Il delitto di Garlasco potrebbe arrivare a un paradosso giudiziario impensabile fino a poco tempo fa: Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, potrebbe ritrovarsi parte civile in un eventuale processo contro Andrea Sempio per quello stesso delitto.
Per ora è soltanto uno scenario. Ma abbastanza concreto da essere già finito sul tavolo degli avvocati mentre si avvicina una delle scadenze più delicate della nuova inchiesta. Il supplemento istruttorio della Procura di Pavia dovrà infatti concludersi entro il 28 settembre. Poi potrebbero arrivare nuove decisioni dei magistrati. Ed è proprio in vista di quel momento che le difese stanno preparando le proprie mosse.
Stasi parte civile contro Sempio, Cataliotti prepara la battaglia
A mettere sul tavolo la questione è stato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio insieme ad Angela Taccia. Interpellato sull’eventualità che Stasi possa costituirsi parte civile qualora l’inchiesta arrivasse a un processo contro Sempio, il legale non ha nascosto che la questione è già stata studiata.
La posizione della difesa è netta. Cataliotti ha spiegato di essere pronto a «osteggiare, confrontarci, intralciare, impedire» una simile iniziativa. Il nodo è giuridicamente delicatissimo. Lo stesso Cataliotti evita di presentare come certa l’impossibilità per Stasi di entrare nel procedimento, ma sostiene che esistano dubbi sulla legittimità di una sua eventuale costituzione di parte civile. Una situazione quasi senza precedenti: un uomo condannato definitivamente per un omicidio che potrebbe chiedere di essere riconosciuto come parte danneggiata nel processo contro un’altra persona accusata dello stesso delitto.
La difesa di Sempio aspetta le consulenze della Procura
Sul tavolo resta soprattutto il futuro di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. La Procura ha disposto ulteriori approfondimenti che riguardano, tra gli altri elementi, la traccia della suola a pallini rinvenuta sulla scena del crimine e il Dna individuato sui margini ungueali della vittima.
La difesa aspetta di conoscere le conclusioni dei consulenti dell’accusa, ma Cataliotti assicura che il suo gruppo sta già lavorando alle controdeduzioni. «Le armi vanno affilate prima», ha spiegato usando una metafora, per poi chiarire: «Aspettiamo le consulenze avversarie e ci prepariamo già fin da oggi a controbattere». Secondo il legale, dopo la conclusione delle indagini dovrebbe aprirsi una finestra di venti giorni nella quale la difesa potrà depositare il proprio materiale.
De Rensis lavora alla revisione della condanna di Stasi
Ma mentre Sempio prepara la propria difesa, Alberto Stasi gioca una partita completamente diversa. I suoi avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari stanno lavorando alla possibilità di chiedere la revisione della sentenza definitiva. La difesa ha concentrato parte degli approfondimenti anche sul materiale genetico e segue inevitabilmente quanto sta emergendo dalla nuova indagine pavese.
I due binari potrebbero quindi incrociarsi: da una parte l’inchiesta su Sempio, dall’altra il tentativo di Stasi di ottenere la revisione della propria condanna. Ed è proprio questo incrocio a rendere esplosiva l’ipotesi della costituzione di parte civile.
Il duello tra De Rensis e Cataliotti
Il confronto tra i due schieramenti, almeno pubblicamente, resta per ora all’insegna della cortesia. Cataliotti ha parlato di De Rensis con «affetto» e «stima». Il legale di Stasi ha ricambiato definendo il collega un avvocato «bravo» e «preparato», precisando però che considerare legittime le sue argomentazioni non significa necessariamente condividerle.
Cataliotti ha risposto con una battuta: quando arrivano troppi complimenti dall’avversario, ha scherzato, bisogna cominciare a preoccuparsi. Dietro i sorrisi, però, la battaglia giudiziaria si prepara davvero.
La fine di settembre potrebbe segnare un nuovo spartiacque nel delitto che dal 13 agosto 2007 continua a dividere periti, avvocati e opinione pubblica. E per la prima volta potrebbe prendere forma uno scenario destinato a cambiare completamente la geometria del caso: Stasi e Sempio uno di fronte all’altro in un’aula di tribunale, ma questa volta su lati opposti rispetto a quelli immaginati per quasi vent’anni.







