Anna Pepe al Quirinale con Mattarella, il selfie diventa virale: “Mr President” e il look da vera baddie al Colle

Anna Pepe e il Presidente Mattarella credit photo IG @annapepe

Anna Pepe al Quirinale con Sergio Mattarella, e Internet fa quello che sa fare meglio: trasforma tutto in un piccolo evento pop. La trapper spezzina, invitata al Colle insieme ad altri artisti per il 145esimo anniversario della Siae, ha pubblicato su Instagram una serie di scatti della giornata, compreso un selfie con il presidente della Repubblica. Poche parole, ma perfette per incendiare i social: “Grazie per l’invito Mr President”. Risultato immediato: trecentomila like, più di mille commenti e circa diecimila ricondivisioni.

Il selfie con Mattarella fa impazzire i social

La foto con Mattarella è diventata virale in pochissimi minuti, anche perché l’incontro tra il mondo istituzionale del Quirinale e l’universo giovane, diretto e iperconnesso di Anna Pepe aveva già dentro di sé tutti gli ingredienti per funzionare. I follower non si sono fatti pregare. Tra i commenti sono comparsi subito messaggi ironici come “Aspettiamo il feat” e “Ora vogliamo l’inserimento dell’articolo baddie nella Costituzione”. Il tono è quello solito della rete: rapidissimo, surreale, leggero, ma capace di fotografare bene il cortocircuito tra cerimoniale e cultura pop.

A colpire è stato anche il look scelto dalla cantante. Anna Pepe si è presentata con un outfit pastello, piccolo strascico e tacchi altissimi, in pieno stile personale. Niente mimetizzazione istituzionale, niente tentativo di sembrare diversa da ciò che è: al Quirinale è arrivata Anna, con la sua estetica riconoscibile e con quella sicurezza da artista cresciuta dentro una generazione che non chiede permesso per esistere.

Dal segnaposto al post virale: il Colle diventa pop

Tra le immagini pubblicate c’è anche il segnaposto con il suo nome sulla sedia riservata per l’evento. Un dettaglio minimo, ma perfetto per raccontare la portata simbolica della giornata. Perché vedere una giovane trapper classe 2003 seduta al Quirinale per un anniversario della Siae dice molto più di quanto sembri: la musica italiana non è più soltanto quella dei grandi nomi storici, ma anche quella degli artisti nati e cresciuti nell’era dei social, delle piattaforme, dei linguaggi ibridi.

Anna Pepe, del resto, non arriva lì per caso. Nel 2020, a soli 16 anni, ha raggiunto il primo posto della classifica Fimi con “Bando”, diventando l’artista più giovane di sempre a ottenere questo risultato. Nel 2024 ha pubblicato il suo primo album, “Vera Baddie”, certificato disco d’oro. Dal linguaggio della trap al Colle, il passo sembra enorme. E invece racconta semplicemente dove sia arrivata oggi la musica.

Mattarella celebra la Siae

L’occasione ufficiale era il 145esimo anniversario della Società italiana degli autori ed editori. Al Quirinale, Sergio Mattarella ha ricevuto per la prima volta i vertici della Siae, sottolineando il ruolo centrale della tutela degli autori nella vita culturale del Paese. “La Siae tutela gli autori, quindi difende, protegge, cura le esigenze della cultura”, ha detto il presidente della Repubblica, ricordando come la creatività contribuisca alla vita culturale, sociale, civile ed economica dell’Italia.

Nel suo intervento, Mattarella ha insistito sul valore del lavoro creativo come parte della coscienza nazionale. Ha ricordato i numeri della Siae, con 126mila autori e 30 milioni di opere, definendoli il segno di un patrimonio vastissimo, spesso invisibile ma decisivo. “Sarebbe un’Italia povera e anche triste senza il contributo che date nelle varie forme della cultura”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Da Sorrentino a Gianna Nannini, il parterre degli artisti al Colle

All’incontro sono intervenuti anche nomi pesanti della cultura e dello spettacolo. Tra gli ospiti, Salvatore Nastasi, presidente della Siae, Caterina Caselli e Riccardo Zanotti per la sezione Musica, Paolo Sorrentino per il Cinema e Diego Bianchi per Dramma e Opere radiotelevisive. Una platea trasversale, dove il pop, il cinema, la televisione e la canzone d’autore si sono ritrovati sotto lo stesso tetto istituzionale.

Nastasi ha parlato di un riconoscimento profondo al lavoro creativo, ricordando che dietro ogni opera c’è un autore e che questo lavoro “troppo spesso resta invisibile”. Poi ha indicato anche le sfide future, dall’intelligenza artificiale al ruolo delle grandi piattaforme, chiedendo regole certe e trasparenti. Tradotto: la creatività corre, la tecnologia pure, ma qualcuno dovrà pur ricordarsi che senza esseri umani non resta molto da proteggere.