A un anno esatto dal tragico femminicidio di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa a Milano, il dolore della famiglia non accenna a placarsi. A riaccendere i riflettori su una vicenda dai contorni agghiaccianti è la madre della vittima, Una Smirnova, in un’intensa intervista rilasciata a Repubblica in cui affida il suo sfogo disperato : “È stata uccisa tre volte. Prima dal suo ex, poi con il vilipendio del cadavere, infine dalla diffamazione che sta subendo in televisione e sui social. La mia non è più vita”.
Un duplice dramma giudiziario tra Milano e Bergamo
Il caso giudiziario si snoda su due fronti paralleli e drammatici. A Milano è attualmente in corso il processo a carico di Gianluca Soncin, l’ex compagno accusato di aver brutalmente assassinato la giovane con diverse coltellate. Parallelamente, la Procura di Bergamo prosegue le indagini per un dettaglio raccapricciante: il furto della testa della vittima direttamente dalla sua bara. Per questa accusa risulta indagato un secondo ex fidanzato, Francesco Dolci.
Nel giorno che segna il primo anniversario della scomparsa di Pamela, la madre Una racconta il vuoto incolmabile lasciato dalla figlia e l’angoscia di una sepoltura negata: “Non abbiamo nemmeno i suoi resti, si rende conto di cosa voglia dire? Non possiamo nemmeno seppellirla in modo degno. Il corpo è in obitorio, la testa è scomparsa”.
Le scuse in aula respinte dalla famiglia di Pamela
Durante l’ultima udienza del processo milanese, l’imputato Gianluca Soncin ha chiesto scusa alla famiglia di Pamela. Una reazione netta e sprezzante arriva dalla madre della vittima, che bolla quelle dichiarazioni come una pura strategia difensiva: “E’ un uomo senz’anima e avrà sicuramente l’ergastolo. […] Le sue, in aula, sono state parole di plastica, di comodo, per avere magari una pena minore. Tutte frasi suggerite dagli avvocati. Come si fa a chiedere scusa oggi, dopo che per un anno né lui né la sua famiglia hanno detto nulla? Nemmeno le condoglianze”.
La battaglia contro la gogna mediatica e le infamie
Oltre alla giustizia per l’omicidio e al disperato appello per il ritrovamento della testa di Pamela, la famiglia combatte su un altro fronte doloroso: quello della presunta diffamazione televisiva e social portata avanti, secondo la signora Una, da Francesco Dolci.
«Su mia figlia vengono raccontate cattiverie gratuite», denuncia la madre, respingendo con forza le insinuazioni sul passato della ragazza e descrivendola invece come una giovane indipendente, lavoratrice e creatrice di un brand di costumi, finita sfortunatamente nella morsa di relazioni tossiche e distruttive.
L’unica speranza: la giustizia e una tomba degna per Pamela
Nonostante lo strazio quotidiano e l’impossibilità di elaborare il lutto su una tomba completa, la signora Una guarda al futuro con l’unica certezza rimasta: la ricerca della verità in tribunale.
«L’unica cosa che mi resta è la giustizia, solo quella può darmi soddisfazione. E spero che vengano ritrovati i resti di mia figlia, per poterla finalmente seppellire», conclude con un appello che scuote le coscienze. Ieri, nel giorno dell’anniversario, tornerà a pregare su una tomba vuota, aggrappata unicamente al ricordo di una figlia dolcissima e strappata troppo presto alla vita.







