma con una battuta: «Ora giriamo il mondo insieme con questo sport. Adesso è al top».
L’addio al calcio e alla sua AS Roma
Dietro le risate e gli aneddoti, Oltre riporta Francesco anche al momento più difficile della sua vita sportiva: «È stato un momento forzato, un addio forzato. Che non volevo e non sentivo», confessa, spiegando di non essersi sentito pronto a voltare pagina.
Dopo venticinque anni con la stessa maglia, il campo non era soltanto un lavoro, ma un mondo fatto di abitudini, persone e punti di riferimento. «A noi se ci togli la terra sotto i piedi incominciamo a traballare», racconta. Il pensiero torna a quel giorno in cui tutto è cambiato: «Non riuscivo a capacitarmi di cosa stesse succedendo, mi sono sentito perso».
È questo il filo che lega i diversi momenti della serata: la nostalgia per il calcio, l’amore per la Roma, il ricordo degli amici e il dolore per il padre. Al Teatro Brancaccio Francesco Totti si mostra in tutte le sue sfumature: ironico, malinconico e profondamente legato alle persone che hanno segnato la sua vita.







