Taglio del cuneo fiscale: l’Inps estende i benefici ad Ape Sociale, NASpI e Isopensione

Previdenza fondi pensione

L’Inps ha confermato che i benefici fiscali previsti dalla legge di Bilancio 2025 saranno estesi anche ai percettori di ammortizzatori sociali e indennità di accompagnamento alla pensione, come Ape Sociale e NASpI. Poiché tali sussidi sono tassati come reddito da lavoro dipendente, i beneficiari riceveranno automaticamente una somma non imponibile o una detrazione aggiuntiva in base alla propria fascia di reddito. Nello specifico, chi guadagna meno di 20.000 euro annui otterrà un bonus percentuale, mentre per i redditi tra 20.000 e 40.000 euro è prevista una detrazione fissa o decrescente. L’erogazione di queste agevolazioni inizierà con la mensilità di ottobre 2026 e non richiederà alcuna domanda formale da parte dei beneficiari. Restano invece esclusi dal provvedimento i titolari di pensioni integrative o complementari.

Le due fasce di sostegno

L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha chiarito le modalità di riconoscimento dei benefici fiscali. Le misure individuate dalla legge di Bilancio 2025 si articolano in due differenti meccanismi a seconda dell’ammontare del reddito complessivo annuo.

La prima è la somma non imponibile (o bonus aggiuntivo) riservata a chi possiede un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro annui. Tale somma non concorre alla formazione del reddito e si calcola applicando al solo reddito di lavoro dipendente (o sostitutivo) tre fasce percentuali.  Il 7,1% se il reddito da lavoro dipendente non supera 8.500 euro. Il 5,3% se il reddito è compreso tra 8.500 euro e 15.000 euro. Il 4,8% se il reddito supera 15.000 euro (fino al limite complessivo di 20.000 euro).

La seconda è l’ulteriore detrazione dall’imposta lorda. Viene riconosciuta ai soggetti con reddito complessivo annuo superiore a 20.000 euro e inferiore a 40.000 euro. L’importo della detrazione decresce progressivamente con l’aumentare del reddito.  È pari a 1.000 euro fissi per redditi complessivi superiori a 20.000 euro e fino a 32.000 euro. L’importo è proporzionale e decrescente per redditi superiori a 32.000 euro e fino a 40.000 euro. Al raggiungimento della soglia dei 40.000 euro la detrazione si azzera completamente.

Cumulo con redditi da pensione

I benefici fiscali spettano anche nel caso in cui il contribuente sia titolare contemporaneamente di una prestazione sostitutiva del reddito e di un reddito da pensione ordinario. Ai fini del calcolo, il reddito complessivo viene determinato sommando gli importi di entrambe le prestazioni.

Un esempio pratico chiarito dall’Inps riguarda un titolare di Ape Sociale con un importo annuo di 18.000 euro che percepisce contestualmente una pensione ai superstiti pari a 8.000 euro annui. Il suo reddito complessivo risulta pari a 26.000 euro. Poiché il reddito totale si colloca al di sotto della soglia di 32.000 euro, al contribuente spetta l’ulteriore detrazione nella misura piena di 1.000 euro.

Tempistiche di erogazione e conguaglio

L’accredito dei benefici partirà in automatico con la mensilità di ottobre 2026 senza bisogno di presentare domanda, in quanto l’Inps agirà direttamente come sostituto d’imposta. Le modalità di recupero delle somme maturate da inizio anno seguiranno due canali differenziati. Per la somma non imponibile, con il cedolino di ottobre 2026 verranno erogate anche le somme spettanti arretrate a decorrere dal 1° gennaio 2026. Per l’ulteriore detrazione, gli arretrati da inizio anno saranno definiti con il conguaglio fiscale di fine anno. Successivamente a tale fase iniziale, gli importi spettanti verranno corrisposti regolarmente su base mensile.