Leonardo Maria Del Vecchio non sembra aver comprato giornali semplicemente per possedere giornali. Il disegno che sta prendendo forma attorno a QN Media appare decisamente più ambizioso e adesso potrebbe coinvolgere direttamente Il Giorno, storica testata milanese che nel maggio scorso ha compiuto settant’anni.
L’indiscrezione che circola negli ambienti editoriali è suggestiva: trasformare progressivamente Il Giorno in un quotidiano con una forte identità economica e finanziaria, capace di entrare in un segmento diverso da quello occupato dagli altri giornali controllati o partecipati da Del Vecchio.
Al momento non esiste una conferma ufficiale del progetto. Ma l’ipotesi si inserisce in una riorganizzazione molto concreta del gruppo e soprattutto risolverebbe una sovrapposizione evidente: a Milano Del Vecchio controlla Il Giorno attraverso QN Media e possiede contemporaneamente il 30% de Il Giornale. Due quotidiani con quartier generale nella stessa città, mentre il nuovo editore sembra intenzionato a differenziare sempre più nettamente prodotti, pubblici e mercati.
Il Giorno potrebbe cambiare pelle
Il punto è proprio questo. Che cosa fare del Giorno all’interno del nuovo impero editoriale? La testata conserva un marchio storico fortissimo e un radicamento particolare a Milano e in Lombardia. Del Vecchio, però, sta costruendo qualcosa di molto più grande di una semplice collezione di quotidiani locali.
A gennaio, parlando dei propri programmi, aveva spiegato esplicitamente di voler creare una media company, aggiungendo che erano già in corso altre trattative. A maggio LMDV Media ha poi completato l’acquisizione dell’80% di Editoriale Nazionale da Monrif, prendendo il controllo del gruppo che comprende Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN.
L’eventuale svolta economico-finanziaria del Giorno permetterebbe dunque di occupare un’altra casella del mercato editoriale, particolarmente coerente anche con il profilo imprenditoriale del nuovo proprietario. La sfida, in quel caso, sarebbe importante: costruire a Milano un polo dell’informazione economica capace di misurarsi con realtà consolidate da decenni. Non sarebbe un semplice restyling grafico, ma un cambio sostanziale di posizionamento.
QN diventa nazionale e arriva Mario Orfeo
Nel frattempo la rivoluzione già ufficializzata riguarda QN. Dal 9 settembre Mario Orfeo è direttore editoriale di QN Media e affianca Del Vecchio e l’amministratore delegato Gabriele Benedetto nella definizione della strategia del gruppo e dei nuovi progetti.
L’obiettivo dichiarato dall’editore è trasformare QN, finora soprattutto contenitore nazionale delle tre grandi testate territoriali, in una testata d’opinione di fascia alta, con una nuova identità e l’ambizione di conquistare anche lettori più giovani.
Agnese Pini è stata contemporaneamente confermata direttrice responsabile delle testate del gruppo. Il nuovo assetto prevede quindi Orfeo alla regia editoriale complessiva e Pini alla direzione responsabile, dentro un progetto che dovrebbe mantenere le identità territoriali di Carlino, Nazione e Giorno ma costruire sopra di esse un prodotto nazionale molto più riconoscibile.
Del Vecchio riapre il mercato dei giornalisti
C’è poi un altro elemento che racconta meglio di molti comunicati quanto Del Vecchio sembri intenzionato a fare sul serio: è tornato il mercato delle grandi firme. Un fenomeno che nell’editoria italiana sembrava quasi appartenere a un’altra epoca.
Nelle ultime settimane QN ha messo insieme una campagna acquisti considerevole. Guido Boffo è arrivato come vicedirettore, Mattia Feltri ha lasciato la direzione dell’HuffPost, mentre sono stati annunciati altri ingressi. Tra questi Andrea Montanari, con una lunga esperienza nel giornalismo economico e finanziario, dopo quasi cinque anni trascorsi nelle Media Relations di Cassa Depositi e Prestiti.
Proprio l’arrivo di professionisti con una forte esperienza nell’economia rende ancora più interessante l’indiscrezione sul futuro del Giorno, anche se sarebbe prematuro trasformare questa coincidenza in una conferma. Quello che invece appare evidente è che Del Vecchio sta investendo sulle redazioni mentre una parte dell’editoria italiana continua a ragionare soprattutto in termini di riduzione dei costi.
Da Il Giornale a QN, nasce un nuovo polo editoriale
Il mosaico è stato costruito in pochi mesi. A dicembre 2025 LMDV Capital ha rilevato il 30% de Il Giornale. A gennaio è arrivata l’offerta vincolante per Editoriale Nazionale e il 16 maggio è stato perfezionato il closing per l’80% della società. Poi sono cominciati gli arrivi dei giornalisti e il ridisegno dei prodotti.
Del Vecchio ha spiegato pubblicamente anche la filosofia dell’investimento. Pochi giorni fa, intervenendo al Forum di Cernobbio, ha definito l’editoria «una infrastruttura fondamentale per la libertà del Paese», sostenendo di aver deciso di destinare al settore una parte del proprio patrimonio. Adesso bisognerà capire quale sarà il tassello successivo.
La trasformazione del Giorno in una testata fortemente orientata alla finanza sarebbe una delle mosse più radicali compiute nell’editoria italiana degli ultimi anni: significherebbe utilizzare un marchio storico milanese per entrare direttamente nel mercato dell’informazione economica, mentre QN assumerebbe sempre più chiaramente il ruolo di quotidiano nazionale generalista.
Per ora è un’indiscrezione. Ma attorno a Del Vecchio le indiscrezioni meritano di essere osservate con attenzione: in meno di un anno ha comprato partecipazioni e gruppi editoriali, chiamato Mario Orfeo, confermato Agnese Pini e rimesso in movimento un mercato dei giornalisti che sembrava congelato da anni. E la sensazione è che la campagna acquisti non sia ancora finita.







