Gianna Nannini: la solitudine dell’adolescenza, la fuga da casa a 18 anni e il rapporto con la figlia Penelope

Gianna Nannini

La cantante ha parlato senza filtri di un’adolescenza segnata dalla solitudine e dalla difficoltà di sentirsi compresa, soprattutto per la sua passione per il pianoforte. Nell’intervista a Vanity Fair, Gianna Nannini ha ricordato il periodo dell’adolescenza come una fase complessa, caratterizzata dal rapporto difficile con il proprio corpo e dagli sguardi degli altri.

«Il corpo che cambiava, il seno che cresceva, gli sguardi degli altri… Avrei preferito rimanere bambina». Anche in famiglia la sua passione per la musica non trovava sempre consenso. Il pianoforte rappresentava già allora una parte fondamentale della sua identità, ma il padre avrebbe preferito per lei un percorso diverso.

«E poi nessuno sopportava che suonassi il pianoforte, babbo voleva che lavorassi con lui nella ditta dolciaria». La musica diventò così il suo spazio personale, il luogo nel quale trovare una via d’uscita da quella solitudine. «Mi isolavo. Per uscire dalla solitudine che l’adolescenza mi ha portato, trovavo rifugio nei miei pezzi e partecipavo a concorsi di voci nuove di nascosto, tipo talent. Desideravo essere sentita».

A 18 anni la decisione di lasciare casa

Quella necessità di trovare la propria strada portò Gianna Nannini a prendere una decisione radicale. «A 18 anni sono scappata di casa e mi sono allontanata dalla famiglia per la mia missione». Una scelta che all’epoca provocò dolore, ma che negli anni è stata riletta anche alla luce del rapporto successivamente recuperato con i genitori.

Nell’intervista a Vanity Fair, Nannini ha ricordato soprattutto le parole ricevute dal padre poco prima della sua morte. Le disse: «E comunque, ho recuperato il rapporto con loro quando sono diventati anziani e mio babbo, in fin di vita, mi ha detto: “Sei un genio! Avevi fatto bene ad andartene e a fare quello che hai fatto”». Parole che, a distanza di anni, assumono un significato particolare nella storia personale e artistica della cantante.

Gianna Nannini e la figlia Penelope

Una parte importante del racconto riguarda anche Penelope, nata nel 2010 quando Gianna Nannini aveva 56 anni. Parlando del suo ruolo di madre, la cantante spiega di essere severa soprattutto quando è necessario assumersi delle responsabilità, mentre ammette di avere un punto debole proprio nei confronti della figlia.

«Io severa? Sulle cose in cui è richiesta responsabilità. Per il resto la vizio, è il mio tallone di Achille, ma non se ne approfitta». Il desiderio più grande, racconta Nannini, è quello di riuscire a proteggere Penelope dalle difficoltà della vita. «Per me può fare ciò che vuole. Per il resto, spero quello che sperano tutti i genitori: che non soffra». E proprio sulla sofferenza della figlia arriva una delle confessioni più intense dell’intervista: «Vorrei prendermela io, la sua sofferenza». La cantante spiega di aver cercato di fornire a Penelope gli strumenti necessari per diventare una persona sicura di sé e indipendente.

La gravidanza a 56 anni e le critiche

La maternità è stata anche accompagnata da numerose critiche. Gianna Nannini ha ricordato nell’intervista a Vanity Fair gli attacchi ricevuti quando rimase incinta e il modo in cui l’attenzione dei media si concentrò sulla sua età. «Sono stata attaccata da morire». La cantante racconta però di aver vissuto quel periodo senza lasciarsi condizionare dal clamore esterno. «Non me ne fregava niente di quello che mi stava succedendo attorno, non leggevo i giornali: stavo vivendo uno dei momenti più inaspettati». Dietro quella gravidanza c’erano anche anni di tentativi e la progressiva perdita della speranza di diventare madre. «Avevo perso la speranza, perché avevo provato e riprovato a restare incinta, e poi ho fatto una bambina bellissima, che oggi ha 15 anni e mezzo».

Le rughe di Gianna Nannini e la battuta a Penelope

Il rapporto tra Gianna Nannini e Penelope emerge nell’intervista a Vanity Fair anche attraverso un episodio più leggero. La figlia fa notare alla madre le rughe. E la risposta della cantante trasforma quei segni del tempo in una battuta legata alla natura e alla produzione dell’olio.

«Mi dice che ho le rughe. E io le rispondo: “Amore, ma li hai visti gli ulivi? Senza le rughe delle cortecce non farebbero l’olio buono” (la figlia fa l’olio, ndr), quindi ringrazia Dio che ho queste rughe». Poi Nannini decide di fermarsi nel racconto della figlia, con una battuta che chiude il tema con ironia. «Ma non posso parlare oltre di lei, sennò s’inca**a».

Tour 2026/2027

Il racconto di Gianna Nannini nell’intervista a Vanity Fair si intreccia infine con il presente e con i prossimi appuntamenti musicali. Il 19 settembre 2026 la cantante sarà alla Waldbühne di Berlino, mentre dal marzo 2027 è previsto il nuovo Giannagold – Celebration Tour 2027. Dalla ragazza che a 18 anni decise di lasciare casa per inseguire la propria “missione” alla madre di Penelope, Nannini continua così a raccontare una storia costruita sulle proprie scelte, sulla musica e sulla ricerca della propria libertà.