La Giunta nazionale del Coni ha approvato il commissariamento della Federcalcio, indicando all’unanimità Giovanni Malagò nel ruolo di commissario. La decisione ha ottenuto il via libera formale dal Consiglio nazionale nel corso di una riunione durata appena dieci minuti, ufficializzando la tregua raggiunta tra il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e lo stesso Malagò. All’uscita dalla sede di palazzo H, il nuovo commissario si è detto soddisfatto per la responsabilità ricevuta e ha spiegato di aver accettato l’incarico per evitare spaccature e per puro amore dello sport. Riguardo alle tappe future, la data per le nuove consultazioni elettorali della Federcalcio si collocherà a breve termine: si ipotizza il 14 dicembre, tenendo conto del termine minimo di sessanta giorni previsto dalle norme vigenti.
La gestione della governance e il rientro dei dirigenti
La nomina porta con sé la gestione di questioni procedurali complesse, a partire dal tesseramento necessario per la partecipazione alle consultazioni e dalla valutazione di eventuali incompatibilità. Nel suo nuovo percorso alla guida della struttura federale, Giovanni Malagò ritroverà anche Diana Bianchedi nel ruolo di capo delegazione della Nazionale, dopo le recenti dimissioni. La prosecuzione dell’incarico risponde a una precisa indicazione del presidente del Coni, in attesa della formalizzazione ufficiale del provvedimento. Il commissario ha sottolineato la compattezza del movimento calcistico attorno alla sua figura, smentendo le voci di divisioni interne tra le componenti federali.
Il dibattito interno al mondo sportivo e il compromesso politico
L’accordo tra le vertici istituzionali ha raccolto reazioni contrastanti dai protagonisti del mondo sportivo italiano. Luciano Buonfiglio ha motivato la scelta definendo l’ex presidente del Coni la figura più idonea per curriculum e competenze. Sulla stessa linea si sono espressi Gianni Petrucci e Giovanni Copioli, che hanno accolto la nomina come la soluzione più logica e funzionale al bene generale dello sport, pur riconoscendone la natura di compromesso istituzionale. Di vittoria dell’autonomia dello sport contro le ingerenze esterne ha parlato l’ex presidente Mario Pescante, riducendo a semplici strascichi le tensioni emerse nei mesi precedenti.
Le accuse di violazione delle regole a Malagò
Di tono opposto le dichiarazioni dell’avvocato Renato Miele, promotore dei ricorsi giudiziari che hanno dato origine alla vicenda. Intervenuto ai microfoni della redazione di Un Calcio alla Radio, il legale ha definito la decisione una contraddizione inaccettabile e un segnale diseducativo per i giovani, contestando le presunte irregolarità amministrative commesse dal dirigente nel corso del suo precedente mandato. Pur confermando l’assenza delle condizioni per un’ulteriore impugnativa diretta della nomina, il promotore dell’azione legale ha ribadito le sue critiche verso una gestione ritenuta distante dai principi di parità e rispetto delle regole.







