Sparatoria a New York, agenti ICE feriscono un uomo davanti al figlio. Il sindaco Mamdani attacca Trump

Un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha sparato giovedì 8 settembre a un uomo di origini domenicane nel quartiere di Marble Hill, all’interno della zona del Bronx. Il New York Police Department ha subito precisato la propria totale estraneità ai fatti, confermando l’assenza della polizia locale sul posto e ribadendo che le autorità federali hanno gestito l’intero intervento in piena autonomia.

La dinamica nel Bronx e la presenza del bambino

La ricostruzione dell’accaduto ha sollevato un’ondata di sdegno e preoccupazione per le modalità con cui gli agenti hanno eseguito l’intervento. Le forze federali dell’immigrazione hanno circondato il veicolo su cui la vittima viaggiava insieme al figlio di soli cinque anni, prima di esplodere diversi colpi da arma da fuoco. I soccorritori hanno trasportato d’urgenza l’uomo ferito presso un ospedale cittadino, dove i medici lo hanno ricoverato in condizioni stabili e cosciente. Il piccolo presente nell’abitacolo è rimasto fortunatamente illeso, ma l’episodio ha scatenato la dura reazione delle organizzazioni per i diritti civili e del Presidente della New York Immigration Coalition, Murad Awawdeh, che ha chiesto di acquisire immediatamente i filmati delle telecamere di servizio per accertare le responsabilità.

Il ruolo dell’ICE e le controversie sulla sicurezza cittadina

Negli ultimi anni l’operato dell’agenzia federale ha sollevato accesi dibattiti nelle cosiddette città santuario come New York, dove le amministrazioni locali limitano storicamente la collaborazione tra la polizia municipale e le autorità federali per tutelare le comunità di immigrati. Gli interventi dell’agenzia nei quartieri urbani provocano frequentemente forti tensioni sociali e dure contestazioni da parte delle associazioni civiche, che accusano gli agenti di adottare tattiche paramilitari aggressive senza alcun coordinamento con le istituzioni del territorio.

Le reazioni istituzionali e l’attacco del sindaco Mamdani

L’episodio ha provocato una presa di posizione immediata da parte della governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, che ha preteso dalle autorità federali un resoconto dettagliato e trasparente sull’accaduto. Ancora più duri sono stati i toni del sindaco di New York, Zohran Kwame Mamdani, che ha espresso profonda rabbia per un’azione che ritiene inaccettabile e pericolosa per la sicurezza cittadina. Mamdani ha annunciato un colloquio diretto con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per richiedere la cessazione immediata di tutte le operazioni che l’ICE conduce nei quartieri, nelle strade e nei luoghi di cura della metropoli.