Garlasco, a casa Stasi Chiara Poggi è ancora ovunque: «Foto in tutte le stanze e fiori davanti alle sue immagini»

Chiara Poggi e Alberto Stasi

Le fotografie di Chiara Poggi sono ancora lì. In tutte le stanze della casa della famiglia di Alberto Stasi. E davanti alle immagini della ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 ci sono fiori freschi, raccolti e sistemati nei vasi dalla madre dell’uomo condannato definitivamente a 16 anni per il suo omicidio.

È un particolare intimo e sorprendente quello raccontato dall’avvocata Giada Bocellari, legale di Stasi, che riporta alla luce un aspetto poco conosciuto della vicenda: il rapporto che i genitori di Alberto avrebbero continuato a mantenere con il ricordo della ragazza anche dopo quasi vent’anni di indagini, processi, assoluzioni, condanna e nuove inchieste. «Chiara in quella casa è dovunque, in tutte le stanze», ha raccontato Bocellari.

Le foto di Chiara Poggi nella casa della famiglia Stasi

La storia parte da lontano. Già nel 2011 Nicola Stasi, padre di Alberto, morto nel dicembre 2013, aveva raccontato pubblicamente quanto la presenza di Chiara fosse rimasta forte nella loro famiglia. All’epoca Alberto era stato assolto sia in primo sia in secondo grado. Suo padre spiegò che in casa c’erano cinque fotografie di Chiara e soltanto tre della famiglia. Ma soprattutto raccontò un gesto della moglie Elisabetta destinato a continuare negli anni.

Nel suo giardino, spiegava Nicola, crescevano centinaia di piante e rose. Ogni volta che sbocciava un fiore, sua moglie lo tagliava e lo sistemava davanti a una fotografia di Chiara. Quindici anni dopo, secondo quanto racconta Bocellari, quella consuetudine non sarebbe mai scomparsa. Anzi, le immagini sarebbero aumentate. «Nel 2011 lui parlava di cinque foto, attualmente ce ne sono molte di più», ha spiegato l’avvocata. «Quando mi è capitato di andare non ci sono solo rose, ci sono proprio vasetti con mazzi di fiori».

Bocellari: «La madre di Alberto non ha mai provato rancore»

Il particolare assume inevitabilmente un peso ancora maggiore pensando a tutto quello che è accaduto dopo quelle parole di Nicola Stasi. Alberto, assolto nei primi due gradi di giudizio, è stato successivamente condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata. Oggi la sua difesa sta lavorando alla possibilità di chiedere la revisione della sentenza mentre la nuova inchiesta della Procura di Pavia vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

Eppure, racconta Bocellari, il rapporto della madre di Stasi con il ricordo di Chiara sarebbe rimasto immutato. «La madre di Alberto è una persona che non ha mai, per come l’ho vissuta io, provato alcun tipo di rancore nei confronti della famiglia Poggi. Lei ha un ricordo meraviglioso di questa ragazza». Una posizione che, secondo l’avvocata, neppure la condanna del figlio avrebbe modificato: «L’esito processuale che ha riguardato suo figlio sotto questo profilo non l’ha spostata neanche di un millimetro».

Il dolore per Chiara e quello per la condanna di Alberto

Bocellari racconta però anche l’altra faccia di questi diciannove anni. Elisabetta Stasi avrebbe sofferto profondamente per alcune posizioni assunte nei confronti del figlio e ancora oggi, secondo la legale, faticherebbe a comprenderle. Due dolori che sembrano convivere nella stessa casa: quello per la morte di Chiara e quello di una madre che continua a stare accanto a un figlio condannato per averla uccisa.

Proprio per questo Bocellari rifiuta qualsiasi interpretazione psicologica del gesto e invita a lasciarlo nella sua dimensione privata. «Penso che i ricordi, il dolore o anche i ricordi belli siano qualcosa di talmente personale che ciascuno di noi si porta dentro e che quindi manifesta, a prescindere da tutto il resto, come sente».

«Chiara la porta nel cuore»

Poi arriva forse la frase più significativa. Bocellari parla della «preghiera per Chiara» della madre di Stasi come di qualcosa che appartiene esclusivamente alla sua sfera personale e che, proprio per questo, non dovrebbe essere sottoposto al giudizio degli altri. «La porta nel cuore ed è giusto così».

Mentre il caso Garlasco torna ancora una volta nelle aule giudiziarie e la nuova indagine cerca risposte scientifiche su quanto accadde nella villetta di via Pascoli, nella casa della famiglia Stasi è rimasto qualcosa che nessuna sentenza sembra avere cancellato. Le fotografie di Chiara sono ancora lì. Molte più delle cinque che Nicola Stasi contava nel 2011. E davanti a quelle immagini continuano a comparire i fiori.