Caterina Balivo, quella frase sul “mammo” fa infuriare: “Nel 2026 siamo ancora al Medioevo?”

Aurora Ramazzotti – Caterina Balivo

Caterina Balivo l’ha detto davvero, quasi come una battuta, durante una consueta diretta televisiva del suo programma “La Volta Buona”: “Tuo marito che fa il mammo a Milano?”. Una frase per lei apparentemente “innocua e giocosa” ma che sui social ha fatto esplodere la bufera attorno alla conduttrice.

Mentre nel 2026 si parla continuamente di parità, condivisione dei carichi familiari e superamento degli stereotipi di genere, perché in televisione dobbiamo ancora sentir definire “mammo” un padre che si occupa del proprio figlio?

La frase è stata pronunciata durante l’intervista del 5 ottobre 2026 ad Aurora Ramazzotti e al suo maestro di Ballando con le Stelle, Nikita Perrotti. Un passaggio apparentemente secondario della conversazione che, nel giro di poche ore, è diventato uno dei momenti più discussi della puntata.

La frase da medioevo

Il contesto è quello della nuova avventura televisiva di Aurora Ramazzotti, impegnata a Roma con Ballando mentre il compagno Goffredo Cerza è rimasto a Milano con il loro figlio Cesare, tre anni e mezzo. Aurora racconta del bambino e spiega che aveva già visto le prove generali dello spettacolo ed era felice. A quel punto che arriva puntuale la domanda di Balivo: “Tuo marito che fa il mammo a Milano?”

Aurora non sembra voler alimentare alcuna discussione e risponde con lo stesso tono leggero. “Eh vabbè, poverino dai, per una volta! Ho aspettato a posta tanto tempo prima di fare una cosa del genere, però mi devo concentrare, quindi è giusto così”, spiega la Ramazzotti cercando quasi di nascondere un certo imbarazzo.

Il punto

Ma il punto non è quello che sta facendo il marito Goffredo Cerza. Un padre che resta con il proprio figlio mentre la madre lavora non sta facendo qualcosa di straordinario. Sta facendo semplicemente il padre. La parola “mammo” nasce proprio da un equivoco linguistico e culturale: se un padre si occupa dei figli, sembra ancora necessario trovare un termine diverso da “padre” per descriverlo.

Una madre che resta a casa con il figlio è una madre. Un padre che resta a casa con il figlio dovrebbe essere semplicemente un padre. Non c’è nessuna inversione dei ruoli. Nessuna concessione speciale. Nessun “aiuto” alla madre. Ma soprattutto non c’è bisogno di trasformare la paternità in una versione maschile della maternità.

Social infuriati

La reazione sui social è stata infatti immediata: “Siamo nel 2026, qualcuno spieghi alla Balivo che Goffredo fa il papà, non il mammo”. Un altro commento liquida la questione con due parole: “Benvenuto Medioevo”. Poi ancora: “Il mammo? Archiviamo per sempre questo termine tremendo e incredibilmente sessista?”.

Il messaggio che emerge dalle critiche è semplice: un padre che cambia un pannolino, prepara la cena, accompagna il figlio a scuola o resta con lui mentre la madre lavora non sta facendo il “mammo”. Sta esercitando la propria genitorialità. Dopo decenni di discussioni sulla condivisione della genitorialità, questa dovrebbe essere ormai la cosa più normale del mondo. Intanto Caterina Balivo non si espone sulla vicenda. Forse pensa che è meglio non riscaldare una minestra già abbondantemente riscaldata.