Roma torna a stringersi forte attorno alla famiglia dell’attore Gigi Proietti, scomparso nel 2020, perché oggi ci lascia anche lei: Sagitta Alter, la donna che per quasi sessant’anni è stata l’ombra, la forza e il porto sicuro del “Mattatore”. Una storia d’amore d’altri tempi, vissuta con una discrezione ferrea che ha protetto uno dei legami più solidi e autentici dello spettacolo italiano. Sagitta Altair è deceduta a 85 anni nel suo appartamento romano sulla Cassia. Secondo quanto appreso, a risultare fatale sarebbe stato un malore che l’aveva colpita alcune settimane fa.
Dalla Svezia a Roma
Era il 1962 quando Sagitta Alter, giovane guida turistica svedese arrivata nella Capitale per scoprirne le bellezze, incrociò lo sguardo di un allora giovanissimo Gigi Proietti. Non fu un set cinematografico a fare da cupido, ma una pista da ballo.
Gigi amava ricordare l’inizio di tutto con la sua solita ironia: un Hully Gully galeotto che diede il via a un corteggiamento serrato. Da quel momento, Sagitta non lasciò più Roma, scegliendo di restare accanto a quel giovane attore talentuoso ma ancora lontano dal successo planetario. Mentre Gigi Proietti incendiava i palcoscenici con la sua verve pirotecnica, lei sceglieva il cono d’ombra, diventando il pilastro di una famiglia unita e complice.

Perché Sagitta e Gigi non si sono mai sposati?
Uno dei tratti più distintivi della loro unione è stata la scelta, radicale per l’epoca e mantenuta fino all’ultimo, di non sposarsi mai. Cinquantotto anni insieme senza mai pronunciare il “sì” davanti a un altare o in un ufficio di stato civile.
“All’inizio perché non credevamo nell’istituzione del matrimonio, poi perché ci sembrava superfluo”, aveva confessato Sagitta in una rara intervista. Proietti, con la sua proverbiale scaramanzia, rincarava la dose definendosi scherzosamente un “antico concubino”: “Siamo andati bene finora, perché dovremmo cambiare?”. Un legame che non ha avuto bisogno di fedi al dito per generare una famiglia solida, con la nascita delle due figlie, Carlotta e Susanna, che oggi ne piangono la scomparsa insieme a tutta la città.
Sagitta e l’impegno per la Fondazione Gigi Proietti
Dopo il 2 novembre 2020, giorno della scomparsa di Gigi, Sagitta insieme alle sue due figlie Carlotta e Susanna Proietti, aveva dedicato ogni energia a onorarne il lascito artistico. Non si era limitata al dolore privato, ma si era spesa in prima persona per la nascita della Fondazione Gigi Proietti.
Il suo obiettivo era chiaro: proteggere l’identità del grande attore attraverso borse di studio, la gestione del Globe Theatre di Villa Borghese e l’organizzazione del premio a lui dedicato. Fino all’ultimo, Sagitta è stata la “sentinella” della memoria di Gigi, assicurandosi che il suo genio continuasse a formare le nuove generazioni di attori e registi. Con la sua scomparsa, si chiude definitivamente un capitolo di storia romana fatto di eleganza, amore, e infinita riservatezza. Con lei se ne va l’altra metà della memoria storica e affettiva di Gigi Proietti.







