Migranti, il prezzo dei viaggi della speranza: la rotta verso l’Italia costa oltre 7.500 dollari

Per i migranti, arrivare in Europa in modo irregolare attraverso le mani dei trafficanti richiede cifre del tutto differenti a seconda della rotta intrapresa. Un viaggio lungo la via atlantica verso le Canarie o nel Mediterraneo orientale può costare meno di mille dollari, mentre per la rotta del Mediterraneo centrale verso l’Italia la cifra supera spesso i 7.500 dollari.

L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) ha diffuso a Vienna uno studio che confronta i prezzi dei principali percorsi marittimi sulla base di un sondaggio tra persone che hanno compiuto la traversata nel 2025.

Le differenze di prezzo tra le principali rotte marittime

Il 45 per cento degli intervistati che hanno percorso la rotta del Mediterraneo centrale tra Libia, Tunisia e Italia ha dichiarato di aver pagato cifre superiori ai 7.500 dollari. Secondo l’Onu le tariffe crescono per i viaggi che cominciano nell’Asia meridionale con pacchetti comprensivi di voli, alloggi, trasporti via terra, documenti falsi e traversata finale.

Chi parte direttamente dal Nord Africa spende invece cifre inferiori. Nel 2023 l’Unodc stimava un costo medio di 1.170 dollari dalla Tunisia e cifre tra 850 e 4.500 dollari dalla Libia. Sulla rotta atlantica verso le Canarie il 57 per cento delle persone ha speso meno di mille dollari, quota registrata anche dal 41 per cento di chi ha viaggiato dalla Turchia alla Grecia. Tra il Nord Africa e la Spagna la maggior parte delle persone ha versato tra mille e cinquemila dollari.

I ricatti delle organizzazioni criminali ai migranti

La distanza, il numero di confini da varcare, i pericoli della traversata, le tangenti e le opzioni concordate influenzano la determinazione dei prezzi. Le reti criminali offrono singole traversate oppure soluzioni complete con vitto, alloggio, documenti falsi e tentativi multipli per eludere le pattuglie. I viaggi via aerea con passaporti falsi raggiungono i costi più alti.

La ricerca denuncia anche l’estorsione sistematica attraverso sequestri e torture. Nel corso di un’inchiesta del 2025 su una rete del Corno d’Africa, gli investigatori hanno rinvenuto nei telefoni dei trafficanti filmati di violenze commesse in Libia per estorcere denaro alle famiglie. Dopo una richiesta iniziale di 4.100 dollari, i sequestratori esigevano ulteriori 6.300 dollari per il rilascio, portando la somma totale oltre i 10.000 dollari. Il sistema di pagamento tramite intermediari non ferma la violenza dei trafficanti, che spesso rompono gli accordi e chiedono nuovi riscatti.