Rita De Crescenzo, il figlio Francesco Pio di nuovo nei guai: indagato per noleggio abusivo di barche dopo l’arresto per tentato omicidio

Rita De Crescenzo

Ancora guai giudiziari per Francesco Pio Bianco, il figlio diciottenne della tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, conosciuto sui social con il soprannome di Kekko. Questa volta il suo nome compare in un’inchiesta della Procura di Napoli su un presunto giro di noleggio abusivo di imbarcazioni. La Guardia Costiera gli ha notificato un avviso di garanzia insieme ad altre tre persone, nell’ambito di un’indagine che riguarda anche il rispetto delle norme sulla sicurezza della navigazione.

Per il giovane si tratta dell’ennesima vicenda giudiziaria di un 2026 particolarmente movimentato. Lo scorso maggio era finito agli arresti con l’accusa di tentato omicidio, mentre a febbraio aveva subito un’aggressione durante la quale qualcuno lo aveva accoltellato a una gamba. Episodi distinti, che tornano ad accendere i riflettori sulla famiglia di una delle protagoniste più discusse dei social napoletani.

Il figlio di Rita De Crescenzo tra i quattro indagati: cosa contesta la Procura

La Guardia Costiera di Napoli ha notificato lunedì 12 ottobre quattro avvisi di garanzia al termine di un’attività investigativa che ha coinvolto Francesco Pio Bianco e altre tre persone.

A coordinare gli accertamenti è stata la Procura di Napoli, con il procuratore aggiunto Antonio Ricci.

Gli investigatori contestano ai quattro l’esercizio abusivo dell’attività di noleggio di natanti e alcune violazioni delle disposizioni sulla sicurezza della navigazione.

Secondo l’ipotesi accusatoria, le altre tre persone coinvolte avrebbero svolto il ruolo di prestanome. Gli inquirenti dovranno quindi chiarire come funzionasse l’attività, chi la gestisse concretamente e quali responsabilità spettassero ai singoli indagati.

L’avviso di garanzia non equivale a una condanna e consente alle persone coinvolte di esercitare i propri diritti di difesa.

A maggio l’arresto per tentato omicidio, a febbraio l’accoltellamento

Il nome di Francesco Pio Bianco era già comparso nelle cronache giudiziarie napoletane nei mesi scorsi.

A maggio il diciottenne aveva subito un arresto con l’accusa di tentato omicidio, una vicenda ben più grave rispetto alle contestazioni relative al noleggio delle imbarcazioni.

Pochi mesi prima, a febbraio, il giovane era stato invece vittima di un’aggressione. Qualcuno lo aveva ferito con un coltello a una gamba, episodio che aveva contribuito ad attirare l’attenzione sulla sua vita fuori dai social.

Le tre vicende non devono essere confuse: l’accoltellamento, l’arresto di maggio e la nuova indagine sulle barche riguardano fatti differenti. Le informazioni disponibili non consentono di stabilire collegamenti investigativi tra gli episodi.

Rita De Crescenzo, dalla popolarità su TikTok ai guai giudiziari del figlio

La nuova inchiesta coinvolge indirettamente, sul piano mediatico, anche Rita De Crescenzo, diventata uno dei personaggi più riconoscibili e divisivi di TikTok.

La tiktoker napoletana ha costruito una grande popolarità grazie ai suoi video, alle dirette e a uno stile comunicativo che divide costantemente il pubblico. Negli ultimi anni la sua notorietà ha superato i confini dei social, portandola anche nei salotti televisivi.

Adesso, però, a far parlare della famiglia non sono le provocazioni online o le apparizioni in televisione, ma le vicende giudiziarie del figlio.

È importante distinguere le responsabilità personali: Rita De Crescenzo non figura tra gli indagati nella vicenda descritta dalla Guardia Costiera. L’inchiesta riguarda Francesco Pio Bianco e le altre tre persone destinatarie degli avvisi di garanzia.

Noleggio abusivo e sicurezza in mare: cosa rischiano gli indagati

L’indagine punta a ricostruire un’attività di noleggio di natanti che, secondo la Procura, avrebbe operato senza rispettare le disposizioni previste dalla normativa.

Il settore richiede il rispetto di regole precise, soprattutto quando le imbarcazioni trasportano clienti e passeggeri. Le verifiche possono riguardare i titoli necessari per svolgere l’attività, le condizioni dei mezzi e gli obblighi di sicurezza.

Per il momento, gli elementi comunicati dagli investigatori non permettono di definire nel dettaglio il numero delle imbarcazioni coinvolte, l’eventuale volume d’affari o le singole condotte attribuite agli indagati.

La Procura dovrà approfondire questi aspetti, mentre i difensori potranno contestare la ricostruzione accusatoria.

Per Francesco Pio Bianco, detto Kekko, il 2026 si conferma un anno segnato da ripetute vicende di cronaca. Dopo l’aggressione di febbraio e l’arresto di maggio, arriva una nuova indagine. Questa volta al centro non ci sono episodi di violenza, ma un’attività economica che gli inquirenti ritengono abusiva.