Caso Atm a Milano, Marcora attacca Sala: “Tram bidirezionali inutili, gara con una sola impresa e Cda pieno di ombre” (VIDEO)

Incidente al tram a Milano

di Emanuele Flaminio

Il caso Atm torna al centro dello scontro politico milanese. Dopo l’incidente del 27 febbraio e le polemiche sui nuovi tram acquistati dall’azienda, il consigliere comunale Enrico Marcora chiede una commissione d’inchiesta per fare luce sulle scelte dell’amministrazione, sui costi dei mezzi bidirezionali, sui sistemi di sicurezza e sulla manutenzione della rete tranviaria. Nel mirino finiscono anche le nomine nel nuovo consiglio di amministrazione di Atm, considerate da Marcora “assolutamente da analizzare” per possibili incompatibilità e conflitti d’interesse. E il messaggio al sindaco Giuseppe Sala è durissimo: “Prima di tutto deve evitare di fare disastri”.

L’intervista a Enrico Marcora sul caso Atm

Consigliere Marcora, partiamo dal caso Atm. Dopo i diversi incidenti si sono aperte varie indagini. C’è stato il caso dell’autista che si è sentito male. Da cosa può essere dipeso, secondo lei?

Io credo che ci siano due temi da affrontare sul caso Atm. Il primo riguarda l’incidente del 27 febbraio, sul quale la magistratura sta facendo il suo corso e sta cercando di capire che cosa sia accaduto. Questo è un iter che stanno portando avanti i magistrati. Ma c’è un altro tema, a mio avviso molto interessante, che parte proprio da questo incidente: è avvenuto su uno dei nuovi tram acquistati da Atm e, in particolare, dal sindaco Sala. Si tratta di tram bidirezionali. La prima domanda che ci poniamo è questa: perché Milano e Atm hanno comprato tram bidirezionali? Per dare risposta a queste domande ho chiesto una commissione d’inchiesta che purtroppo molti consiglieri della maggioranza non hanno voluto firmare e di conseguenza non è andata avanti, nonostante riguardasse un tema fondamentale.

Perché, secondo lei, i tram bidirezionali rappresentano un problema per Milano?
A Milano, da più di cento anni, i tram hanno la fortuna di avere tutte le linee con anelli di ritorno, quindi i tram bidirezionali non servono. Se poi questi tram bidirezionali sono stati comprati per le nuove linee tranviarie, bisogna chiedersi se sia meglio spendere il 40% in più per mezzi bidirezionali oppure spendere una cifra molto inferiore per realizzare gli anelli. Questo è sicuramente un tema da affrontare con una commissione d’inchiesta. Poi ci sono altri dubbi: perché, visto che parliamo di un tram assolutamente moderno, non ha funzionato il sistema di blocco immediato davanti al malore dell’autista?

C’è anche il tema della gara. Lei ha parlato di una spesa di quasi 180 milioni di euro e di una sola impresa partecipante. Quando a una gara partecipa una sola impresa sorgono sempre dubbi. Potrebbe essere stata pilotata?
Io credo che una commissione d’inchiesta dovrebbe accertare innanzitutto le caratteristiche tecniche di questa gara. Se poi la gara fosse stata pilotata, allora dovrebbe occuparsene la magistratura, perché qui ci sarebbe un reato.

“Sala non ha dato spiegazioni”

Il sindaco Sala, fino a oggi, che cosa ha fatto rispetto a queste polemiche?
Il sindaco non ha fatto praticamente nulla, se non prendersi la responsabilità del fatto che la decisione sui tram bidirezionali ha avuto il suo assenso. Tanto è vero che ha festeggiato l’arrivo di quei mezzi. Quindi esiste un rapporto diretto con le scelte che sono state fatte. In compenso, oggi non ha ancora dato spiegazioni. Il sindaco avrebbe dovuto avallare la richiesta di una commissione d’inchiesta, perché avrebbe dovuto chiedere maggiore chiarezza agli organi che hanno deciso l’acquisto di questi tram bidirezionali.

Anche perché, con tutti i soldi spesi, ci si aspetterebbe un sistema di sicurezza avanzato. Siamo nel 2026. È normale che un conducente possa sentirsi male, ma non è normale che un tram non freni automaticamente.
I tram nuovi dovrebbero avere mille accorgimenti sul tema della sicurezza ed è sorprendente che qui qualcosa non abbia funzionato. Ma il tema assolutamente interessante è che questi tram bidirezionali costano il 40% in più dei tram normali. Se abbiamo una spesa di quasi 180 milioni di euro, fate voi il conto di cosa significhi quel 40%. Allora bisogna chiedersi se i soldi dei cittadini siano stati spesi bene e se sia stato fatto davvero l’interesse generale.

