Le trenta coltellate di Milano Certosa e la gang dei Latin King

Gianluca Ibarra Silvera ucciso dai Latin King a Milano Certosa

Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne morto la sera del 26 maggio in ospedale dopo essere stato accoltellato in stazione Certosa a Milano, è stato assalito da “17 soggetti, in gran parte vestiti di nero, i quali si presentavano come facenti parte di una banda denominata ‘Latin King’”.

Gianluca Ibarra Silvera aveva 22 anni e nessun legame con le gang

La lite, “iniziata al di fuori della stazione Milano Certosa”, è proseguita “lungo i binari del treno in direzione Pioltello” dove “il gruppetto di sudamericani”, dopo aver rincorso la vittima che era insieme al fratello e a un amico “urlandogli in lingua spagnola ‘fermatevi, figli di puttana, stronzi’” ha iniziato “a lanciare sassi, bottiglie e coltelli, provocando la caduta di Ibarra Silvera”, sul quale poi il gruppo “si accaniva accoltellandolo circa una trentina di volte e successivamente scaraventandolo nell’intercapedine esistente tra la sponda dei binari ferroviari e la parete di cinta della stazione ferroviaria”.

È quanto si legge nel decreto di fermo firmato dal pm Elio Ramondini che coordina le indagini sul delitto.

Il reportage di un giornale salvadoregno sulle gang latine di Milano

Ma chi sono i Latin Kings? Il settimanale «Internazionale» pubblica il 24 aprile 2016 uno dei migliori reportage sul fenomeno delle gang di latinos. L’autore è il giornalista salvadoregno Roberto Valencia, reporter di «El Faro». L’inviato si reca in Questura a Milano e spiega: “Nel 2005, poco dopo l’identificazione delle prime “gang latine”, nella polizia italiana è nata una sezione per combattere questo tipo di organizzazioni criminali straniere. Oggi è composta da una ventina di professionisti che monitorano, studiano, analizzano e contrastano le gang con delle operazioni sul campo. Il responsabile della sezione è Paolo Lisi: «Ci siamo resi subito conto che gli scontri violenti tra gang latine non erano episodi sporadici”.

A Milano filiali delle gang transnazionali più pericolose

A Milano, per la sua natura di capitale industriale e quindi di polo migratorio, sono nate filiali delle gang transnazionali come Latin Kings, Ñetas, Bloods e Trinitarios, ma anche gruppi locali come Comandos, Trébol o Latin Forever. La Mara Salvatrucha e il Barrio 18 sono entrate nel radar della polizia di Stato più tardi, non prima del 2008, ma oggi sono sicuramente quelle che destano più preoccupazione.

«La mentalità del marero salvadoregno è diversa da quella di chi arriva da altri Paesi, peggio ancora quando parliamo di quelli che sono stati iniziati in Salvador», dice Marco Campari, uno degli agenti più esperti del gruppo. Lisi e Campari usano con sorprendente precisione il gergo delle gang, fatto di parole che anche il salvadoregno medio ha difficoltà a definire con accuratezza. «La mentalità è più violenta», spiega Lisi. «Uccidere un rivale è una cosa normalissima».

Gli investigatori: hanno una mentalità assolutamente mafiosa


«Pensate che possano integrarsi nella società?» chiede Valencia agli investigatori milanesi. «Non credo» dice Campari. «Le altre gang, forse, ma non la Mara Salvatrucha o il Barrio 18».
«Sono diversi», riprende la parola Lisi. «I Latin Kings o i Trinitarios, per esempio, sono gang criminali, ma portano avanti un discorso di orgoglio nazionale, di solidarietà interna. Le gang del Salvador no; per esperienza, direi che hanno una mentalità assolutamente mafiosa».