CETRARO – «Non lasciate che sia il luogo in cui siete nati a decidere quanto lontano potete arrivare. Le radici servono a sapere da dove veniamo, non a stabilire il confine dei nostri sogni». È soprattutto ai giovani che Domenico Maduli, presidente del network LaC, ha rivolto queste parole ricevendo a Cetraro il Premio Vela d’Argento, riconoscimento al suo percorso imprenditoriale, alla visione e all’impegno nel mondo dell’informazione e della comunicazione.
La premiazione è diventata anche l’occasione per ripercorrere una storia professionale costruita partendo dalla Calabria e per guardare alle trasformazioni che stanno investendo l’editoria. Un percorso fatto di investimenti, tecnologia e innovazione, ma soprattutto di persone e della convinzione che dal Mezzogiorno sia possibile costruire un progetto capace di competere su scala nazionale.
La crescita di LaC, ha sottolineato Maduli, non è arrivata improvvisamente. Dietro ci sono anni di lavoro, sacrifici, investimenti e scelte difficili, guidati dall’obiettivo di non creare semplicemente un’altra televisione o un altro giornale, ma un sistema editoriale moderno e multipiattaforma.
«La crescita di LaC nasce da investimenti, tecnologia, professionalità e soprattutto persone – ha spiegato –. Un editore può avere una visione, ma senza una squadra che crede in quella visione non costruisce nulla».
Dalla Calabria a un sistema editoriale multipiattaforma
Televisione, informazione digitale, social e streaming convivono ormai all’interno dello stesso ecosistema. Il pubblico decide cosa vedere, quando farlo e attraverso quale piattaforma. È in questo scenario che LaC vuole consolidare la propria identità, mantenendo forte il legame con il territorio senza trasformarlo in un confine.
«La nostra “C” è la C di Calabria, ma vogliamo che diventi anche la C della capacità di comunicare, di creare connessioni e di raccontare una regione che ha molto più da offrire rispetto agli stereotipi con cui troppo spesso viene rappresentata».
Essere calabresi, nella visione di Maduli, significa dunque partire dalla Calabria per parlare all’Italia e progressivamente anche oltre i confini nazionali. Una prospettiva che passa però dalla conoscenza profonda del territorio e dalla capacità di ascoltarlo.
«Ogni intervista, ogni incontro, ogni territorio ti restituisce qualcosa: una domanda che non ti eri posto, un punto di vista diverso, un problema che non conoscevi o magari un’idea che può diventare un nuovo progetto».
Da qui nasce anche la sua concezione del ruolo dell’editore: non una figura distante, chiusa negli uffici, ma una presenza capace di stare tra le persone, osservare i cambiamenti della società e comprenderne esigenze, paure e aspettative.
«Quando parti da zero nessuno è obbligato a credere in te»
Maduli ha ricordato anche gli inizi della propria esperienza imprenditoriale e le difficoltà incontrate lungo il percorso. «Quando parti da zero, la prima difficoltà è che nessuno è obbligato a credere in te. Devi conquistarti tutto: credibilità, fiducia, opportunità e spazio».
Porte chiuse, errori e sconfitte sono diventati parte della formazione. La differenza, secondo il presidente di LaC, sta nella capacità di trasformare ciò che non funziona in esperienza, evitando di limitarsi alla ricerca di un colpevole e chiedendosi invece cosa possa essere cambiato.
È una lezione che Maduli rivolge soprattutto alle nuove generazioni. Le difficoltà strutturali del Mezzogiorno esistono, dalle infrastrutture alla burocrazia fino alla distanza dai principali centri economici, ma non devono trasformarsi in un alibi.
«Non aspettate che tutto sia perfetto, perché il momento perfetto non arriverà mai».
Il consiglio ai giovani è investire nella formazione, conoscere le nuove tecnologie, guardare al mondo senza recidere il rapporto con la propria terra e, soprattutto, non avere paura di partire in piccolo. «Non servono necessariamente grandi capitali per avere una grande idea. Servono competenza, determinazione, credibilità e la capacità di circondarsi delle persone giuste».
Il futuro di LaC: «L’autorevolezza viene prima dei numeri»
La sfida dei prossimi anni è rendere normale ciò che ancora troppo spesso viene considerato eccezionale: che un progetto di informazione, tecnologia, innovazione e impresa possa nascere nel Mezzogiorno e conquistare una dimensione nazionale.
Maduli immagina una LaC sempre più aperta, tecnologica e multipiattaforma, capace di raccontare il Mezzogiorno all’Italia e l’Italia al Mezzogiorno, valorizzando territori, imprese, giovani ed eccellenze senza rinunciare alla denuncia dei problemi.
La crescita, però, non può essere misurata esclusivamente attraverso ascolti, visualizzazioni e numeri. «Mi interessa crescere nell’autorevolezza. La vera sfida è diventare sempre più riconoscibili senza perdere la nostra identità. Se tra dieci anni qualcuno guardando LaC potrà dire: “Questo progetto è nato in Calabria e ha dimostrato che dal Sud si può costruire qualcosa di grande”, avremo raggiunto un risultato molto più importante di qualsiasi dato di ascolto».
Intelligenza artificiale, la tecnologia deve restare al servizio dell’uomo
Una parte importante della riflessione è stata dedicata all’intelligenza artificiale, destinata a modificare profondamente il mondo dell’informazione. Per Maduli rappresenta una delle grandi trasformazioni del nostro tempo, da affrontare senza timori ma anche senza rinunciare alla responsabilità editoriale.
L’AI può consentire a un gruppo editoriale di analizzare grandi quantità di dati, conoscere meglio il pubblico, organizzare i contenuti e sviluppare nuove modalità di fruizione dell’informazione. Il confine, tuttavia, deve restare chiaro: la tecnologia può potenziare il lavoro umano, non cancellarne il valore.
«Un algoritmo può elaborare una quantità enorme di informazioni, ma il giornalismo deve continuare ad avere al centro persone capaci di verificare, scegliere, raccontare e assumersi la responsabilità di ciò che pubblicano».
Credibilità, verifica delle fonti, sensibilità e capacità di interpretazione rimangono quindi gli elementi centrali del mestiere. Innovare, per LaC, significa utilizzare le possibilità offerte dalla tecnologia mantenendo le persone al centro del progetto editoriale.
Il Premio Vela d’Argento a Domenico Maduli assume così un significato che va oltre il riconoscimento personale. Premia un percorso imprenditoriale nato dalla scelta di investire in Calabria e di trasformare l’appartenenza territoriale in una forza: partire dalle proprie radici non per restarvi confinati, ma per costruire, innovare e guardare sempre più lontano.







