Nel caso Garlasco entra in scena anche Bugalalla Crime. Francesca Bugamelli, creator del noto canale di cronaca, ha deciso di intervenire direttamente sul nodo dei soliloqui di Andrea Sempio del 14 aprile 2025 e ha contestato la ricostruzione secondo cui quei discorsi sarebbero nati dalla lettura di commenti pubblicati sotto alcuni suoi video YouTube. Il punto è delicato, perché quei soliloqui rappresentano uno dei passaggi più discussi della nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi e la loro origine può incidere sul modo in cui vengono interpretati.
Il nodo dei commenti sotto i video di Bugalalla Crime
Secondo quanto spiegato da Bugamelli in un contributo audio inviato alla trasmissione Ignoto X, condotta da Pino Rinaldi, la prima versione circolata in tv sosteneva che Sempio stesse commentando il contenuto di un suo video. Una ricostruzione che la creator dice di avere smentito subito: «Inizialmente si era indicato in alcuni programmi televisivi che Andrea in realtà commentava quello che io avevo detto durante il video. Ma questo è stato subito smentito dalla sottoscritta, in quanto il video non parlava di chiavette USB o dei video intimi di Chiara Poggi».
In seguito, sempre secondo Bugamelli, la spiegazione sarebbe cambiata: Sempio non avrebbe più commentato il video, ma alcuni messaggi lasciati dagli utenti sotto quel contenuto. Anche questa ipotesi, però, viene contestata dalla creator: «Si è poi corretto il tiro, affermando che Sempio commentava ad alta voce dei commenti sotto quel video, ma anche questo lo abbiamo smentito, essendo video e commenti assolutamente pubblici».
La verifica sui commenti indicati in televisione
Bugamelli racconta di avere controllato direttamente i messaggi mostrati in una trasmissione televisiva, secondo cui Sempio avrebbe commentato frasi apparse sotto tre video diversi pubblicati il 15, 17 e 20 marzo 2025. Il risultato, a suo dire, non confermerebbe quella ricostruzione: «Per cui siamo andati a controllare e per vari fattori questo non è risultato possibile».
Il primo problema riguarda il solo commento rintracciato su YouTube, quello del 17 marzo. Secondo la creator, per arrivarci Sempio avrebbe dovuto scorrere un numero enorme di messaggi: «Intanto, abbiamo trovato solo il commento del 17 marzo 2025, il quale, per essere trovato, letto e commentato da Andrea Sempio, richiedeva molto tempo, dato che prima di quello vi erano oltre 300 commenti».
Il dettaglio di Twitch che cambia la ricostruzione
Il passaggio più forte della contestazione riguarda però gli altri due commenti indicati in tv. Secondo Bugamelli, non sarebbero commenti YouTube, ma messaggi scritti in diretta su Twitch il giorno prima delle date citate: «In aggiunta, gli altri due commenti indicati durante quel programma non erano nemmeno di YouTube, ma sono i commenti che vengono scritti in diretta su altra piattaforma che si chiama Twitch il giorno prima delle date indicate».
La differenza non è secondaria, perché quei messaggi non restano normalmente visibili sotto i video pubblicati su YouTube. «Sono, inoltre, messaggi che poi scompaiono sullo schermo e non si ritrovano sotto i video di YouTube», ha aggiunto la creator.
«Non poteva trattarsi della lettura di quattro commenti»
Alla luce di queste verifiche, Bugamelli esclude che il lungo discorso registrato il 14 aprile possa essere spiegato con la lettura casuale dei commenti indicati: «Possiamo affermare quindi con certezza che Andrea Sempio non poteva fermare il mio podcast e poi iniziare un discorso continuo, senza soste, come riflessione a quattro commenti, di cui uno era sotto 300 commenti e gli altri nemmeno su YouTube».
La creator sottolinea anche la quantità complessiva dei messaggi presenti sotto i contenuti analizzati: quasi 5.000 commenti distribuiti su tre video. Un dato che, secondo lei, rende ancora meno plausibile l’ipotesi di una lettura casuale capace di generare un discorso lungo, coerente e senza interruzioni.
La disponibilità alla Procura di Pavia
Nella parte finale del suo intervento, Bugamelli ha messo a disposizione degli inquirenti un elemento tecnico non secondario. La sua società, proprietaria del canale YouTube, può infatti accedere alle proprietà dei singoli contenuti, informazioni non visibili agli utenti esterni e nemmeno ai difensori di Andrea Sempio.
«Dato che la mia società è proprietaria del canale e, a differenza degli utenti esterni, inclusi i difensori di Andrea Sempio, solo noi possiamo vedere le proprietà dei contenuti di ogni singolo video», ha spiegato. Poi l’apertura agli investigatori: «Se la Procura di Pavia vorrà verificare questo dato, noi siamo assolutamente disponibili a dare loro accesso».
Il caso, quindi, si sposta ancora una volta dai contenuti alle verifiche tecniche. Perché se davvero quei commenti non erano disponibili nel modo indicato, la spiegazione dei soliloqui come semplice reazione a messaggi trovati sotto i video di Bugalalla Crime rischia di perdere forza. E nel caso Garlasco, ormai, anche il percorso digitale di un commento può diventare un tassello dell’inchiesta.







