Mara Venier non molla Domenica In: il “terrore” della Rai sulla successione. Nomi ipotizzati non offrono la stessa garanzia: i grandi numeri

Mara Venier, credit photo @raiplay

Il colpo di scena è servito, ma dietro la probabile riconferma di Mara Venier a Domenica In non c’è solo l’amore per il pubblico che segue con molto piacere la trasmissione della domenica pomeriggio della zia Mara. C’è chi gioisce nel rivederla in tv a settembre e chi invece sborbotta perché ha voglia di vedere volti nuovi alla conduzione dei programmi Rai.

Ma tra i corridoi di Viale Mazzini pullula la consapevolezza che la Rai non ha un piano B. Nonostante si rincorressero da mesi i rumors di addio, l’ipotesi di una successione sembra essere naufragata davanti al rischio più grande per la TV di Stato: il crollo verticale dei telespettatori.

La successione spaventa i vertici

Per mesi il nome di Alberto Matano è stato dato per certo come erede naturale, anche lui molto amato dai telespettatori feriali. Eppure, secondo le ultime indiscrezioni di Dagospia, il passaggio di testimone è congelato. Perché? La risposta sta nei numeri. Sebbene Matano sia il re del pomeriggio feriale, la domenica è un’altra arena, più complessa e popolare.

I nomi rimbalzati negli ultimi mesi sembrerebbero non offrire la stessa garanzia della Zia Mara. Il timore dei vertici Rai è che un cambio di guardia troppo brusco possa far fuggire una grande fetta di telespettatori affezionati e abituati, da 17 edizioni, al “salotto” di Mara Venier. In poche parole: senza la Venier, il rischio che la domenica pomeriggio si trasformi in un deserto di ascolti è altissimo. Ma verrà il tempo in cui Mara non ce la farà più. Allora perché la Rai non si prepara con largo anticipo ad una degna successione?

Rai risucchiata nel “vortice Venier”

Come farà mamma Rai a uscire da quello che ormai appare come un vero e proprio “vortice Venier”? Ogni anno la conduttrice annuncia stanchezza, e ogni anno Viale Mazzini torna a bussare alla sua porta. La verità è che la dirigenza sembra impossibilitata di costruire un’alternativa credibile che non faccia rimpiangere la padrona di casa.

L’incontro prossimo previsto tra il direttore del daytime Angelo Mellone e il manager Beppe Caschetto servirà a blindare la 18esima edizione di Domenica In, nonché la nona consecutiva per Venier. Ma è una vittoria, perché confermare Mara significa solo rimandare il problema di un altro anno, confermando la fragilità di una rete che non riesce a rinnovarsi senza tremare davanti ai dati Auditel.

Format rivoluzionato per salvare lo share

Se la Venier resta, il programma però potrebbe cambiare pelle. Le indiscrezioni parlano di una Rai pronta a mettere mano al format, introducendo una nuova linea editoriale e una scrittura differente. L’obiettivo sarebbe quello di modernizzare il prodotto senza perdere l’identità che Mara gli ha cucito addosso durante tutti questi anni.

Si parla di un ritmo più dinamico e contenuti più freschi, nel tentativo disperato di agganciare anche un pubblico più giovane, finora distante dal contenitore domenicale. Ma resta una domanda di fondo: basterà cambiare qualche rubrica per garantire il futuro di Domenica In o la Rai sta solo cercando di guadagnare tempo, terrorizzata dall’idea che, una volta uscita Mara, si spengano le luci sulla domenica di Rai 1?