Affitti in crescita, rialzi mensili da record in 70 province italiane

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Affitti in crescita dell’1,4% ad aprile, con rialzi mensili record in Calabria (+4,1%), in Trentino-Alto Adige (+3,2%) e in Valle d’Aosta (+3,1%). I canoni aumentano in 17 regioni su 20. prezzi giù in Umbria (-2,1%), Friuli-Venezia Giulia (-1,5%) e Liguria (-0,7%).

Affitti più cari

Lo dice l’ultimo report dell’ufficio studi del portale immobiliare “Idealista”. Il valore medio nazionale si attesta a 15 euro al metro quadro. In termini di canoni medi, Milano resta in testa con 23,3 euro/m², seguita da Firenze (22,1 euro/m²), Venezia (22 euro/m²), Roma (19,8 euro/m²) e Bologna (17,3 euro/m²). I più contenuti si registrano a Caltanissetta (4,8 euro/m²), Vibo Valentia (6 euro/m²), Potenza (6,4 euro/m²) e Ragusa (6,5 euro/m²).

Gli aumenti più marcati

Secondo Idealista gli mensili più marcati si osservano a Livorno (5,3%), Verona (4,9%), Pesaro (3,8%), Reggio Emilia (3,6%), Forlì (3,5%), Ascoli Piceno (3,4%), Catania e Chieti (3,3%) e Trieste (3,1%). Sul fronte opposto, i cali più consistenti riguardano Savona (-6,9%), Brindisi (-4,7%), Cesena (-4,3%), Grosseto (-4%), Lucca (-3,7%), Caserta (-3%), Latina (-2,7%) e Caltanissetta (-2,1%).

Settanta province segnano aumenti superiori al 3%

A livello provinciale prevale ancora il segno positivo: 70 province su 106 monitorate (66%) registrano un aumento dei canoni, mentre 32 mostrano un calo e 4 risultano stabili. Crotone (12,4%), Vibo Valentia (11,9%) e Reggio Calabria (8,5%) ai vertici delle fluttuazioni del mese. Crescono anche a Bolzano (7,5%), Teramo (6,9%), Verbano-Cusio-Ossola (6,4%), Benevento (6,2%), Livorno (5,7%), Taranto (5,6%), Sassari (5,5%) e Matera (5,3%). All’opposto, i cali maggiori a Rimini (-10,2%), Barletta-Andria-Trani (-5,1%), Belluno (-4,9%), Udine (-4,6%) e Pordenone (-3,8%).

Belluno la provincia più cara

In termini di prezzi medi, Belluno si conferma la provincia più cara d’Italia con 29,9 euro/m², seguita da Lucca (28,6 euro/m²), Aosta (24,8euro/m²) e Milano (22,3 euro/m²). Le province più accessibili sono Caltanissetta (5,5 €/m²), Potenza (6 €/m²), Avellino (6,2 €/m²) e Isernia (6,3 €/m²).

Otto milioni e mezzo di case sfitte

Il rovescio della medaglia. In Italia 8 milioni e mezzo di case sono sfitte. La provincia italiana con la più alta percentuale di abitazioni non utilizzate è Aosta con il 43,75, seguita da Sondrio con il 41,8% e da Savona con il 41%. Lo dice l’ultimo rapporto Federproprietà-Censis dal titolo “Case dormienti, una ricchezza sommersa”.

La crisi abitativa colpisce giovani, studenti e lavoratori fuori sede

I prezzi dei canoni di fitto sono in costante aumento dalla fine della pandemia. Contestualmente crescono anche gli sfratti: 3 su 4 sono per morosità. Le case inutilizzate accentuano le problematiche direttamente connesse alla crisi abitativa rendendo difficile sottoscrivere i contratti di locazione pur in presenza di immobili che sopravanzano la richiesta. L’analisi del Censis evidenzia una crescente domanda di abitazioni a prezzi accessibili per tutti con una condensazione maggiore nelle aree urbane dove il disagio abitativo si traduce in difficoltà soprattutto per giovani, studenti e lavoratori precari. Queste categorie non riescono ad accedere alla proprietà della casa o si trovano a dover sostenere spese di locazione eccessive rispetto alle proprie disponibilità finanziarie.