Trump fa marcia indietro sulla fucilazione in streaming del killer di Fort Hood: niente diretta, ma le famiglie potranno assistere

Donald Trump

Donald Trump rinuncia alla diretta streaming della fucilazione di Nidal Hasan, l’ex psichiatra militare responsabile della strage di Fort Hood, nella quale morirono 13 soldati americani. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la decisione attraverso Truth Social, cancellando il progetto del Pentagono di trasmettere pubblicamente l’esecuzione prevista per il 3 dicembre. Hasan sarà comunque giustiziato davanti a un plotone d’esecuzione, mentre i familiari più stretti delle vittime potranno assistere di persona. La retromarcia arriva dopo giorni di polemiche, durante i quali decine di militari hanno cercato assistenza legale per evitare di partecipare alla fucilazione e numerosi ex comandanti delle forze armate hanno contestato l’iniziativa.

Trump annulla la fucilazione in streaming: cosa ha annunciato

Il presidente americano ha confermato che l’esecuzione di Nidal Hasan seguirà il programma già stabilito, ma senza alcuna trasmissione pubblica delle immagini.

«Morirà, come previsto, davanti a un plotone d’esecuzione, ma l’evento non sarà trasmesso in streaming», ha scritto Trump sul proprio social network. Il presidente ha aggiunto che i parenti più stretti delle vittime potranno assistere alla fucilazione qualora lo desiderino, sostenendo che meritino di vedere la giustizia compiere il proprio corso.

La decisione modifica il piano annunciato la settimana precedente dal Pentagono, guidato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth. Il Dipartimento della Difesa aveva infatti previsto una trasmissione pubblica dell’esecuzione, suscitando un acceso dibattito sui limiti della pena capitale e sul ruolo delle istituzioni militari.

Fucilazione di Nidal Hasan, 60 soldati chiedono assistenza legale

Tra gli elementi che avrebbero contribuito alla retromarcia della Casa Bianca figurano le difficoltà emerse all’interno delle stesse forze armate.

Secondo Mikey Weinstein, presidente della Military Religious Freedom Foundation, almeno 60 soldati americani hanno chiesto assistenza legale per evitare di prendere parte al plotone d’esecuzione.

Le richieste hanno aperto un problema delicato per i vertici militari, chiamati a organizzare una fucilazione già controversa per la scelta di renderla accessibile al pubblico attraverso internet.

Non è stato chiarito quanto queste iniziative abbiano inciso direttamente sulla decisione di Trump. La loro diffusione ha però contribuito ad alimentare le critiche nei confronti del progetto annunciato dal Pentagono.

Pena di morte negli Stati Uniti, la protesta di 72 ex generali e ammiragli

Una delle contestazioni più significative è arrivata da un gruppo di 72 ex alti ufficiali delle forze armate americane, tra i quali figurano 45 generali, 12 ammiragli e diversi ex legali militari.

In una lettera aperta, gli ex comandanti hanno chiesto al presidente, al Congresso e ai cittadini di intervenire per impedire la trasmissione dell’esecuzione. Hanno definito l’iniziativa un abuso di potere e hanno sollevato dubbi sulla sua compatibilità con le garanzie costituzionali.

La loro posizione non riguardava l’applicazione della pena di morte a Hasan. Gli ex ufficiali hanno precisato di non opporsi all’esecuzione della condanna, ma di considerare inaccettabile trasformarla in uno spettacolo pubblico.

Secondo i firmatari, la diretta avrebbe potuto violare il divieto costituzionale di pene crudeli e inusuali. Avrebbe inoltre rischiato di trasformare Hasan in un martire, offrendo una visibilità internazionale alla sua figura.

Strage di Fort Hood, chi è Nidal Hasan e perché sarà fucilato

Nidal Hasan era uno psichiatra dell’esercito americano quando aprì il fuoco nella base militare di Fort Hood, in Texas, uccidendo 13 persone e ferendone numerose altre. La strage risale al 5 novembre 2009 e rappresenta uno degli episodi più gravi di violenza all’interno di un’installazione militare statunitense.

La vicenda ha segnato profondamente le forze armate americane e le famiglie delle vittime, che attendono da anni l’esecuzione della condanna capitale.

La scelta iniziale di trasmettere la fucilazione aveva però aperto una questione diversa da quella della responsabilità di Hasan: se lo Stato possa trasformare l’applicazione di una sentenza di morte in un evento destinato a un pubblico potenzialmente illimitato.

Con il nuovo annuncio, Trump chiude almeno questa controversia. L’esecuzione resta prevista per il 3 dicembre, ma non sarà disponibile in streaming. Il presidente ha scelto di mantenere la presenza dei familiari delle vittime, rinunciando alla diffusione pubblica delle immagini che aveva provocato le proteste di una parte del mondo militare.