Juventus, Spalletti non è più sicuro della squadra: «Non so se mi seguono ancora». La società lo conferma, ma torna l’ombra di Antonio Conte

Luciano Spalletti

La crisi della Juventus comincia a mettere in discussione anche il rapporto tra Luciano Spalletti e i suoi giocatori. Dopo l’ennesima prestazione deludente, l’allenatore ha pronunciato parole che fotografano le difficoltà dello spogliatoio bianconero: «La squadra mi segue ancora? Fino alla vigilia avrei detto di sì, ora non lo so». Una dichiarazione insolita per un tecnico che ha sempre rivendicato la centralità del lavoro e la necessità di ottenere risposte precise dai propri calciatori.

La società continua a garantire fiducia a Spalletti e non avrebbe avviato contatti per sostituirlo. Tuttavia, il rendimento della Juventus, le tensioni emerse durante le ultime partite e le voci sul possibile ritorno di Antonio Conte rendono sempre più delicata la posizione dell’allenatore toscano.

Spalletti ammette la crisi

Le parole di Spalletti arrivano dopo una serie di prestazioni che hanno evidenziato difficoltà tecniche e caratteriali. La squadra fatica a mantenere continuità nel gioco, perde compattezza nei momenti complicati e sembra aver smarrito i riferimenti costruiti durante la gestione dell’allenatore.

«Penso di sì, ma devo ripensare a quello che ho fatto», ha aggiunto il tecnico rispondendo alla domanda sulla fiducia dei giocatori.

Il dubbio riguarda soprattutto la capacità della Juventus di reagire alle difficoltà. Gli infortuni hanno condizionato le scelte dell’allenatore, ma non spiegano completamente il rendimento di una formazione che continua a mostrare fragilità nei momenti decisivi.

Spalletti è il sesto allenatore della Juventus negli ultimi otto anni, senza considerare le gestioni temporanee di Paolo Montero e Massimo Brambilla. Una successione che racconta l’instabilità tecnica del club e le difficoltà incontrate nel costruire un progetto duraturo.

Spalletti e la Juventus, tensioni con Bremer e Conceicao

A preoccupare non sono soltanto i risultati. Negli ultimi incontri sono emersi segnali di nervosismo che coinvolgono direttamente alcuni protagonisti della squadra.

Tra gli episodi più discussi figura il botta e risposta tra Spalletti e Gleison Bremer, con l’allenatore che ha ribadito un principio preciso: «Nelle sconfitte non si salva nessuno». Un’affermazione arrivata in un clima già appesantito dalle prestazioni negative.

Anche Francisco Conceicao ha manifestato irritazione in occasione della sostituzione di Vigo, aggiungendo un altro elemento di tensione a una situazione complicata.

La sensazione è che la Juventus stia attraversando una crisi che coinvolge contemporaneamente gioco, risultati e rapporti interni. La fragilità caratteriale di alcuni calciatori è diventata uno dei problemi principali, soprattutto in un ambiente abituato a pretendere continuità e capacità di gestire la pressione.

I numeri di Spalletti non sono migliori di quelli di Motta e Tudor

Anche le statistiche ridimensionano il lavoro svolto finora dall’allenatore. Spalletti ha conquistato 65 punti sui 108 disponibili, con una media di 1,81 punti a partita. Un rendimento praticamente identico a quello dei suoi predecessori: Thiago Motta aveva chiuso con una media di 1,79, mentre Igor Tudor si era fermato a 1,76.

Le differenze sono minime e raccontano una Juventus che, nonostante i continui cambiamenti in panchina, non è riuscita a compiere il salto di qualità atteso. La mancata qualificazione alla Champions League ha aggravato una situazione già difficile, aumentando la pressione sulla dirigenza.

L’amministratore delegato Giovanni Carnevali e il direttore tecnico Frederic Massara sono chiamati a intervenire su una rosa che presenta lacune strutturali. La responsabilità della crisi, dunque, non può essere attribuita esclusivamente a Spalletti: le scelte di mercato e la costruzione della squadra hanno contribuito ai risultati deludenti.

Torna il nome di Antonio Conte

Nonostante le difficoltà, la posizione ufficiale della società rimane quella della fiducia nell’allenatore. La Juventus non avrebbe contattato possibili sostituti, ma le indiscrezioni sul futuro della panchina continuano a circolare.

Tra le alternative viene indicato Stefano Pioli, mentre il nome che accende maggiormente le aspettative di una parte della tifoseria è quello di Antonio Conte. L’ex allenatore bianconero, protagonista della ricostruzione juventina culminata nei tre scudetti consecutivi tra il 2012 e il 2014, viene nuovamente accostato al club.

Secondo indiscrezioni attribuite a persone vicine al tecnico, Conte sarebbe disponibile a valutare un ritorno anche a stagione in corso. Non risultano però trattative avviate dalla Juventus.

Per Spalletti, intanto, il problema più urgente rimane il rapporto con i giocatori. La sua ammissione pubblica di non sapere più se la squadra lo segua rappresenta il segnale più evidente della crisi. E il confronto con le medie punti dei predecessori rende ancora più difficile difendere una gestione che, almeno finora, non ha prodotto il cambiamento atteso.