Meloni prepara il decreto sicurezza dopo gli scontri di Milano: stretta sui violenti e sui blocchi stradali

Giorgia Meloni, Ipa @lacapitalenews

Il governo di Giorgia Meloni prepara un nuovo decreto sicurezza dopo gli scontri e i saccheggi del fine settimana a Milano. Il Consiglio dei ministri è atteso martedì 20 ottobre alle 17.30: il testo resta in preparazione e le misure anticipate non vanno confuse con norme già approvate. Dal vertice di Palazzo Chigi del 19 ottobre è emersa la volontà di dare una risposta ferma alle violenze, secondo quanto riferito dall’agenzia ANSA.

Meloni e il decreto sicurezza: le misure allo studio

Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha annunciato l’invio di altri 500 militari a Milano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che serviranno disposizioni per consentire ai soldati di affiancare le forze di polizia con maggiori possibilità di intervento, per un periodo limitato. Si tratta quindi di un rafforzamento che richiede ancora la definizione del quadro operativo.

Secondo la ricostruzione di Sky TG24, fra le ipotesi figurano l’estensione del fermo preventivo ai minorenni e fino a 24 ore, l’arresto in flagranza differita per i danneggiamenti commessi in gruppo e limitazioni alle aggregazioni di soggetti considerati pericolosi. Il confronto sui blocchi stradali rientra nel più ampio dibattito sulla sicurezza, ma il contenuto definitivo del decreto andrà verificato dopo il Consiglio dei ministri.

Le violenze e le ragioni delle proteste

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato le violenze e richiamato la necessità di comprenderne le caratteristiche, con un’analisi approfondita. Il punto politico resta distinguere chi commette reati da chi manifesta pacificamente contro il rincaro di carburanti, beni e servizi.

Su questo terreno le opposizioni contestano le priorità del governo. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, accusa l’esecutivo di concentrare l’attenzione sulla sicurezza lasciando senza risposte le richieste economiche di autotrasportatori, agricoltori e lavoratori. Una critica politica che si affianca alla condanna degli episodi violenti, senza sovrapporre le responsabilità dei singoli alle ragioni di tutte le mobilitazioni.

Per Meloni il banco di prova sarà dunque doppio: rendere più efficace il contrasto alle devastazioni e rispondere al disagio economico espresso nelle piazze. Soltanto il testo approvato permetterà di valutare la portata della nuova stretta, i suoi limiti e le garanzie previste.