Lei pone anche il problema della manutenzione della rete tranviaria.
C’è un altro grosso problema della linea tranviaria di Milano: la manutenzione. Se percorriamo corso Magenta, via Vincenzo Monti o via Spinas, vediamo che i binari hanno gobbe e situazioni di usura importante. Questo indica che la manutenzione manca. Attenzione: quando un tram viaggia su una linea così disconnessa, anche la struttura del mezzo ne risente e le parti del tram vengono affaticate. E tutto questo si collega direttamente alla sicurezza.

Le ombre sul nuovo consiglio di amministrazione Atm

Ci sono incompatibilità nel consiglio di amministrazione di Atm? Quali sono?
Il nuovo consiglio di amministrazione indicato dal sindaco Sala ha elementi che vanno assolutamente analizzati e che probabilmente presentano incompatibilità. La prima riguarda Malangone, attuale direttore generale del Comune, che entra nel consiglio di amministrazione di Atm. Non si è mai visto che un dipendente del Comune di Milano diventi membro del consiglio di amministrazione, se non addirittura presidente, direttore generale o amministratore delegato, di una società partecipata del Comune. Le cariche devono ancora essere definite, ma il punto è evidente: il controllore diventa anche controllato. Mi sembra un’anomalia. Ci sono anche possibili incompatibilità di legge sulle quali farò una richiesta all’Anac.

Lei segnala anche un possibile conflitto legato a Webuild.
Abbiamo un altro candidato che siede nel consiglio di amministrazione di Webuild, una società di costruzione, forse la principale società di costruzione con cui Atm avrebbe indicato la possibilità di presentare un project financing. Anche qui non si è mai visto che un membro del consiglio di amministrazione di una società come Webuild partecipi a un project financing con Atm e poi entri nel consiglio di amministrazione di Atm. È ovvio che esiste un conflitto d’interesse. La domanda è: questa persona curerà gli interessi di Atm o quelli di Webuild? Questa, evidentemente, non è solo una questione di incompatibilità, ma anche di opportunità politica e apre molte riflessioni.

C’è poi un terzo consigliere che lei collega al caso San Siro.
Abbiamo un terzo consigliere di amministrazione emerso dalle intercettazioni della Procura sul caso San Siro, dove Malangone sollecita in modo molto concitato una consulente del Comune di Milano chiedendo maggiore attività e maggiore attenzione al progetto delle valutazioni di San Siro. Mi sembra evidente che le società partecipate del Comune di Milano, come tutte le società partecipate pubbliche, debbano essere scatole di cristallo. I consigli di amministrazione devono essere inattaccabili. Qui ne abbiamo praticamente tre che sono attaccabili e che alla fine rappresentano la maggioranza del consiglio di amministrazione di Atm.

Il project financing e il rischio privatizzazione

Il tema del project financing, secondo lei, è centrale?
Da quello che si legge sui giornali si sta andando verso un project financing fatto da Atm, Webuild e Hitachi. Io credo che, se si va avanti con questo progetto, la nuova compagine non debba essere oggetto di chiacchiere. Le società pubbliche devono essere inattaccabili, soprattutto quando gestiscono dossier così importanti.

Vuole lanciare un messaggio al sindaco Sala? In Consiglio comunale riuscite almeno a vederlo per discutere di questi argomenti?
Il sindaco Sala è un eterno non presente all’interno del Consiglio comunale. Non ha molta considerazione del Consiglio, né dei consiglieri di maggioranza né di quelli di minoranza, e lo ha detto anche pubblicamente. Secondo me perde una grande opportunità, perché dal Consiglio comunale può ricevere molte informazioni sulla città. Evidentemente il sindaco Sala non è interessato ad amministrare bene Milano, ma a portare avanti progetti molto discutibili, come quello della possibile privatizzazione di fatto di Atm.

In che senso parla di privatizzazione di fatto?
Non parlo di una privatizzazione nel senso classico, cioè di un privato che compra le azioni di Atm. Parlo di una privatizzazione di fatto, perché nel momento in cui si presenta un project financing si dettano linee con partner ben precisi. Questo, secondo me, è un tema che dovrebbe essere discusso in Consiglio comunale. La maggioranza di questa amministrazione cosa pensa di questo project financing? Ritiene che sia giusto? Ritiene che ci siano le condizioni per portarlo avanti? Io un dibattito in Consiglio comunale su questo tema non l’ho visto e credo invece che sia assolutamente dovuto.

“Sala eviti altri disastri”

Quindi chiedete al sindaco Sala di presentarsi più spesso in Consiglio comunale e discutere questi temi?
Prima di tutto il sindaco Sala deve evitare di fare disastri. Un disastro come quello che ha fatto sullo stadio di San Siro, dove ci sono indagini. Un disastro come quello sull’urbanistica, dove ci sono indagini. E un prossimo disastro potrebbe essere quello di Atm. Io credo che su questi temi soprattutto la maggioranza debba recuperare il buon governo della città di Milano, che purtroppo sembra essersi dimenticato. Perché con Milano non si scherza. Milano è il motore economico dell’Italia e una buona amministrazione di Milano fa bene all’Italia.