Una microcar nera scomparsa nel nulla, un berretto che potrebbe contenere tracce di Dna e migliaia di telefoni cellulari da analizzare per ricostruire gli spostamenti degli aggressori. La caccia ai due giovani che hanno seminato il terrore nel quartiere Monteverde, a Roma, entra in una fase decisiva. I carabinieri stanno utilizzando anche strumenti di intelligenza artificiale per individuare elementi comuni tra i luoghi delle violenze e identificare i responsabili.
Le indagini riguardano sei aggressioni avvenute nelle serate del 4 e 5 ottobre, tra Monteverde e Ponte Testaccio. L’episodio più grave ha coinvolto l’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo. Per quanto accaduto a lui, la Procura procede per tentato omicidio.
Una microcar nera rubata potrebbe essere quella utilizzata dagli aggressori
La svolta potrebbe arrivare da una denuncia presentata venerdì da un residente di Monteverde, proprietario di una microcar nera molto simile a quella utilizzata durante le aggressioni.
L’uomo, padre di figli minorenni, si è rivolto ai carabinieri per segnalare il furto della vetturetta. La coincidenza ha immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori, impegnati da giorni nella ricerca del mezzo.
In accordo con la Procura di Roma e con il pubblico ministero Ambrogio Cassiani, sono partiti nuovi accertamenti per stabilire quando e dove sia avvenuto il furto. Gli investigatori stanno esaminando anche le registrazioni delle telecamere presenti nella zona.
Il proprietario ha fornito la propria testimonianza e, allo stato attuale, non risulta indagato. Gli inquirenti vogliono capire se chi ha sottratto la microcar possa essere la stessa persona che, insieme a un complice, ha successivamente aggredito i passanti.
Il berretto perso durante un’aggressione potrebbe contenere il Dna
Un altro elemento importante arriva dall’episodio avvenuto su Ponte Testaccio, dove un giovane in bicicletta è finito nel mirino della coppia.
La vittima sarebbe riuscita a osservare il volto di uno degli aggressori, fornendo una descrizione utile agli investigatori. Si tratterebbe di un ragazzo biondo, con i capelli tagliati a spazzola sulle tempie.
Durante l’aggressione sarebbe inoltre caduto dalla microcar un berretto, successivamente consegnato ai carabinieri. L’oggetto potrebbe contenere materiale biologico appartenente a uno dei due ricercati.
Gli eventuali accertamenti genetici potrebbero contribuire all’identificazione, soprattutto se gli investigatori riuscissero a confrontare le tracce con altri elementi raccolti durante le indagini.
L’età dei responsabili resta incerta. Le prime ipotesi indicano giovani tra i 16 e i 18 anni, ma non viene escluso che possano essere più grandi.
L’intelligenza artificiale analizza i cellulari presenti nei luoghi delle violenze
La parte tecnologicamente più complessa dell’indagine riguarda l’esame dei dati telefonici. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire quali utenze fossero presenti nelle strade interessate dalle aggressioni, nelle fasce orarie in cui la microcar è entrata in azione.
L’obiettivo è individuare eventuali ricorrenze tra i dispositivi rilevati nelle diverse zone, attraverso l’incrocio dei dati disponibili e l’utilizzo di sistemi informatici avanzati.
Il lavoro è particolarmente impegnativo perché Monteverde conta oltre 84mila residenti, ai quali si aggiungono ogni giorno migliaia di persone in transito.
L’intelligenza artificiale potrebbe aiutare gli investigatori a individuare più rapidamente eventuali corrispondenze. La presenza di un telefono in una determinata area, tuttavia, non dimostra da sola il coinvolgimento del proprietario nelle aggressioni.
I risultati dovranno quindi essere confrontati con le immagini delle telecamere, le testimonianze e gli altri elementi raccolti.
Sei aggressioni in due notti, fino al tentato omicidio di Davide Iacopini
La ricostruzione degli episodi mostra una sequenza di violenze apparentemente prive di un motivo, concentrate in poche ore.
Il 4 ottobre gli aggressori avrebbero colpito in via Francesco Catel e in via Pio Foà, dove una donna e un giovane in monopattino sono finiti a terra dopo aver ricevuto dei calci. In viale dei Quattro Venti, invece, un uomo di 67 anni è stato colpito alla schiena con un tubo di plastica.
La sera successiva la situazione è precipitata in via Anton Giulio Barrili. Qui l’attore Davide Iacopini è stato costretto a schiantarsi contro un’automobile parcheggiata, in una dinamica che gli investigatori considerano compatibile con un’azione volontaria.
Le conseguenze sono state gravissime. L’attore è stato trasportato al San Camillo, dove si trova ancora in terapia intensiva.
La coppia avrebbe poi continuato a muoversi per la città, prendendo di mira una ragazza francese in bicicletta in piazza di San Pancrazio e un altro giovane su Ponte Testaccio.
Le telecamere e la microcar scomparsa: la caccia ai due ricercati
Gli investigatori stanno analizzando anche le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati. In alcune riprese comparirebbe una microcar compatibile con quella descritta dalle vittime, ma la qualità dei filmati non avrebbe consentito finora di leggere chiaramente la targa.
La denuncia del furto potrebbe quindi offrire un nuovo punto di partenza per ricostruire gli spostamenti del mezzo e risalire a chi lo utilizzava.
Dopo le due serate di violenza, la coppia non avrebbe più colpito. Una delle ipotesi investigative è che i responsabili abbiano compreso la gravità delle conseguenze subite da Iacopini e abbiano deciso di interrompere le aggressioni.
Resta però da stabilire dove si trovino i due giovani e che fine abbia fatto la microcar.
L’incrocio tra dati telefonici, analisi genetiche e filmati potrebbe consentire ai carabinieri di restringere il campo dei sospettati. Sullo sfondo rimane l’accusa più grave, quella di tentato omicidio, legata all’aggressione dell’attore.
Per Monteverde, dopo due notti di paura, l’obiettivo è arrivare all’identificazione dei responsabili e chiarire il motivo di una sequenza di violenze che ha colpito persone incontrate apparentemente per caso.







