Ci mancava solo Fabrizio Corona. E infatti è arrivato. Nel pieno delle polemiche che da settimane agitano il calcio italiano tra scommesse, scandali, sospetti, escort e veleni attorno ai procuratori, l’ex re dei paparazzi torna con la nuova edizione di “Falsissimo” e promette addirittura una nuova “Calciopoli 2”. Il risultato è una puntata piena di nomi, accuse, retroscena e provocazioni sparate a raffica, dove il confine tra inchiesta, spettacolo e gossip resta sottilissimo.
Corona parla per oltre un’ora di un presunto sistema malato che coinvolgerebbe procuratori, direttori sportivi, calciatori e ambienti della Serie A. Fa nomi e cognomi, li ripete, li mostra in video e si assume apertamente la responsabilità di quello che dice. Ma il racconto resta costruito soprattutto su testimonianze, dichiarazioni, audio, frasi ad effetto e ricostruzioni che lui presenta come verità interne al sistema calcio.
Escort, van privati e “palloncini”: il racconto dell’autista
La parte più esplosiva della puntata riguarda i presunti festini organizzati da alcuni calciatori. Corona costruisce il racconto attorno alla testimonianza di un presunto autista di un ex giocatore del Milan, che avrebbe descritto un mondo fatto di escort, ragazze immagine, locali privati e uso di “palloncini”.
«Alcuni calciatori avevano una ragazza di riferimento che chiamava prostitute e ragazze immagine per divertirsi», racconta Corona durante la trasmissione. Poi aggiunge: «Molte volte le tariffe arrivavano fino a 2500 euro, partendo da 1500 a ragazza». E subito alza ulteriormente il tono: «Questo reato si chiama induzione alla prostituzione».
Secondo il racconto proposto in puntata, un ex calciatore del Milan avrebbe avuto il ruolo centrale nell’organizzazione delle serate. «Il calciatore in questione organizzava festini col suo van privato, era il capo», dice Corona. Poi allarga il giro: «Con lui c’erano calciatori del Milan e dell’Inter, ma anche due big della Nazionale e un noto dirigente sportivo che facevano uso di palloncini».
“Si sentivano campioni con le prostitute”
Corona insiste a lungo sul tema dei “palloncini”, descritti come simbolo dello sballo notturno di alcuni giocatori. «I palloncini danno una sensazione di sballo», racconta, spiegando che secondo l’autista alcuni calciatori ne avrebbero fatto uso persino prima delle partite.
Il passaggio più surreale arriva quando parla delle serate private organizzate dai giocatori. «Durante le serate molti calciatori mettevano l’inno della Champions per festeggiare: si sentivano campioni non in campo, ma con le prostitute in locali di basso livello», dice Corona.
Il tono della puntata resta volutamente esasperato, provocatorio e pieno di immagini forti. Corona alterna racconti, battute, insulti, accuse e riferimenti continui al presunto degrado morale del calcio italiano moderno.
La “Calciopoli 2” dei procuratori
Il secondo grande filone della trasmissione riguarda il sistema dei procuratori. Qui Corona prova a costruire la sua “Calciopoli 2”, sostenendo che il vero potere del calcio italiano oggi non starebbe più negli arbitri ma negli agenti sportivi e nei rapporti con direttori sportivi e club.
A pronunciare le accuse più dure è Enzo Raiola. «Oggi il giocatore che va avanti in Italia è quello che paga la mazzetta ai direttori», dice nel corso della trasmissione. Poi aggiunge: «In Italia il 70-80% dei ds mangiano tutti».
Secondo il racconto proposto in puntata, molti procuratori pagherebbero famiglie, intermediari o società collegate pur di assicurarsi giovani talenti. «Noi procuratori per accaparrarci un giocatore interessante paghiamo la famiglia sotto forma di società d’immagine», afferma ancora Raiola.
Corona usa queste dichiarazioni per sostenere che il calcio italiano sarebbe governato da un sistema di favori, rapporti opachi e interessi economici che nulla avrebbero a che fare con il merito sportivo.
Da Tonali a Leao, fino a Theo Hernandez
Nel corso della puntata Corona tira in ballo numerosi calciatori, parlando di scommesse, vita notturna, escort e comportamenti fuori dal campo. Cita Sandro Tonali, Nicolò Fagioli, Rafael Leao, Theo Hernandez, Dusan Vlahovic e altri giocatori della Serie A, spesso usando toni durissimi e offensivi. Senza però portare prove a suo sostegno.
Particolarmente pesante il passaggio su Theo Hernandez, che Corona descrive come protagonista di serate private, uso di palloncini e comportamenti aggressivi. Corona mostra l’intervista al suo autista e un video. In altri momenti attacca Leao accusandolo di pensare più alla moda e alla musica che al calcio, mentre su Vlahovic ironizza sulle sue abitudini private e sui social.
Il tono resta quello tipico di “Falsissimo”: aggressivo, teatrale, costruito per scioccare e far discutere.
L’attacco a Jannik Sinner
In mezzo al caos del calcio, Corona trova spazio anche per attaccare Jannik Sinner. Nessuno scandalo, nessuna accusa particolare: soltanto una critica personale al numero uno del tennis mondiale.
«Non ti trasmette nulla», dice parlando di Sinner. Poi rincara: «È talmente robotico, senza sentimenti che ti fa passare la voglia di guardarlo».
Un giudizio che sembra inserito soprattutto per alimentare polemiche e aumentare il rumore mediatico della puntata. Per Corona, Sinner rappresenterebbe l’opposto del campione carismatico e passionale che lui dice di rimpiangere.
Una puntata costruita per fare rumore
La nuova puntata di “Falsissimo” appare soprattutto come un gigantesco contenitore di accuse, provocazioni e frasi studiate per incendiare il dibattito. Corona fa nomi, si assume ogni responsabilità di ciò che dice e rilancia continuamente il tono dello scontro. Ma il cuore della trasmissione resta costruito su racconti, testimonianze, insinuazioni e dichiarazioni fortissime che spesso puntano più all’effetto mediatico che alla ricostruzione rigorosa dei fatti. E di prove, ovviamente, nessuna.
Ed è proprio questo il meccanismo che trasforma “Falsissimo” in uno show impossibile da ignorare: metà inchiesta, metà spettacolo, sempre sopra le righe.







