Malpensa diventa l’aeroporto Silvio Berlusconi, ma Sala diserta e gela Salvini: «Dovevo venire con un finto sorriso?»

Il grande sogno di Silvio Berlusconi

Da oggi Malpensa è ufficialmente l’aeroporto Milano-Malpensa Silvio Berlusconi. La targa è stata scoperta al Terminal 1, le massime cariche del centrodestra hanno celebrato l’ex presidente del Consiglio e la famiglia ha parlato di «orgoglio» e «emozione». Ma alla cerimonia c’era anche un’assenza abbastanza ingombrante da finire quasi immediatamente al centro della giornata: quella del sindaco di Milano Giuseppe Sala.

A sottolinearla ci ha pensato Matteo Salvini, che dal palco ha espresso «un minimo di dispiacere per gli assenti». Sala non ha fatto finta di non capire e soprattutto non ha cercato una formula diplomatica per giustificarsi: «Ho lottato contro questa decisione. Cosa avrei dovuto fare? Essere presente, con un finto sorriso? Oppure essere presente e ribadire i miei distinguo?».

Insomma, Malpensa prende il nome di Silvio Berlusconi e la vecchia divisione politica attorno alla figura del fondatore di Forza Italia riemerge puntualmente proprio nel giorno in cui il suo nome entra ufficialmente nella denominazione del principale aeroporto lombardo.

La targa al Terminal 1: Malpensa diventa ufficialmente «Silvio Berlusconi»

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente del Senato Ignazio La Russa, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e Paolo Berlusconi, fratello dell’ex premier.

Per chi viaggia, almeno nell’immediato, cambia molto meno di quanto possa suggerire la nuova denominazione. Il codice Iata resta MPX e per ora non cambiano neppure le indicazioni stradali che conducono allo scalo. A sancire materialmente l’intitolazione è la targa scoperta al Terminal 1.

Il cambiamento diventerà però sempre più familiare attraverso gli annunci e la comunicazione dello scalo: «Gentili viaggiatori, stiamo per atterrare all’aeroporto Malpensa Silvio Berlusconi di Milano». Una formula destinata inevitabilmente a entrare nell’abitudine di milioni di passeggeri.

Marina Berlusconi: «Che nome migliore potrebbe avere un ponte così?»

A celebrare l’intitolazione è stata Marina Berlusconi, che ha affidato alle sue parole il significato familiare della giornata: «La consapevolezza che l’aeroporto Milano-Malpensa Silvio Berlusconi accoglierà ogni giorno migliaia di viaggiatori provenienti da tutto il mondo mi riempie di orgoglio e di emozione. Che nome migliore potrebbe avere, un ponte così, se non quello di Silvio Berlusconi?».

La presidente di Fininvest ha ricordato il padre come «un uomo che ha sempre cercato il dialogo con tutti» e ha legato simbolicamente la sua figura alla natura stessa di un aeroporto: «Mio padre ha trascorso la vita guardando avanti e lontano. Mi piace pensare che, da oggi, il suo nome darà il benvenuto a chi giunge da altri Paesi e accompagnerà chi decolla verso nuove destinazioni».

Anche Paolo Berlusconi ha insistito sul rapporto tra il fratello, Milano e l’Europa: «La nostra patria è l’Italia, soleva dire, ma il nostro futuro è l’Europa». Quindi il ringraziamento per un riconoscimento che, secondo Paolo Berlusconi, lega definitivamente il nome dell’ex premier alla sua città: «Oggi Silvio non c’è più ma è più vivo che mai».

Salvini vede il posto vuoto di Sala: «Dispiace per gli assenti»

Poi la cerimonia è inevitabilmente scivolata sul terreno politico. Salvini ha assicurato che «questa non è una giornata politica», presentando Berlusconi soprattutto come «uno dei più grandi imprenditori italiani», ma non ha rinunciato a sottolineare l’assenza del sindaco di Milano.

«Un minimo di dispiacere per gli assenti», ha detto il ministro dei Trasporti.

Salvini ha poi accostato Berlusconi a Umberto Bossi, ricordando come i due fossero «persone lontane, ma anche molto vicine», e ha utilizzato la cerimonia per richiamare quella che considera una delle principali eredità politiche dell’ex premier: la capacità di dialogare.

Il leader della Lega ha ricordato anche la stretta di mano del 2002 tra Berlusconi, George W. Bush e Vladimir Putin e ha sostenuto che oggi servirebbe nuovamente quello «spirito di unione»: «È un momento in cui occorre equilibrio, nervi saldi e riavvicinare le parti in conflitto e Silvio Berlusconi era un maestro assoluto».

Ha quindi chiuso recuperando uno degli slogan più celebri del fondatore di Forza Italia: «L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio. L’invidia passa sempre, l’amore resta».

Sala non arretra: «Ho lottato contro questa decisione»

Se Salvini aveva cercato la reazione, l’ha ottenuta. Sala ha rivendicato apertamente la propria assenza e ha ricordato di essersi opposto fin dall’inizio all’intitolazione.

«Cosa avrei dovuto fare? Essere presente, con un finto sorriso? Oppure essere presente e ribadire i miei distinguo?», ha replicato il sindaco, rivendicando una questione di coerenza personale: «Sono un uomo coerente e cerco di ricordarmene ogni giorno».

Sala ha anche spiegato dove si trovasse mentre a Malpensa veniva scoperta la targa dedicata a Berlusconi. Indossando la fascia di sindaco metropolitano, partecipava a Inveruno all’inaugurazione di una piazza dedicata a Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia nel 1980.

«Ho preferito essere lì», ha concluso.

Due cerimonie, due figure della storia italiana e due scelte che raccontano anche plasticamente una distanza politica mai ricomposta. A Malpensa il centrodestra celebrava Silvio Berlusconi e consegnava definitivamente il suo nome allo scalo internazionale milanese. Sala, che quell’intitolazione l’aveva combattuta, ha scelto di non partecipare alla fotografia di famiglia. E quando Salvini glielo ha fatto notare, non ha cercato scuse: un «finto sorriso», ha fatto capire il sindaco, sarebbe stato peggio di una sedia vuota.