La Rai risponde con fermezza alle critiche sollevate da Tiziana Baudo e conferma la propria linea sulla decisione di intitolare a Pippo Baudo il nuovo impianto produttivo di Saxa Rubra. Dopo le polemiche emerse a seguito dell’inaugurazione ufficiale, Viale Mazzini ribadisce che l’omaggio a uno dei volti più rappresentativi della televisione italiana deve saper parlare alle nuove generazioni e accompagnare lo sviluppo futuro dell’azienda. A prendere la parola è stata la consigliera d’amministrazione Simona Agnes, promotrice dell’iniziativa, che ha definito la cerimonia un momento di intensa memoria collettiva, sottolineando come la scelta miri a custodire l’eredità professionale del conduttore all’interno di un piano strategico volto a potenziare le strutture aziendali.
Le accuse di Tiziana Baudo e il ricordo del legame con lo storico teatro
Una posizione che si scontra direttamente con le dichiarazioni di Tiziana Baudo, visibilmente contraria alla contemporanea dismissione del Teatro delle Vittorie. La figlia del presentatore ha ricordato come il padre si fosse battuto in prima persona affinché lo storico impianto romano rimanesse patrimonio della televisione pubblica e non venisse trasformato in una struttura commerciale. Per Tiziana Baudo la sala di via Col di Lana rappresenta il vero simbolo della carriera paterna e di un’epoca d’oro dell’intrattenimento, motivo per cui l’intitolazione del nuovo centro di Saxa Rubra non può essere considerata un riconoscimento equivalente o proporzionato alla storia del grande conduttore.
I costi di ristrutturazione e il piano di dismissione immobiliare
Dal canto suo la dirigenza televisiva motiva la vendita del Teatro delle Vittorie con precise ragioni di sostenibilità economica e vincoli di bilancio. Come evidenziato dalle pagine del Corriere della Sera, la struttura necessita di radicali interventi di manutenzione straordinaria a causa di impianti obsoleti, problemi di impermeabilizzazione e complessità gestionali legate alla collocazione dell’immobile all’interno di un condominio residenziale. I costi stimati per la ristrutturazione e l’adeguamento tecnologico ammontano a circa sette milioni di euro, cifra che ha spinto i vertici aziendali a inserire il bene nel piano di dismissione del patrimonio immobiliare.
Il bando d’asta e le ipotesi sul futuro della struttura
Il bando per la cessione della storica sede televisiva, con una base d’asta fissata a sette milioni di euro, ha chiuso i termini di partecipazione e la Rai ha avviato la fase di selezione dei soggetti ammessi a presentare le offerte vincolanti. Nonostante il riserbo sui nomi dei concorrenti, tra i soggetti interessati figurerebbero fondi d’investimento immobiliare, operatori del comparto audiovisivo e il Ministero della Cultura, pronto eventualmente ad avvalersi del diritto di prelazione statale trattandosi di un bene sottoposto a tutela culturale. La partita sul futuro del teatro rimane dunque aperta, con la riconversione finale attesa tra il venturo 2028 e il 2029.







