Nel processo che vede opposti l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e l’imprenditrice pompeiana Maria Rosaria Boccia, la prima udienza ha già riservato un colpo di scena di peso politico. Tra i nomi inseriti nella lista dei testimoni presentata dalla PM di Roma Giulia Guccione figura, come persona informata sui fatti, anche Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia e sorella della premier Giorgia Meloni.
Convocata per l’udienza del processo a gennaio 2027
Per comprendere le ragioni della sua convocazione in aula con la prossima udienza già fissata per il 15 gennaio 2027 occorre riavvolgere il nastro fino all’8 dicembre 2024, data di messa in onda di un servizio di Report firmato da Luca Bertazzoni.
A riaccendere i riflettori sulla vicenda era stato un post pubblicato da Maria Rosaria Boccia il 12 settembre precedente, in cui si chiedeva se il decreto di nomina fosse stato strappato senza lasciare traccia proprio a seguito di un dialogo con la stessa Arianna Meloni.
L’ombra dell’ingerenza sulla mancata nomina della Boccia
Incalzato dalle telecamere del programma di Rai 3, l’avvocato di Gennaro Sangiuliano, Silverio Sica, aveva smentito categoricamente ogni pressione diretta sulla revoca dell’incarico, escludendo nella maniera più assoluta che fosse stata Arianna Meloni a dire al ministro di bloccare la nomina. Il legale aveva tuttavia ammesso un dettaglio fondamentale: la responsabile politica di FdI aveva avvertito Sangiuliano molto prima di stare attento, poiché sul conto della donna giravano voci particolari. Un avvertimento che si sarebbe poi rivelato fondato, dato che il ministro era fortemente preso dalla relazione.
La resa dei conti in via della Scrofa e l’ipotesi “Ales”
Intercettata davanti alla sede del partito in via della Scrofa, la stessa Arianna Meloni aveva liquidato il reporter con battute sferzanti sui costi del servizio pubblico, prima di eludere la domanda sulla natura dei suoi avvertimenti eludendo il tema e chiedendo se agli italiani interessassero davvero simili argomenti.
La ricostruzione di Report si spingeva tuttavia oltre la semplice messa in guardia. Secondo il giornalista Luca Bertazzoni, il 29 luglio ci sarebbe stato un incontro vis-à-vis tra Arianna Meloni e Sangiuliano. In quell’occasione, il ministro avrebbe inizialmente tenuto il punto sulla nomina della Boccia, ritenendosi in posizione di forza o in credito con la dirigenza del partito a seguito della designazione di Fabio Tagliaferri alla presidenza di Ales, la società in-house del Ministero della Cultura.
La sorella della premier dovrà rispondere ai legali della Boccia
Il coinvolgimento dibattimentale rischia ora di trasformarsi in un passaggio delicato per la dirigenza di Fratelli d’Italia. Nel corso del dibattimento, Arianna Meloni sarà tenuta a rispondere sotto giuramento non soltanto ai quesiti della Procura, ma anche al controesame dei legali della difesa di Maria Rosaria Boccia. In aula, la qualifica di testimone impone l’obbligo di verità penale: qualsiasi reticenza o dichiarazione mendace rischia di mutare istantaneamente la posizione del teste da semplice persona informata sui fatti ad indagato per falsa testimonianza.







