Immigrazione in Italia: boom di permessi per famiglia e università, crollano le domande di asilo. I nuovi italiani sono quasi 2 milioni

In Italia aumentano i permessi di soggiorno dei cittadini non comunitari. Sono soprattutto donne. Calano le richieste di asilo (-14%). I residenti regolari non comunitari sono 4 milioni. E i cittadini non comunitari che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono complessivamente 1 milione e 930mila.

Lo dice l’ultimo report Istat sui cittadini non comunitari in Italia, relativo al 2025.

I permessi di soggiorno dei cittadini non comunitari sono stati rilasciati, in particolare, per motivi di famiglia e di studio.

Nel 2025 i nuovi ingressi sono stati 426.956 con un incremento del 47,2% rispetto ai 290.119 del 2024. Si tratta del dato più elevato registrato nell’ultimo quindicennio, ad eccezione del picco straordinario del 2022 determinato dall’afflusso di profughi dall’Ucraina.

A guidare questi flussi è soprattutto la componente femminile: i nuovi permessi di soggiorno per le donne sono cresciuti del +56,5% (rispetto al +41,6% degli uomini), portando la quota rosa degli ingressi al 39,6% del totale.

In termini generali, il primo paese è il Marocco con 44.549 ingressi (+72,8%), seguito dal Bangladesh (39.807), dall’Egitto (32.235), dall’Albania (31.777) e dall’India, +78,8%, con 30.227 nuovi rilasci.

Nel corso del 2025, sono stati 178mila i cittadini non comunitari che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Complessivamente sono 1 milione e 930mila. I residenti regolari non comunitari sono 4 milioni.

Ricongiungimenti e università: i motori principali dei nuovi rilasci

Il primo canale di ingresso sul territorio nazionale si conferma il ricongiungimento familiare, che nel 2025 ha toccato il valore massimo degli ultimi 15 anni con 168.733 permessi rilasciati, pari al 39,5% del totale dei nuovi documenti (+61,2% sul 2024). Le donne costituiscono il 56,1% dei titolari di permessi per famiglia. Inoltre, nel 47,9% dei casi il documento riguarda minori, e in oltre il 23% dei casi si tratta di bambini nati direttamente sul territorio italiano. I ricongiungimenti interessano prevalentemente cittadini di Marocco (23.467), Albania (21.131), Egitto (12.622), Pakistan (10.026) e India (9.635), con raddoppi straordinari per le entrate da Pakistan (+130,6%) e India (+83,3%).

In parallelo, i permessi rilasciati per motivi di studio hanno registrato una forte accelerazione (+76,0%), superando la soglia dei 35mila rilasci (pari all’8,3% del totale). Questo risultato riflette le iniziative intraprese dagli atenei italiani – come borse di studio, esonero dalle tasse e ampliamento dell’offerta in lingua inglese – per attrarre studenti dall’estero.

La Cina guida la classifica degli studenti in ingresso con 4.588 permessi, seguita da Turchia (3.682, +113,8%), Iran (2.945), Tunisia (2.171, +162,2%) e India (1.888). Le studentesse rappresentano la maggioranza assoluta degli ingressi per studio (53,2%), superando il 60% per comunità come Russia, Stati Uniti, Kazakistan e Cina.

Lavoro: prevalenza maschile e divario tra stagionali e dipendenti

I permessi di soggiorno per motivi di lavoro sono cresciuti del +45,9%, attestandosi a 58.998 ingressi (il 13,8% del totale). Ciononostante, il volume complessivo rimane significativamente inferiore alla quota di 165mila ingressi programmati dal DPCM del settembre 2023. Questo settore presenta un marcato squilibrio di genere: l’83,2% dei permessi è stato concesso a uomini (49.114 lavoratori a fronte di 9.884 lavoratrici).

I principali Paesi d’origine dei lavoratori immigrati sono India (13.783), Marocco (10.575), Tunisia (5.612), Egitto (5.140) e Bangladesh (3.928). La tipologia di inserimento varia notevolmente a seconda della nazionalità: per indiani e marocchini prevale l’impiego per lavoro stagionale (rispettivamente 58,8% e 59,3%), mentre per tunisini, egiziani e bengalesi la quota maggioritaria riguarda il lavoro dipendente (con un picco del 78,3% per l’Egitto). Complessivamente, nel 2025 i permessi per lavoro dipendente (32.826) hanno superato quelli stagionali (20.526).

Protezione internazionale: calano le domande, stangata sui rigetti

In materia di asilo, si osserva una contrazione delle richieste contestuale a un aumento delle decisioni di rigetto. Le prime richieste di asilo presentate nel 2025 sono state 128.665, in diminuzione del -14,9% rispetto alle 151.120 del 2024. I primi Paesi di provenienza dei richiedenti asilo sono Bangladesh (27.825), Perù (15.545), Egitto (11.265) e Pakistan (9.815).

Nel corso dell’anno, le Commissioni territoriali hanno valutato 104.560 prime istanze, respingendone il 70,0% (con un incremento dell’esito negativo di quasi 6 punti percentuali rispetto al 2024). Le percentuali di rigetto risultano particolarmente elevate per i cittadini di Marocco (90,2%), Sri Lanka (89,0%) e Bangladesh (88,7%), a fronte dell’accoglimento quasi totale delle domande da Burkina Faso (99,8%) e Mali (98,7%). Delle 31.365 istanze accolte, il 19,0% ha ottenuto lo status di rifugiato, il 36,5% la protezione sussidiaria e il restante la protezione speciale. A fine 2025, si contano 76.118 rifugiati riconosciuti e 76.268 persone sotto protezione sussidiaria con regolare permesso di soggiorno. Si riduce drasticamente la presenza sotto protezione temporanea dall’Ucraina, passata da 160.600 a 64.306 soggetti a causa del mancato rinnovo automatico dei permessi scaduti.

Cittadinanza: quasi 178 mila nuovi italiani e freno allo ius sanguinis

Nel corso del 2025, sono stati 178mila i cittadini non comunitari che hanno acquisito la cittadinanza italiana (sui 196.955 stranieri totali), in calo del -10,9% rispetto al 2024. Le vie principali di acquisizione sono state la residenza (45,2%, pari a 80.393 casi) e la trasmissione ai minori da parte dei genitori (29,7%, pari a quasi 53 mila casi). Le acquisizioni per matrimonio sono state 20.575 (per oltre l’80% riguardanti donne).

In netta flessione le acquisizioni iure sanguinis (-41,6%, scese a meno di 13 mila), per effetto dei limiti generazionali introdotti dal D.L. 36/2025. Albania (25.725) e Marocco (23.386) si confermano le prime due collettività per nuovi italiani riconosciuti. Complessivamente, gli italiani di origine non comunitaria residenti nel Paese sono 1 milione e 930mila.