Lavoro, competenze e tecnologia: i tutor aziendali di Confindustria nelle scuole

Le innovazioni tecnologiche ed industriali sono sempre più veloci. E trasformano i processi decisionali e produttivi. L’Italia deve riuscire a stare al passo con gli altri Paesi e per fare questo ha bisogno di muovere le sue leve strategiche. La sfida sulla competitività non è limitata solo all’acquisto di nuove tecnologie, ma riguarda anche la capacità di formare e reperire competenze professionali adeguate.

Se ne è discusso a Taormina all’Education & Open Innovation Forum di Confindustria. Domanda ed offerta di lavoro più che incontrarsi, cozzano. Da un lato quasi la metà dei ragazzi in uscita dalle scuole medie incontra difficoltà nella scelta del percorso di studi.

Dall’altro le aziende registrano carenze di personale qualificato che in alcuni settori raggiungono percentuali altissime. Nel Mezzogiorno la situazione appare ancora più critica, con circa un’impresa su due che riscontra forti difficoltà nel reperire figure professionali idonee.

La proposta di Confindustria: tutor fin dalle scuole medie

Per aggredire alla radice il problema della mancata corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro, l’associazione degli industriali ha lanciato da Taormina una proposta: inserire tutor aziendali già nelle scuole Medie per affiancare studenti e famiglie nel percorso di orientamento. Sarà un progetto a partecipazione volontaria per le aziende e a costo zero per lo Stato.

Confindustria punta sui numeri. In Italia si contano 8.823 scuole Medie (tra statali e non). Le imprese associate all’organizzazione sono 140.096: dunque un rapporto di 16 a 1.

L’idea è quella di coinvolgere le aziende nelle attività di tutorato per le 30 ore di orientamento già previste dalla legge. La formazione specifica sarà finanziata da Fondimpresa e Fondirigenti. Per le realtà di minori dimensioni si ricorrerà alle reti d’impresa. L’adesione da parte delle aziende avverrà su base volontaria, nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa.

La proposta prevede l’introduzione per legge di premialità nei bandi pubblici (punti aggiuntivi) per le aziende impegnate nell’orientamento, puntando a fare del tutoraggio aziendale un nuovo parametro ESG riconosciuto a livello europeo e applicabile anche agli istituti Superiori e al modello 4+2.

Tecnologia e Intelligenza Artificiale: Comprare non basta, servono competenze

L’altro grande pilastro dell’analisi emersa a Taormina riguarda l’adozione delle nuove tecnologie, a partire dall’Intelligenza artificiale. L’acquisto di strumenti tecnologici rappresenta soltanto il primo passo. La crescita dipende dal modo in cui vengono utilizzati.

I processi avviati sono ormai irreversibili. L’integrazione dell’IA sta portando a complete riorganizzazioni interne. In alcune realtà ad alta intensità tecnologica questi strumenti sono impiegati quotidianamente da circa l’80% del personale.

Per sostenere le piccole e medie imprese, Simest ha messo a disposizione 200 milioni di euro per progetti di alta tecnologia, AI e competenze, Una misura estesa anche alle filiere che non esportano direttamente.

Gli industriali non hanno nascosto che le difficoltà a reperire personale specializzato in Italia sta aprendo alla collaborazione con altri Paesi per la formazione di manodopera all’estero. In Ghana e Argentina sono stati avviati due progetti pilota per la preparazione tecnica e linguistica dei lavoratori.

Boom del sistema duale: occupazione al 75,8% e target Pnrr raddoppiati

I dati presentati dal ministero del Lavoro, da Inapp e da Sviluppo Lavoro Italia confermano l’efficacia dell’integrazione tra studio e lavoro attraverso il sistema duale e la formazione professionale. I numeri dicono che a 24 mesi dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione raggiunge il 75,8%, con picchi dell’82,2% . Oltre un terzo dei contratti attivati (il 37,8%) supera i 12 mesi di durata, garantendo una stabilità superiore alla media nazionale.

«È un investimento sul futuro dei giovani e sulla competitività del Paese – ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone – che intendiamo continuare a sostenere e rafforzare».

Con un investimento di 600 milioni di euro del Pnrr, a fronte di un target di 90.000 percorsi, sono state realizzate 189.375 certificazioni (pari al 210% del target), con un esito formativo positivo per il 92% degli iscritti . Tra il 2020 e il 2025 gli iscritti al sistema duale sono cresciuti del 181%. Per dare continuità a questo modello, il Governo ha annunciato che dal 2027 le risorse nazionali destinate all’IeFP e al sistema duale saliranno a circa 500 milioni di euro all’anno.

È stata inoltre annunciata la nascita, entro fine anno, del fascicolo sociale lavorativo del cittadino, che integrerà i curricula e le competenze sulla piattaforma Siisl.

Politica industriale e taglio della burocrazia: le novità del Mimit

A completare il quadro degli interventi ci sono le misure annunciate dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’Italia punta sulla robotica avanzata e sull’IA applicata all’industria. Gli investimenti stanno convogliando sul settore dei droni, nelle 4 Space Factory finanziate con il Pnrr e nella componentistica ad alta tecnologia per i data center.

La semplificazione degli incentivi

È in corso una drastica razionalizzazione del sistema delle agevolazioni, passato da un “groviglio” di quasi 2.000 strumenti tra nazionali e regionali al nuovo Codice unico degli incentivi, con la riduzione dei bandi Mimit da 33 a soltanto 10.

Il Business E-Wallet.

Entro la sessione di bilancio debutterà il portafoglio digitale per le imprese, uno strumento digitale unico che raccoglierà storia, certificati e documenti aziendali per semplificare l’accesso agli incentivi e la partecipazione alle gare d’appalto in Italia e all’estero.