Elly Schlein dice di essere pronta a discutere il programma del centrosinistra, ma al Nazareno la parola d’ordine sembra essere un’altra: aspettare. La segretaria del Partito democratico non vuole accelerare né sulla piattaforma politica comune né sulle primarie che dovranno scegliere il candidato premier. Dietro il rallentamento c’è una strategia precisa: evitare di trovarsi in minoranza rispetto a Giuseppe Conte e ad Alleanza Verdi e Sinistra, soprattutto sulla guerra in Ucraina, e arrivare alla sfida per la leadership quando gli equilibri della coalizione saranno più favorevoli.
Il calendario immaginato dai vertici democratici prevede tempi lunghi. Prima il coinvolgimento delle forze centriste, poi la definizione del programma e soltanto successivamente le primarie. Una sequenza che consentirebbe a Schlein di consolidare la propria posizione e ridurre i margini di manovra del presidente del Movimento 5 Stelle.
Schlein rallenta sul programma: il problema è Conte e la guerra in Ucraina
Durante l’Assemblea nazionale del Pd, Schlein ha ribadito che i democratici sono «pronti da subito a sedersi attorno a un tavolo» per costruire il programma della coalizione. Ha però indicato come «un punto irrinunciabile» il coinvolgimento delle categorie produttive, dei sindacati, del terzo settore, delle associazioni e degli amministratori locali.
Una procedura partecipativa che richiederà tempo e che, secondo le ricostruzioni sulle strategie del Nazareno, risponde anche a una necessità politica. Un confronto limitato a Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra metterebbe Schlein in difficoltà sulla politica estera, dove le posizioni di Conte e della sinistra ambientalista divergono da quelle democratiche, in particolare sul sostegno militare all’Ucraina.
L’ingresso dei centristi potrebbe modificare i rapporti di forza al tavolo, rafforzando la componente favorevole alla continuità degli impegni italiani ed europei nei confronti di Kiev. Per questo la segretaria preferirebbe rinviare il confronto programmatico almeno fino a dicembre.
Primarie del centrosinistra, Schlein aspetta i centristi e rischia di complicare i piani di Renzi
Il secondo problema riguarda la frammentazione dell’area moderata. Schlein vorrebbe che le diverse formazioni riformiste arrivassero al tavolo della coalizione con una rappresentanza unitaria, ma le trattative non hanno ancora prodotto un accordo.
Le ipotesi sono due. La prima prevede un’intesa complessiva tra le forze centriste. La seconda contempla invece un’aggregazione autonoma di Alessandro Onorato, Ernesto Maria Ruffini, Riccardo Magi ed Enzo Maraio, senza Italia Viva.
Quest’ultima soluzione rappresenterebbe un problema soprattutto per Matteo Renzi, che rischierebbe di ritrovarsi fuori dal principale raggruppamento centrista della coalizione. Le divisioni tra i moderati stanno quindi condizionando anche il calendario politico del Pd.
Schlein vuole evitare che il tavolo programmatico diventi immediatamente il luogo in cui esplodono le contraddizioni tra gli alleati. L’attesa dei centristi risponde dunque a una doppia esigenza: rafforzare la propria posizione sui temi internazionali e presentare un centrosinistra meno frammentato.
Schlein contro Conte, le primarie slittano verso le elezioni politiche
La scelta della data delle primarie rappresenta un altro passaggio decisivo. La segretaria del Pd vorrebbe attendere la pronuncia della Corte costituzionale sui ricorsi contro la legge elettorale e avere indicazioni più precise sul calendario delle politiche prima di convocare gli elettori ai gazebo.
L’obiettivo attribuito al Nazareno è organizzare le primarie il più vicino possibile alla campagna elettorale, riducendo così il tempo a disposizione di Conte per rimettere in discussione l’alleanza in caso di sconfitta. Nel Pd, infatti, non sarebbe del tutto scomparsa la preoccupazione che il leader del Movimento 5 Stelle possa scegliere una corsa autonoma.
Schlein, secondo quanto filtra dal suo partito, sarebbe convinta di poter battere Conte. La segretaria punta a una competizione diretta, senza candidati alternativi capaci di sottrarle consensi nell’elettorato progressista.
Primarie Schlein-Conte, scontro anche sul voto online
Le divergenze riguardano anche le regole della consultazione. Il Movimento 5 Stelle vorrebbe consentire una partecipazione online senza preregistrazione, mentre il Pd chiede procedure più rigorose per identificare gli elettori e disciplinare l’accesso al voto.
Un altro punto controverso riguarda il contributo economico richiesto ai partecipanti. Il tesoriere democratico Michele Fina ha sostenuto che anche chi voterà attraverso internet dovrebbe pagare, come avviene per gli elettori che si recano fisicamente ai gazebo.
«Se lo fanno quelli che vanno ai gazebo devono farlo anche gli altri», ha osservato Fina.
Al Nazareno viene inoltre considerata ormai acquisita l’ipotesi delle primarie a turno unico, una formula che favorirebbe una competizione diretta tra Schlein e Conte senza la necessità di un successivo ballottaggio.
La candidatura della segretaria democratica avrebbe infine ridimensionato l’ipotesi di affidare la guida del centrosinistra a una terza figura. Il deputato Arturo Scotto ritiene che la scelta di Schlein abbia chiarito definitivamente la situazione: «Di fatto Elly chiude definitivamente ogni discussione sul presunto terzo nome».
Rimangono invece aperti i nodi politici che la coalizione dovrà affrontare prima delle primarie. Il sostegno all’Ucraina, i rapporti con le forze centriste e le regole della consultazione sono ancora oggetto di confronto. Ed è proprio su questi terreni che Schlein sta cercando di costruire le condizioni per affrontare Conte senza concedergli un vantaggio nella definizione del programma.







