Garlasco, il sindaco querela il blogger Davide Palumbo: «Basta leoni da tastiera». Nel mirino un post sul delitto di Chiara Poggi

Il sindaco di Garlasco Simone Molinari

Il caso Garlasco apre un nuovo fronte, questa volta giudiziario e legato a quanto circola sui social. Il sindaco Simone Molinari ha presentato una querela per diffamazione contro il blogger Davide Palumbo, 40 anni, dopo un post apparso il 13 agosto sulla pagina Facebook “Politica è Partecipazione”. Una data tutt’altro che casuale: proprio quel giorno ricorreva il diciannovesimo anniversario dell’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo Molinari, il contenuto non si limiterebbe a criticarlo, ma gli attribuirebbe anche dichiarazioni sul delitto che il sindaco sostiene di non avere mai pronunciato. Il primo cittadino ritiene inoltre che il post contenga affermazioni false capaci di danneggiare sia la sua reputazione personale sia quella legata al ruolo istituzionale.

«Non è il primo contenuto del genere che viene pubblicato su quella pagina», ha spiegato Molinari, annunciando che la querela appena depositata potrebbe non rimanere un caso isolato.

Garlasco, la querela del sindaco contro Davide Palumbo

Al centro della denuncia c’è dunque il post del 13 agosto, accompagnato da una fotografia di Molinari con la fascia tricolore. Il sindaco contesta le accuse contenute nel messaggio e soprattutto le frasi che l’autore gli avrebbe attribuito in relazione all’omicidio di Chiara Poggi.

Molinari si è rivolto a un legale e ha deciso di procedere per diffamazione, lamentando anche un danno d’immagine.

«Non mi piace aver presentato querela, ma il problema è che ormai siamo circondati da “leoni da tastiera” e bisogna finirla», ha dichiarato. Secondo il sindaco, sulla stessa pagina Facebook sarebbero già comparsi altri due contenuti analoghi nei mesi precedenti.

La denuncia dovrà naturalmente seguire il proprio iter e spetterà all’autorità giudiziaria valutare le contestazioni avanzate dal primo cittadino.

Palumbo si costituisce e finisce nel carcere di Voghera

La vicenda della querela si intreccia con una situazione giudiziaria indipendente dal caso Garlasco. Palumbo, ambulante di Voghera conosciuto anche per la propria attività sui social, si è costituito martedì nella caserma dei carabinieri e successivamente è entrato nel carcere di Voghera.

Deve scontare un cumulo di pene definitive per poco più di quattro anni relativo a diversi reati. Tra questi figura una condanna a due anni e sei mesi, patteggiata, per una sparatoria avvenuta nel 2022 in piazza Duomo a Voghera. A questa si aggiungono sei mesi per minacce ad Alessandro Giacalone, cognato dell’assessore regionale lombardo Elena Lucchini, e altre pene per accensione di fuochi pericolosi e resistenza a pubblico ufficiale.

Palumbo aveva chiesto di poter scontare la pena in comunità, ma il Serd ha respinto la domanda. L’ingresso in carcere, quindi, non deriva dalla querela presentata dal sindaco di Garlasco.

Il caso Poggi e la battaglia contro gli attacchi social

La riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi ha riportato Garlasco al centro di un’attenzione mediatica enorme. Accanto alle inchieste giornalistiche e alle trasmissioni dedicate al delitto è cresciuta una produzione continua di contenuti sui social, dove ricostruzioni, accuse e ipotesi spesso si sovrappongono.

L’amministrazione comunale ha già preso posizione più volte, chiedendo soprattutto rispetto per Chiara Poggi e per la sua famiglia. Molinari aveva espresso anche l’insofferenza della città per la presenza continua di telecamere, giornalisti e curiosi, spiegando il desiderio della comunità di recuperare una condizione di normalità.

La questione era arrivata anche in consiglio comunale lo scorso aprile. La minoranza aveva proposto di valutare iniziative legali contro gli attacchi social che non riguardavano più soltanto singoli protagonisti della vicenda, ma finivano per coinvolgere l’intera comunità di Garlasco.

Molinari avverte: «Potrebbero arrivare altre querele»

Adesso il sindaco sembra intenzionato ad alzare ulteriormente il livello della risposta. La denuncia contro Palumbo potrebbe rappresentare soltanto il primo passo.

«Di fronte a chi continua a ledere l’immagine della città non avrò problemi a presentare altre querele», ha avvertito Molinari.

La nuova battaglia corre quindi parallelamente all’inchiesta sull’omicidio. Da una parte la Procura di Pavia continua a lavorare sul delitto di Garlasco e sulla posizione di Andrea Sempio; dall’altra il Comune prova a mettere un argine alla valanga di contenuti che da mesi accompagna ogni sviluppo del caso. Questa volta, però, il confronto dai social è arrivato direttamente sul tavolo degli avvocati.