Gabriele Parpiglia non è mai stato un giornalista disposto a scegliere la strada più comoda. Ha costruito buona parte della sua carriera andando a cercare le storie dove spesso gli altri preferivano fermarsi, mettendoci la faccia e pagando talvolta personalmente il prezzo delle sue battaglie. Oggi, 5 ottobre, alle 18.30, alla Feltrinelli Duomo di Milano, presenta “Sotto attacco di hater”, il nuovo libro pubblicato da Mursia, insieme a Desirée Maldera.
Il titolo non lascia molto spazio alle interpretazioni. Questa volta Parpiglia entra nel territorio dell’odio digitale, delle campagne social, degli insulti seriali e di quella violenza apparentemente immateriale che può invece produrre conseguenze pesantissime nella vita di chi la subisce.
Gabriele Parpiglia e il nuovo libro contro gli hater
“Sotto attacco di hater” nasce dall’esperienza di un giornalista che conosce molto bene il potere dei social, nel bene e nel male. Parpiglia racconta cosa accade quando la critica supera il confine e diventa accanimento, quando dietro un profilo e uno schermo qualcuno si sente autorizzato a colpire senza limiti e quando centinaia o migliaia di messaggi finiscono per entrare nella vita privata di una persona.
Una frase scelta per raccontare il progetto sintetizza perfettamente il problema: «Un insulto lo reggi. Mille ti condizionano la vita». Ed è proprio quella moltiplicazione dell’odio a diventare il cuore del libro. Non soltanto il singolo commento feroce, quindi, ma l’effetto cumulativo di una pressione continua che può accompagnare una persona dal momento in cui accende il telefono fino a quando prova a dormire.
Dal panico all’odio social, la battaglia personale di Parpiglia
Non è la prima volta che Parpiglia trasforma una parte dolorosa della propria esperienza in materia narrativa. Con “Sotto attacco di panico. La mia storia, il mio burnout, la mia ripartenza” aveva già scelto di raccontare senza protezioni il crollo, l’ansia, il burnout e il percorso necessario per rimettersi in piedi.
Prima ancora erano arrivati altri libri nei quali il giornalismo, il racconto dei sentimenti e l’osservazione del mondo dello spettacolo si erano mescolati alla narrativa. Un percorso che conferma una caratteristica precisa dell’autore: Parpiglia non usa la scrittura soltanto per raccontare gli altri, ma anche per esporsi personalmente quando ritiene che una vicenda possa diventare qualcosa di più grande della propria esperienza.
Con il nuovo libro il bersaglio cambia, ma il coraggio dell’operazione resta lo stesso. Perché parlare degli hater significa anche interrogarsi su una deformazione ormai quotidiana della comunicazione: persone reali trasformate in bersagli, vite private processate in pubblico e parole lanciate con una leggerezza che spesso scompare quando dall’altra parte dello schermo bisogna guardare qualcuno negli occhi.
Oggi la presentazione a Milano
L’appuntamento di oggi, 5 ottobre, alle 18.30 alla Feltrinelli Duomo di Milano, diventa così qualcosa di più della semplice presentazione di un libro. Al centro ci sarà inevitabilmente il rapporto tra social network, informazione, personaggi pubblici e violenza verbale, ma soprattutto ciò che accade quando l’odio virtuale smette di essere virtuale e comincia a produrre conseguenze nella vita quotidiana.
Parpiglia conosce quel mondo dall’interno. Giornalista ben noto, autore televisivo e scrittore, negli anni ha attraversato cronaca rosa, spettacolo e costume senza rinunciare a inchieste, scontri e prese di posizione che spesso lo hanno esposto in prima persona. Ed è proprio questa esperienza a rendere “Sotto attacco di hater” qualcosa di diverso da una riflessione teorica sul lato oscuro dei social.
Il punto, in fondo, è semplice: dietro ogni account preso di mira continua a esserci una persona. E quando gli insulti diventano cento, mille, diecimila, spegnere lo smartphone non basta più.







