Escort e Serie A, ecco i nomi grossi: Bastoni, Scamacca, Bellanova, Calafiori. E poi ancora Vlahovic, De Winter, Leao, Hakimi, Bisseck. L’inchiesta sul giro di escort a Milano entra nel vivo e mette nero su bianco una sequenza di nomi che tocca direttamente la Serie A e la Nazionale. Cognomi pesanti, riconoscibili, capaci di trasformare una vicenda giudiziaria in un caso mediatico di prima grandezza.
Ma il punto decisivo resta uno e va chiarito subito: nessuno dei calciatori citati nelle carte risulta indagato. Gli atti dell’inchiesta riportano nomi che emergono dalle intercettazioni o dalle ricerche degli investigatori, senza attribuire responsabilità dirette. In diversi casi, si tratta semplicemente di citazioni fatte nelle conversazioni, talvolta anche per impressionare gli interlocutori.
I nomi citati nelle carte: Inter, Milan e altri club
Gli atti dell’inchiesta riportano una serie di nomi che non indicano un coinvolgimento diretto, ma compaiono nelle intercettazioni o nelle ricerche degli inquirenti. Tra questi figurano Bastoni, Bellanova, Bisseck, Hakimi, Coutinho, Skriniar e Carlos Augusto per l’Inter. Per il Milan emergono De Winter, Leao, Giroud e Menez.
È fondamentale chiarire che questi nomi non provano un collegamento con il presunto sistema. Le carte li riportano perché compaiono nelle conversazioni o nelle analisi investigative, ma non li associano a responsabilità.
Gli altri riferimenti: Juve, Atalanta, Lazio e Calafiori
L’indagine si allarga anche ad altri club. I locali del circuito Ma.De Milano attiravano giocatori in trasferta e questo porta a ulteriori riferimenti. La parola chiave “Calafiori” rimanda a un calciatore dell’Arsenal e della Nazionale. Per la Juventus emergono Huijsen, Vlahovic e Arthur Melo, oltre a un generico riferimento ad “Alvaro”.
Le ricerche portano anche verso l’Atalanta con i nomi Scamacca e Ruggeri, mentre per la Lazio compare Nuno Tavares, oltre a Daniel Maldini già citato.
Anche in questo caso il principio resta lo stesso: la presenza di questi nomi nelle carte non dimostra alcun coinvolgimento. Gli inquirenti li registrano come elementi emersi dalle intercettazioni o dalle parole chiave, e in diversi casi potrebbero trattarsi semplicemente di citazioni fatte durante le conversazioni.
I nomi più diretti: Stankovic, Maldini, Pedersen, Volpato e Niasse
Accanto ai riferimenti più ampi, le carte riportano anche alcuni nomi più direttamente collegati alle conversazioni intercettate. Tra questi spicca Dejan Stankovic, ex Inter e Lazio, insieme a Daniel Maldini. Restano visibili anche Marcus Pedersen del Torino e Christian Volpato del Sassuolo. Nella richiesta della pm compare inoltre Cheikh Niasse, centrocampista del Verona.
Un episodio in particolare attira l’attenzione: il 17 novembre, all’hotel Il Duca, una ragazza chiede a un’amica di procurarle i “palloncini”, cioè il gas esilarante. Un dettaglio che inserisce nelle serate anche il tema delle sostanze utilizzate per lo sballo.
Non solo calcio: Formula 1 e altri sport
Le intercettazioni allargano ulteriormente lo scenario. In una conversazione compare il riferimento a un pilota di Formula 1 in arrivo a Milano e alla richiesta di una escort. In un altro passaggio emergono anche contatti con giocatori di hockey, a conferma di un circuito che va oltre il calcio.
Al centro dell’indagine si muove l’organizzazione che ruota attorno alla Ma.De Milano, con Emanuele Buttini e Deborah Ronchi insieme ai collaboratori Alessio Salamone e Amilton Fraga.
Il punto fermo: nomi pesanti, ma nessuna accusa
Il quadro resta delicato e va letto con attenzione. I nomi fanno rumore, perché riguardano giocatori di Inter, Milan, Juventus, Atalanta, Lazio e altri club, ma non si accompagnano ad accuse. L’inchiesta punta sugli organizzatori del presunto sistema, non sui clienti.
Eppure l’effetto mediatico resta inevitabile. Quando nelle carte compaiono cognomi di questo livello, la vicenda supera i confini della cronaca giudiziaria e investe direttamente il mondo del calcio. Anche una semplice citazione, in un contesto simile, basta a far esplodere il caso.







